Richiesta formale da parte della Naming Authority Italiana

SEEWEB - Antonio Baldassarra antoniob a SEEWEB.IT
Mar 3 Dic 2002 12:08:04 CET


On Tue, 3 Dec 2002, Vittorio Bertola wrote:

> Ma come tu ben sai, se permetti ai grossi gruppi di controllare le
> regole del mercato dopo qualche tempo non hai piu' un mercato - e sono
> dolori per i consumatori.
>
Storicamente in questi casi i dolori arrivano anche per i grossi gruppi,
credo che l'illusione del libero mercato senza regole oggi non seduca piu'
nessuno, cominciando dalgli operatori stessi.

> In altre parole quello che qui stiamo cercando e' un equilibrio a
> difesa della competizione di mercato (ma anche del diritto alla
> propria identita' e alla capacita' di esprimersi, perche' purtroppo
> questo non e' il mercato dei detersivi ma e' un pezzo del mercato di
> un media rivoluzionario e capillare). Che non vuol dire bloccare la
> liberta' di azione dei grandi player (che molto spesso sono grandi
> perche' sono stati piu' bravi degli altri) ma neanche rinunciare a
> dare una voce ai piccoli player e ai consumatori finali.
Ma questa e' una cosa assolutamente condivisibile, sfido chiunque: da
Denoth a Negri a dire che la loro posizione e' diversa; altro e' pensare
che tutto cio' debba essere fatto 'per consuetudine' da un'organo che ha
mostrato oggettivamente qualche difficolta' e che soprattutto, ad oggi e'
difficile calare il suo operato (quello della NA) all'interno di rapporti
contrattuali. E' evidente che il peso (e la conseguente preoccupazione)
derivante da tali rapporti contrattuali e' piu' evidente per gli
operatori piu' grossi.

Prendiamo il mio caso: rappresento un piccolo operatore pertanto non ho
certo interesse a 'segare il ramo sul quale sto seduto', d'altro canto il
core business della mia azienda passa per i nomi a dominio, il 50% dei
clienti passa il ccTLD .it ergo il contratto con la RA (e le conseguenti
attivita' della NA) condizionano (non rappresentano ma *condizionano*) il
50% del mio giro d'affari, non pensi che avere un contratto 'che abbia un
senso' sia la minima precauzione da prendere ? non pensi che occorra
formalizzare in maniera 'decente' il *chi* il *cosa* e il *come* delle
regole nel contratto stesso ? visto che alla fine rappresentano la
*sostanza* del contratto ?

Questo e' quello che e' stato chiesto nella mitica riunione RA/MNT, non mi
sembra sia stato detto/fatto altro.


Ti ringrazio dei tuoi commenti e ne aspetto di nuovi.


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Antonio Baldassarra
antoniob a seeweb.com



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