Disputa nome a dominio

Gian Carlo Ariosto ariosto a WINCOM.IT
Gio 29 Ago 2002 17:08:26 CEST


At 15.59 29/08/02 +0200, Federico Picardi wrote:
>Una società nostra cliente "Automatic", esistente dal 1985, ha verificato
>che il proprio nome a dominio "automatic.it" è già stato registrato da DADA
>nel 2000 e viene utilizzato come redirect verso "aziende.it".
>Quindi in pratica non esiste sito.
>Ci sono secondo voi gli astremi per iniziare una procedura di
>riassegnazione ??


16.6 Trasferimento del nome a dominio contestato
Sono sottoposti alla Procedura i nomi a dominio per i quali un terzo
(denominato "ricorrente") affermi che:
·       a) il nome a dominio contestato sia identico o tale da indurre
confusione rispetto ad un marchio su cui egli vanta diritti, o al proprio
nome e cognome; e che
·       b) l'attuale assegnatario (denominato "resistente") non abbia alcun
diritto o titolo in relazione al nome a dominio contestato; ed infine che
·       c) il nome a dominio sia stato registrato e venga usato in mala fede.
Se il ricorrente prova che sussistono assieme le condizioni A e C di cui
sopra ed il resistente non prova a sua volta di avere diritto o titolo in
relazione al nome a dominio contestato, quest'ultimo viene trasferito al
ricorrente.
In relazione al precedente punto b) del presente articolo, il resistente
sarà ritenuto avere diritto o titolo al nome a dominio contestato qualora
provi che:
prima di avere avuto notizia della contestazione in buona fede ha usato o
si è preparato oggettivamente ad usare il nome a dominio o un nome ad esso
corrispondente per offerta al pubblico di beni e servizi;
oppure
che è conosciuto, personalmente, come associazione o ente commerciale con
il nome corrispondente al nome a dominio registrato, anche se non ha
registrato il relativo marchio; oppure
che del nome a dominio sta facendo un legittimo uso non commerciale, oppure
commerciale senza l'intento di sviare la clientela del ricorrente o di
violarne il marchio registrato.

16.7 Prova della registrazione e del mantenimento del dominio in mala fede.
Le seguenti circostanze, se dimostrate, saranno ritenute prova della
registrazione e dell'uso del dominio in mala fede.
·       a) Circostanze che inducano a ritenere che il nome a dominio è
stato registrato con lo scopo primario di vendere, cedere in uso o in altro
modo trasferire il nome a dominio al ricorrente (che sia titolare dei
diritti sul marchio o sul nome) o a un suo concorrente, per un
corrispettivo, monetario o meno, che sia superiore ai costi ragionevolmente
sostenuti dal resistente per la registrazione ed il mantenimento del nome a
dominio;
·       b) La circostanza che il dominio sia stato registrato dal
resistente per impedire al titolare di identico marchio di registrare in
proprio tale nome a dominio, ed esso sia utilizzato per attività in
concorrenza con quella del ricorrente;
·       c) La circostanza che il nome a dominio sia stato registrato dal
resistente con lo scopo primario di danneggiare gli affari di un
concorrente o usurpare nome e cognome del ricorrente;
·       d) La circostanza che, nell'uso del nome a dominio, esso sia stato
intenzionalmente utilizzato per attrarre, a scopo di trarne profitto,
utenti di Internet creando motivi di confusione con il marchio del ricorrente.
L'elencazione di cui sopra è meramente esemplificativa. Il collegio di
saggi potrà quindi rilevare elementi di mala fede nella registrazione e
nell'uso del nome a dominio anche da circostanze diverse da quelle sopra
elencate.

Sono soddisfatti i criteri sopra elencati?
Se sì, ci sono gli estremi per avviare la PDR, e presumibilmente vincerla.


Cordiali saluti.
Gian Carlo Ariosto

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