Risposta: Re: Nomi geografici riservati

Daniele Vannozzi Daniele.Vannozzi a IIT.CNR.IT
Gio 29 Ago 2002 10:56:14 CEST


Ettore,
parlo a livello personale ed utilizzando un po' di buonsenso e realismo.
Il problema della presenza il rete della parte "non centrale" degli
organismi dello stato e' una materia difficile che si trascina da anni,
i maggiori problemi a mio avviso sono dovuti al fatto che ogni regione,
provincia, comune, ecc ha una propria autonomia che rende non banale un
coordinamento ed una definizione del naming da adottare almeno per il
dominio "istituzionale" del comune.
Credo che anche i gestori di gov.it dovranno confrontarsi con i problemi
sopra citati prima di mettersi al lavoro per assegnare i domini
"certificati". Se ci riusciranno daranno un importante contributo in
termini di "chiarezza" per l'utenza.
Saluti,

                Daniele

Ettore Panella wrote:
>
> Proprio per evitare i problemi citati le amministrazioni dello stato
> saranno poste sotto il gov.it che per (saggia) decisione e volonta' del
> governo saranno i soli domini che univocamente certificheranno la presenza
> di un sito istituzionale.
>
> saluti
>
> >se invece il nome geografico fosse immediatamente riconducibile al
> >comune, pur nella sua estensione generica e non riservata, sarebbe più
> >"facile" desumere la mala fede, ma secondo me - proprio per la
> >difficoltà (di assimilazione nome comune/marchio - sarebbe arduo
> >ritenere verificato il presupposto ex art. 16.6 , comma 1, lett a) delle
> >regole di Naming:
> >
> > a) il nome a dominio contestato sia identico o tale da indurre
> > confusione rispetto ad un marchio su cui egli vanta diritti, o al
> > proprio nome e cognome.
> >
> > Dalla lettura di questa norma, sembra che la Procedura di
> > riassegnazione si fondi - tra gli altri - sul presupposto della
> > confusione tra nome a dominio contestato e marchi o nome e cognome del
> > ricorrente. Le ipotesi sembrano tassative.
> >
> > Ad una più attenta lettura (ed interpretazione) delle norme del
> > Documento Procedura di riassegnazione, si legge però che il ricorrente
> > deve specificare i motivi di reclamo ivi inclusi, in particolare:
> >
> > a) i motivi per cui il nome di dominio (o i nomi di dominio) sono
> > identici o si possono confondere con un segno distintivo, un nome o un
> > marchio rispetto al quale il ricorrente vanta diritti di esclusiva.
> >
> > La norma è redatta in via più generale, e non sembra contestabile che
> > il riferimento generico al "nome" (laddove le regole di Naming
> > specificano "nome e cognome", dunque riferendosi chiaramente solo alle
> > persone fisiche), possa includere anche il nome di una località quando
> > questo venga fatto oggetto di accaparramento da parte di soggetti privi
> > dei relativi diritti.
> >
> > Dunque il comune xyz, ritengo, potrebbe attivare la procedura per il
> > nome generico xyz.it, ma non sull'assunto dell'assimilazione nome
> > comune/marchio (il chè è giuridicamente davvero opinabile), ma sulla
> > base dell'articolo 3 del regolamento sopra citato, che menziona
> > genericamente il "nome".
> >
> > Le difficoltà, secondo me sono altre, e cioè la dimostrazione del
> > diritto del comune sul nome con estensione generica (che in via di
> > logica sembra self-evident, ma giuridicamente non lo è). Tra l'altro,
> > l'Ente territoriale pubblico comune ha, già nelle Regole di Naming, la
> > riserva del nome geografico nella sua qualità di Amministrazione
> > Pubblica.
> >
> > Tuttavia, sono dell'idea che l'utente semplice dell'Internet, quando
> > cerca il sito di un comune, è portato d'istinto a digitare
> > nomecomune.it. Intendo cioè dire che le estensioni geografiche
> > riservate (spesso articolate e farraginose), secondo me tutelano di
> > meno gli enti interessati, perché chi è meno pratico delle regole
> > dell'Internet sarà portato a digitare la forma più semplice, e magari
> > si imbatte in portali (tipo quello della Vaionline srl) dove è
> > difficile capire che non si è sul sito del comune che si ricercava.
> >
> > E' pur vero, però, che se si aprisse la strada al riconoscimento dei
> > diritti esclusivi dei comuni interessati anche alle estensioni
> > generiche nomecomune.it, potrebbero in astratto venir meno, all'esito
> > di contestazioni degli enti territoriali interessati (ovviamente
> > fondate), iniziative interessanti portate avanti da soggeti privati
> > (es: www.yesmilano.it, www.viviroma.it,  etc). E dunque, forse quella
> > che sembra essere una lacuna normativa (mancata tutela in capo al
> > comune dell'estensione generica del nome), alla fine non risulta essere
> > tale.
> >
> >
> > Un caro saluto a tutti.
> >
> >
> >
> > Avv. Alessandro del Ninno
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