Le MAP, il secondo grado, i saggi e le bandiere bianche.

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Mar 20 Ago 2002 02:32:24 CEST


Mi intrometto perche credo si stia perdendo di vista la natura delle MAP.
Da sempre, lo strumento civile 'naturale' per la risoluzione delle dispute (di
qualunque  forma) e' il giudizio ordinario a cui si puo' sempre ricorrere.
Le MAP sono state introdotte nelle regole di naming perche' le lungaggini e i
costi dello strumento 'naturale' (sopratutto in Italia) sono la base su cui si
basano le pretese dei 'cybersquatters' e le minacce dei 'reverse domain
name hijackers'...
Detto questo, si noti che lo strumento naturale di cui sopra e' altrettanto e
assolutamente soggetto a 'errori' in quanto basato sul 'giudizio' di un
soggetto 'umano'.
Le MAP non possono risolvere e sottrarsi al problema della 'soggettivita'
umana' perche' altrimenti basterebbe un 'form' ed uno 'scriptino' in Perl per
stabilire se c'e' o meno malafede e se il nome debba essere riassegnato o
quant'altro.
Un eventuale 'secondo grado di decisione' diventa quindi un appesantimento
dello strumento MAP che finirebbe per far assomigliare la cosa sempre piu'
allo strumento 'naturale'  (con l'inconveniente non del tutto irrilevante di non
essere particolarmente 'definitivo e risolutivo' come quest'ultimo)
C'e' pero' da sanare almeno una cosina nelle MAP....
La differenza tra lo strumento naturale e le MAP e' che difficilmente un
soggetto attiva un procedimento in giudizio se e' in malafede mentre nel caso
delle MAP e' chi la attiva che sceglie il 'Forum' e statistiche alla mano, cerca
di scegliere quello che gli da' migliori possibilita'. Escludendo possibili ed
indecorosi meccanismi di "scelta" c'e' da dire che in ogni caso anche gli EC
potrebbero essere invogliati a prediligere un 'parco' di saggi piu' predisposti
(perche' magari ne sono avvezzi da anni) a reinforzare il diritto dei marchi che
all'equivalente diritto a chiamarsi 'metro' come associazione senza fine di
lucro e a presentarsi come tale su internet. (tanto per fare un nome)
La scelta dell' EC da parte di chi attiva la MAP va quindi ripensata nel modo
opportuno. Io una proposta l'avrei.. e dovrebbe essere in grado anche di
evitare i problemi che alcuni riferivano rispetto alla selezione casuale o alla
rotazione...

Visto che di EC ce ne sono a sufficienza chi attiva la MAP indica una
selezione (>2 e <meta' degli esistenti) di EC cui vorrebbe far condurre la
MAP e riservandosi o meno la facolta' di scelta.
In caso che l'attivante si riservi la scelta il resistente puo' decidere di imporre
di utilizzare un EC di sua scelta nel gruppo escluso (quello non indicato
all'attivante) oppure accettare il gruppo proposto e la successiva selezione
dell'attivante.
In caso che l'attivante non si riservi la scelta il resistente puo' accettare il
gruppo proposto e scegliere l'EC oppure obbligare l'attivante a scegliere un
EC nel gruppo escluso.

Puo' sembrare complicato ma in pratica e' come quando si deve dividere una
proprieta' tra persone che non si vedono di buon occhio: uno traccia le
suddivisioni e l'altro sceglie.

Sul problema della 'competenza del saggio'  credo invece che l'unico
deterrente possa essere il comminare sospensioni o esclusioni dalla
possibilita' di esercitare il ruolo di saggio da parte un collegio di 'ricusazione'
invocato su istanza di chiunque (entro un certo lasso di tempo limite dalla
decisione)  e formato da un saggio per ciascuno degli altri EC di quelli non in
elenco nell'EC del saggio ricusato. Chi invoca la ricusazione paga le spese
della cosa (da tre a cinque volte il costo std di una MAP da dividere su tutti
gli EC) ed il collegio di ricusazione rivede gli atti della MAP scatenante e
decide per 'non luogo a procedere', 'sospensione grave (1-2 anni)',
'esclusione permanente'. (Le possibilita' di casi di 'saggi usa e getta' ad-hoc
dovrebbero essere gia'  escluse dalla modalita' di selezione dell EC
precedentemente illustrata). Ovviamente la ricusazione del saggio non deve
modificare (ai fini NA/RA) la decisione della MAP scatenante ma costituisce
senza dubbio un forte supporto nel caso che il danneggiato dalla decisione
impropria decida di utilizzare le vie ordinarie per ottenere giustizia.
In questo modo fare il saggio 'bene' implica il garantirsi la possibilita' di
continuare a farlo ed inoltre il sistema dovrebbe convergere autonomamente
e autoregolarsi su linee di principio comuni (sopratutto nei casi anomali mai
affrontati o quelli particolarmente complessi) e condivise tra gli operatori del
settore 'EC'.
Tutto cio' lasciando fuori NA ed RA.

Che ne dite? Puo' avere un senso?

Cordiali saluti.
Giorgio Griffini

PS: A proposito delle bandiere bianche... Cicalo' , guardi che la confusione
aumenta sopratutto quando si usano toni sbagliati che l'alimentano... se lei
non se ne e' accorto, la invito a ripensare al fatto che ci sono diversi modi per
dire le stesse cose e che probabilmente l'enfasi che lei sta usando nei suoi
interventi rischia di far passare in secondo piano l'obiettivo di pervenire a delle
regole efficaci, eque, certe e autorevoli. Tutto cio' vale, ovviamente, nel caso
che l'obiettivo che lei si pone nei suoi interventi sia lo stesso di cui sopra. In
caso contrario... come non detto...Un cordiale saluto.



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