Natura PDR, giurisprudenza e 2o grado

Enrico Giannini giannini a ALTALEX.COM
Mar 20 Ago 2002 11:01:04 CEST


NATURA DELLE PDR:
Le PDR, per come la vedo io, non dovrebbero essere una giurisdizione
supplementare -come alcuni guidati da mania di onnipotenza vorrebbero-,
 ma "procedure" (il più possibile "tecniche", "peritali" ed "algoritimiche")
per risolvere con velocità e certezza casi patologici.
Quindi:

LA GIURISPRUDENZA:
Il consolidamento di "giurisprudenza" (inteso quindi come orientamento che
diventa di fatto "fonte" integrativa del regolamento) NON è cosa positiva.
Affidare la soluzione di questioni scottanti solo ad un orientamento -seppur
maggioritario- dei saggi non esclude la proponibilità di altri orientamenti,
con conseguente perdita di "certezza".
I punti cruciali (es.: contumacia del resistente - valutazione d'ufficio
della
sussistenza del "legittimo uso") sui quali si sono pronunciati
e si pronunceranno i saggi debbono essere rilevati e chiariti direttamente e
prontamente dal CE, recependo ed integrando i regolamenti od attraverso
comunicati ufficiali per rettificare interpretazioni fuorvianti.
I saggi debbono avere un unico e certo organo di riferimento per l'
"interpretazione
autentica" dei regolamenti, e tale riferimento non può essere al momento che
il CE stesso.
Il saggio deve essere messo nella condizione di svolgere il suo lavoro il
più possibile
nella veste di "tecnico" (seppur giuridico) ed il meno possibile in quella
di "arbitro".

Potrebbe essere da valutare anche la possibilità per il saggio di formulare
interpelli
ufficiali al CE durante lo svolgimento della procedura per questioni di
interpretazione
regolamentare.


SECONDO GRADO:
E' contro la natura non-giurisdizionale e lo spirito delle PDR. (Velocità -
certezza)
Se l'esito non è quello atteso ci si rivolga alla giustizia ordinaria (o ad
arbitrato).
Se si ritiene che il saggio sia incompetente e/o si siano verificate
illegittimità procedurali è corretto prevedere la possibilità di presentare
un esposto
al CE o ad organo preposto alla nomina/valutazione/revoca dei saggi e/o
degli
enti conduttori.
E' invece di fondamentale importanza prevedere una più seria verifica della
competenza
dei saggi e degli enti conduttori.


Dove sbaglio?

Enrico Giannini



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