Inoltra: rottamazione

Elio Tondo elio a XTREME.IT
Gio 29 Ago 2002 13:25:25 CEST


From: "Marco d'Itri" <md a LINUX.IT>

>  >>Un buon modo per diminuirne il numero è non accettare posta da IP
>  >>dinamici, questo sarebbe più facile se TIN/interbusiness volessero
>  >>rendere pubblica la lista di queste reti come hanno già fatto i
>  >>principali ISP italiani.
>  >Questo vorrebbe dire cestinare tutta la posta, anche se lecita e magari
>  >interessante, proveniente da tutti quegli utenti che si collegano in
>  >dial-up o con linee ADSL con IP dinamico?
> Sì, se questa viene inviata direttamente senza passare dal mail server
> del provider o di terzi.

Scusa, ma non si parlava nei giorni scorsi del fatto che chiedere che un DNS
autoritativo abbia un IP "statico" potrebbe essere un requisito troppo
vincolante? Eppure, in un certo senso, per un DNS è comprensibile. Invece un
mail server usato solo per l'invio "vive" benissimo su una connessione a IP
dinamico, tipo le varie ADSL a basso costo come quella che uso a casa ed a
cui ho connesso il mio Linux. Capisco che lo spamming è un problema serio,
ma mi scoccerebbe non poco se qualcuno iniziasse a rifiutare le mie mail
perché le ho inviate da un IP "dinamico". Ed ancora di più mi scoccerebbe se
fossi costretto ad usare il mail server del mio provider di connettività,
che voglio usare SOLO per il filo e non per altri servizi di cui non posso
monitorare direttamente l'affidabilità.

E qui, tra l'altro, si apre un argomento spinoso, altre volte già accennato:
è LECITO, per un fornitore di servizi, applicare criteri del genere per
"selezionare" quali mail vengono accettate dal mail server con cui fornisce
servizio ai suoi clienti? Posso capire che un privato o una società il cui
mail server viene utilizzato solo da utenti "interni" possa fare, a suo
rischio e pericolo, ciò che vuole (se si perde una mail in cui gli fanno un
ordine di un milione di euro sono fatti suoi) ma se fornisco servizi a terzi
e respingo una mail del genere, forse qualcuno potrebbe citarmi in giudizio
per inadempienza contrattuale nella fornitura di un fondamentale servizio
Internet.

Tempo fa ho avuto una controversia con ORBS: avevo un server in USA in
colocation e loro avevano messo in blacklist tutta la classe C a cui
apparteneva il mio indirizzo, perché il fornitore di colocation aveva sulla
stessa classe altri server di clienti che a loro detta facevano spamming e/o
erano open relay; scrissi al responsabile di ORBS chiedendogli gentilmente
di rimuovere il mio indirizzo dalla blacklist, ma lui mi rispose in modo
molto scortese che non lo avrebbe fatto perché chi acquista servizi da
fiancheggiatori dello spamming deve essere "punito", e se non volevo più
essere in blacklist mi cercassi un altro fornitore di colocation "pulito".
Gli augurai di sparire quanto prima dall'Internet insieme al suo servizio e
tutta la sua presunzione, cosa che poi è avvenuta...

Elio Tondo
XTREME-MNT



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