R: Supervisione dei giudici ?

Ettore Panella box a STARNET.IT
Sab 17 Ago 2002 14:47:53 CEST


> Perchè c'è troppa confusione ed uso di termini impropri, Giudici ...
> Arbitri ... chiamiamo con il loro nome chi è coinvolto, ossia in questo
> caso i saggi e gli enti conduttori e stop.
>
> Ti ricapitolo cone si è arrivati a parlare di queste cose:
>
> Il problema, dopo valda.it, sembra essere : e se un saggio sbaglia,
> ossia non applica affatto le Regole di Naming?
>
> Allora qualcuno (Panella) ha proposto: nominiamo un supervisore delle
> procedure. Credo però che intendesse: diamo a qualcuno (un membro NA)
> l'incarico di leggere le procedure e riferire in lista se c'è qualcosa
> di strano.

era questa la mia proposta e di fatto ricalca quello che Cicalo' sta
facendo.

> A questo punto Roversi ha esteso il concetto, ossia se per supervisore
> si intende un controllore diretto dell'operato dei saggi, questa è
> un'idea abominevole. Altri si sono aggregati nel biasimare questo modo
> di fare, ribadendo il concetto astratto di "giudice di giudice" ma
> intendendo "qualcuno che controlla i saggi".

forse allo stato troppo laborioso anche se normalmente ogni organizzazione
ha i suoi osservatori

> Approfittto per dire la mia: innanzitutto il controllo sugli Enti
> Conduttori (e dunque indirettamente dei Saggi, in quanto sotto la
> responsabilità degli Enti) è già previsto dalle Regole di Naming ed è
> affidato alla Presidenza.

alla presidenza si danno troppi incarichi. Il controllo deve essere gestito
da altro organo della NA

Se lo faccia o meno o se abbia la
> preparazione giuridica idonea a valutare la giustezza una decisione è
> un'altro paio di maniche.
> Credo però che le Regole di Naming siano chiare, si tratta
> semplicemente di applicarle.
>
> In seconda istanza, sono sempre stato favorevole e mi sono sempre
> battuto innanzitutto per la chiusura del numero degli Enti Conduttori e
> poi per la creazione di un "Albo dei Saggi"  - o qualcosa del genere -
> nel quale inserire immediatamente chi ha già dimostrato la competenza
> in materia e successivamente chi ne fa richiesta (valutati titoli e
> preparazione e soprattutto dando precisi riferimenti normativi),
> espellendo -
> eventualmente - in seguito chi desse prova d'incapacità come la
> "saggia" che ha scritto valda.it.

Sono daccordo sulla tua proposta di albo di saggi. Noto pero' che se i
saggi avessero fatto un corso di "immissione in ruolo" la vicenda valda.it
non avrebbe visto la luce.

> Poi togliamo dalle Regole di Naming (proposta formale al CE)
> quell'obbligo di mantenere un panel di 15 saggi che alla luce dei fatti
> è ridicolo.... se i saggi sono scelti a discrezione dell'Ente teniamo
> il limite minimo a 5 per ente (poi chi ha tante procedure, ne metterà
> di più), altrimenti si rischia che siano indicati un tot di saggi a
> "fare numero" ma in realtà non vedono e non vedranno mai una procedura,
> se l'ente di cui fanno parte non ne gestisce o ne gestice solo un paio
> all'anno.
>
> Oppure, se si considera quanto sopra, assegnamo i saggi a rotazione da
> un elenco centrale.
>
> Anzi, personalmente assegnerei anche le procedure a rotazione, per
> eliminare l'effetto "scelta di mercato da parte del ricorrente", il che
> potrebbe far preferire (per assurdo) non l'Ente serio che annovera
> Saggi preparati che applicano validamente le regole ma quello che ti fa
> vincere, anche contro le evidenze!
> Comunque, già l'assegnazione dei saggi a rotazione darebbe maggiori
> garanzie a ricorrente e resistente.

i saggi da elenco unico e a sorteggio darebbero ampie garanzie.

> ciao
>
> Lapo Sergi



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