R: R: Supervisione dei giudici ? oooopppsss

Riccardo Roversi rroversi a SLA.IT
Mer 14 Ago 2002 15:26:59 CEST


Non ti dirò "grazie se non c'eri tu non sapevo la differenza", ma voglio fare qualche considerazione aggiuntiva.

1) Verissimo, esistono tre teoriche vie per ottenere tutela contro atti di cybersquatting: procedura di rassegnazione (PDR), arbitrato NA e giudice ordinario

2) C'è, però, qualche limite "interno": per avere accesso all'arbitrato è necessario che sia stata sottoscritta la clausola arbitrale (cosa che mi risulta essere piuttosto rara, tanto è vero che mi risulta concluso un solo arbitrato di questo tipo) e, d'altro canto, nel momento in cui si accetta l'arbitrato si rinuncia al giudice ordinario sino, quanto meno, alla conclusione del processo arbitrale.  Questa seconda limitazione, non evidente come la prima, discende dal fatto che l'arbitrato di NA è considerato irrituale e che, per giurisprudenza costante, l'arbitrato irrituale comporta rinunzia alla giurisdizione ordinaria.  Ultimo corollario di questo limite è che neppure la giurisdizione cautelare è disponibile (per intendersi i provvedimenti ex art. 700 c.p.c. non possono essere richiesti)

3) Sembra vero anche che la maggioranza dei casi si concentra sulle PDR: si tratta, a mio parere, della dimostrazione che l'idea delle PDR è buona.  Una PDR costa poco (un migliaio di Euro di costo per l'ente conduttore e la difesa si può "fare in casa"), è veloce, è relativamente affidabile.

4) Sull'affidabilità delle PDR, concordo con i dubbi espressi qua e là negli ultimi giorni (non con il qualunquismo di Cicalò), ma ricordo che anche i giudici ordinari - soprattutto in materia di domain names - le hanno sparate grosse.

5) I percorsi possibili, dunque sono:

- mi rivolgo all'ente conduttore e, successivamente, la decisione è contestata davanti ad un giudice ordinario;

- il nome di dominio è stato registrato con accettazione di clausola arbitrale e, quindi, è necessario partire con arbitrato e, successivamente alla decisione, è possibile rivolgersi al giudice ordinario per contestare la validità della decisione arbitrale;

- mi rivolgo subito al giudice ordinario.

6) Non mi pare che si tratti di percorsi eccessivamente tortuosi.

R. Roversi

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-----Messaggio originale-----
Da: Bruschi Raimondo [mailto:raimondo a BRUSCHI.COM]
Inviato: mercoledì 14 agosto 2002 15.01
A: ita-pe a NIC.IT
Oggetto: Re: R: Supervisione dei giudici ? oooopppsss

At 13.01 14/08/2002 Wednesday +0200, you wrote:
>OOOOPPPPSSS !
>Non me ne vogliate ... Ho scritto Ra al posto di Na .... Pensavo ad
>altro .
>
>"....controllori dei saggi nominati da NA", il "saggio" fornisce parere,
>C'e' poi sempre la NA a controllare.

A costo di risultare petulante e sentirmi dire "grazie se non c'eri tu non
sapevo la diferenza" da Roversi:

I saggi sono nominati dagli enti conduttori EC (la NA non controlla nulla)
Gli arbitri sono su richiesta abilitati da presidente NA (vedi 15.2) forse
potrebbero levargli l'incarico

a) il contestatore decide di rivolgersi a un Ente Conduttore (EC), il suo
saggio decide = arbitrato rituale = Procedura di riassegnazione
nota stonata: (1 persona decide = il contestatore e' cliente del giudicatore)

b) il contestatore decide di rivolgersi agli arbitri = arbitrariato
irrituale = Comitato di arbitrazione , c'e' uno o tre arbitri a giudicare

c) tribunale civile

**** Premesso che il contestatore puo rivolgersi direttamente ad A B o C

che le norme suggeriscono:

percorso A
poi B o direttamente C

*** Di fatto:

tutte le controversie finiscono in A , stano ma vero !
pochi finiscono direttamente in B (3 casi) nessuno da A
il resto finisce in C dopo A o direttamente.
che e' nostra parrocchia (di fatto non contiamo nulla)

da notare che il saggio si ripresenta in C in veste di avvocato difensore
ed e' l'unico competente in una posizione ambigua
visto che la scelta di passare a C da A
e frutto delle ritenuta errata decisione ipresa in A di cui ne e' pater.

saro duro (di testa) ma mi sembra un percorso che ha bisogno di essere
ridiscusso.



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