Richiesta formale da parte della Naming Authority Italiana

Vittorio Bertola vb a BERTOLA.EU.ORG
Mar 3 Dic 2002 11:11:01 CET


On Tue, 3 Dec 2002 09:45:36 +0100 (CET), you wrote:

>> gli interessi economici dei piu' grossi dovevano prevalere, poi non ci
>> avete ascoltato, pero' alla fine gli interessi economici prevalgono
>> sempre sull'interesse della collettivita', per cui andate pure a casa.
>>
>Non intervengo certo a difesa di che non ne ha bisogno pero' permettimi:
>non mi sembra abbia detto questo, non lo ha fatto adesso e non mi risulta
>lo abbia fatto in passato.

Libero di pensarlo :) A me sembra un intervento molto chiaro.

"la RA ha deciso una doverosa e auspicata azione forte per riportare,
nei fatti e adattata ai tempi, in auge la posizione che alcuni
volevano sin dal primo giorno."

Io di questa frase sottolineo soprattutto i termini "forte" e
"alcuni". In un sistema aperto mi aspetterei piuttosto termini come
"concertata" e "maggioranza".

>Un precedente intervento parlava di 'domini gratis' come di una iattura
>volta al controllo del mercato pero' e' indubbio che una cosa del genere
>(che a me non piace, preciso) va nell'interesse della collettiivita'.

Dipende: va nell'interesse della collettivita' se e' legata ad un
recupero di efficienza, non se si tratta di una politica commerciale
temporanea tesa a far fuori chi non puo' resistere a lungo in modo da
costruirsi una posizione dominante.

Ripeto anche il succo del mio messaggio precedente: le strategie
commerciali e politiche di una azienda per incrementare la propria
quota di mercato sono assolutamente legittime (almeno finche' non
violano una legge). Solo, che non vengano spacciate per azioni
nell'interesse della collettivita'.

>Il discorso del 'una testa un voto' o 'un dominio un voto' se non ricordo
>male non era nella direzione del 'lobbismo' quanto nella direzione di
>avere una rappresentanza e un potere della NA che in qualche modo
>rappresentasse la situazione che si voleva 'gestire'.

A questo punto perche' non facciamo scrivere le regole sul copyright
in rete con il principio "un disco venduto, un voto" oppure "una copia
di Windows, un voto"? E' esattamente la stessa cosa. (E purtroppo e'
quel che sta accadendo in molti casi.)

>Poi in questi casi
>di correttivi se ne possono trovare a bizzeffe certo la migliore soluzione
>non e' quella di ignorare la cosa o peggio contrappore 'la societa'
>internet' ai potentanti, dopotutto mi sembra evidente che i 'grossi
>gruppi' sono tali soprattutto perche' interpretano le esigenze del
>mercato, non certo pero' fanno i tiranni monopolisti.

Ma come tu ben sai, se permetti ai grossi gruppi di controllare le
regole del mercato dopo qualche tempo non hai piu' un mercato - e sono
dolori per i consumatori.

In altre parole quello che qui stiamo cercando e' un equilibrio a
difesa della competizione di mercato (ma anche del diritto alla
propria identita' e alla capacita' di esprimersi, perche' purtroppo
questo non e' il mercato dei detersivi ma e' un pezzo del mercato di
un media rivoluzionario e capillare). Che non vuol dire bloccare la
liberta' di azione dei grandi player (che molto spesso sono grandi
perche' sono stati piu' bravi degli altri) ma neanche rinunciare a
dare una voce ai piccoli player e ai consumatori finali.
--
vb.            [Vittorio Bertola - v.bertola [a] bertola.eu.org]<---
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