R: R: Decisioni giuste, decisioni sbagliate e pastiglie Valda ...

Riccardo Roversi rroversi a SLA.IT
Mar 20 Ago 2002 22:01:03 CEST


Non è vero che nel caso Astoi l'appello diventerebbe inutile

Sarebbe sufficiente censurare in appello il fatto che il saggio di primo grado ha omesso di procedere a quella minima istruttoria cui è tenuto dalle regole di naming

Il saggio di secondo grado, se ritenesse fondata la cesnura, potrebbe procedere lui a quella istruttoria mancata

Inoltre, ed in questo concordo con Ariosto e rivedo la mia proposta iniziale, si potrebbero prevedere delle ipotesi in cui consentire la produzione di nuovi documenti

Ad esempio, per mantenere un livello di semplicità delle regole ragionevole, si potrebbe scrivere una regola che dice "Le parti non possono produrre nuovi documenti in appello, salvo che la produzione non sia espressamente autorizzata dal saggio di appello.  Il saggio d'appello può autorizzare la produzione di nuovi documenti qualora ritenga che nel giudizio di primo grado si siano verificate rilevanti violazioni del contraddittorio, in tal caso il saggio di appello è tenuto a motivare espressamente la propria decisione sul punto".

A me pare che, scritta più o meno così, potrebbe funzionare.

R. Roversi

-----Messaggio originale-----
Da: Gian Carlo Ariosto [mailto:ariosto a wincom.it]
Inviato: martedì 20 agosto 2002 1.08
A: ita-pe a NIC.IT
Oggetto: Re: R: Decisioni giuste, decisioni sbagliate e pastiglie Valda ...

At 23.12 19/08/02 +0200, Riccardo Roversi wrote:
>- in primo luogo, credo che il ricorso al secondo grado dovrebbe essere
>consentito anche al ricorrente che sia risultato soccombente in "primo grado";

Cconcordo pienamente, ed aggiungo (anche se mi pare ovvio) che il
ricorrente potrebbe rivolgersi ad un EC diverso da quello del "primo grado".

>- in secondo luogo, a mio parere non dovrebbe essere consentita la
>produzione di nuovi documenti in appello, per evitare che "magicamente"
>saltino fuori documenti (in formato elettronico...) che potrebbero
>risultare decisivi;

Non sono d'accordo: in un caso come astoi.it, l'appello diventerebbe
praticamente inutile.

>-----Messaggio originale-----
>Da: Tullio Andreatta [mailto:tullio a logicom.it]
>Inviato: lunedì 19 agosto 2002 19.00
>- HOTELMERANO.IT: il saggio ha preso la decisione giusta in base alle
>   informazioni in suo possesso, ma tali informazioni erano incomplete a
>   causa sia della mancata difesa del resistente, sia per un errore tecnico
>   temporaneo che impediva la visione del sito web del dominio contestato;
>   cosicche' se non si fossero verificate queste anomalie, il giudizio sarebbe
>   stato opposto.

Non sono affatto sicuro che il guidizio sarebbe stato opposto, ma
certamente la motivazione sarebbe stata diversa.

>... che il costo della PDR possa essere ripartito tra i contendenti.

Non sono d'accordo: il costo della PDR dev'essere a carico di chi la
attiva, altrimenti il sistema non funziona. Perchè mai un ricorrente, che
ha vinto la PDR di primo grado pagata da lui, dovrebbe pagare parte della
PDR di secondo grado attivata dal resistente sconfitto? Perchè mai un
resistente, che ha vinto la PDR di primo grado senza pagare, dovrebbe
pagare parte della PDR di secondo grado attivata dal ricorrente?

>Per lo meno, se quattro saggi nelle liste di due EC prendono la stessa
>decisione, saremo sicuri che ci sia un vero complotto e non solo una
>temporanea infermita' mentale ...

Sarei per lasciare la scelta del collegio a uno o tre saggi a chi attiva la
PDR, e dunque la paga.


Cordiali saluti.
Gian Carlo Ariosto

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