dal Tavolo dei Domini, articoli per la discussione.

Claudio Allocchio Claudio.Allocchio a GARR.IT
Lun 9 Dic 2002 12:36:09 CET


> 1) Meucci sarebbe contento dello statuto, a me pare adatto per gli inizi
> del secolo scorso, addirittura viene citata la parola telegramma, ma non
> c'h traccia di Internet (e-mail, liste, partecipazione allargata,
> superamento del concetto di rappresentativit` delegata.

... sai, la proposta di chiamarla "Meucci" e' uscita fuori il giorno dopo
che il congresso USA aveva riconosciuto che il telefono lo ha inventato
lui e non Bell. Io avevo proposto di pensare a qualche "papa'" di
Internet, ma a parte Postel sono tutti vivi... e non porta bene intestare
fondazioni o enti ai vivi (ok, lo so che qualcuno pensara' di intestarla
subito a me sperando negli effetti malefici di questo atto!)

:-)

Altre porposte per il nome sono benvenute (anche se a differenza della
RAI con i teleconcorsi, non si vince niente facendo la proposta vincente).

Nello statuto ci sono sia le lista, che l'e-mail etc... sono scritti con
i termini che li rendono "validi" e permettono di sostituirle e-mail
con
ad esempio "instant messaging" senza dover cambiare statuto ogni volta

> 3) Dov'è finita la lista ITA-PE ?

La lista ITA-PE non c'e' nemmeno nello statuto della NA attuale. C'e' la
"lista degli iscritti alla NA" nel nostro statuto.
La lista (che si chiami ITA-PE, che si chiami in un altro modo, che
decida di scindersi in piu' liste "per constituency o per gruppo
d'interesse" o altro non e' minimamente toccata dal cambiamento. Continua
ad eseiste, con il suo compito di rendere facile la discussione, la presa
delle decisioni dal parte del comitato tecnico etc.

> 4) Dov'è finita la NA, intesa come gruppo di persone ?

c'e' tutta, ed anche allargata. E' specificata nelle sue componenti,
modello constitunencies, ma ci sono in MNT, ci sono gli ISP, ci sono i
rappresentanti della ricerca, ci sono i rappresentanti dell'utenza e
degli interessi di tutti coloro che partecipano al lavoro sulla rete.

Il "gruppo di persone" e' quello che ha il copito di eleggere i suoi
membrinel comitato tecnico. Se poi il gruppo invece di suare i modi
attualmente in uso nella NA, preferisce darsene di altri, ad esempio
separandosi per constituency diverse invece che stando insieme (ma
eleggendo comunque per constituency i propri rappresentanti), lo puo'
fare, indipendentemente dallo statuto della fondazione.
>
> 5) La rappresentatività bottom-up in seno al comitato tecnico è in
> partenza di 6 rappresentanti della società civile, e di 9 persone
> nominate dall'alto (dove dall'alto si indicano indicazioni provenienti
> da ambienti governativi).

No, il GARR non e' ente governativo, e l'operatore dl registro non e'
ente governativo. Quindi fa 9 contro 7. Ovviamente proposte
diverse/correttive etc sono le benvenute. Fatele!

> Il consiglio di amministrazione identifica inoltre quali sono le
> associazioni che riconosce in seno alla LIC (ma non dovrebbe essere il
> contrario?),

No, non "identifica", ma "riconosce"... un minimo di "criteri di
riconoscimento" vanno comunque stabiliti, altrimenti anche la mia squadra
di pallavolo puo' pretendere di rappresentare la LIC e chiedere un posto
nel comitato tecnico. E' cosi' comunque in tutti i casi pratici di questo
mondo. E' ovvio che e' la LIC stessa a dover dare i migliori suggerimenti
per rappreswentarsi correttamente (ed e; anche ovvio che la situazione e'
evolutiva: qualche anno fa la LIC sarebbe stata "quasi tutta fatta da
ricercatori, e da uno spaurto gruppo di utenti dei primi ISP", oggi e'
fatta da persone che oltre ad operare con la rete, iniziano ad usarla, ma
non e' ancora "mappabile con la popolazione civile", domani potrebbe
invece esserlo. Il criterio di "identificabilita'" serva ad essere
flessibili.

 due sono appannaggio di AIIP e Assoprovider
> rispettivamente, due dei MNT (e si riapre la querelle tra un dominio un
> voto o una testa un voto).

Ne abbiamo parlato anche in assemblea: fare in modo di avere la
"rappresentativita' corretta' e' compito delle persone che devono essere
rappresentate. Sono quindi i MNT, ad esempio, che devono decidere
autonomamente su una questione come "une testa un voto", oppure come ora
"un MNT un voto", non certo il CdA o altri.

> Alla fine, se vogliamo essere pignoli, una LIC sotto schiaffo del CdA
> (state buoni o non vi riconosco) esprime 2 rappresentanti su 17.

La LIC e' fatta da utenti, operatori, ricercatori, giuristi, .... quindi
non contare solo i "due rappresentanti dell'utetnza" LIC.

> 6) Non esiste un momento di confronto assembleare con la LIC.

La LIC elegge i propri rappresentanti, e se non gli piace quello che
fanno, non li rielegge piu'.

> 7) Non era meglio una società no profit ad azionariato popolare ?

Dal punto di vista amministrativo finanziario mi hanno speigato (ma io
non sono esperto in materia) che e' molto piu' semplice da gestire un
caso "fondazione" di diritto privato, che l'ipotesi sopra.

> 8) E' indubbio che la questione economicamente più rappresentativa sarà
> la gestione del registro, controllato solo dal CdA (stiamo vedendo in
> queste ore come una CdA, o un direttore, può attraverso il contratto con
> i MNT modificare l'assetto del ccTLD senza modificare le regole). Perchè
>   lo statuto glissa sulla questione ?

Scusa ma non ho capito: il CdA controlla l'operato del Registro, e nel
CdA ci sono i rappresentanti del Comitato Tecnico, che quindi
contribuisce tramite loro a controlare il Registro. Sara' MOLTO difficile
che quindi il registro possa fare qualcosa di diverso che "le operations".

Come ho scritto nel commento precedente, se il CdA non controlla il
registro come si deve, i rappresentanti del Comitato Tecnico possono fare
la loro parte, compreso il mettere in stallo tutto il sistema sino a
quando non si risolve il problema. Oggi, invece ,il CE non puo'
"formalemnte" bloccare un'azione del registro, ma stando nel CdA si che
potra' promuovere azioni e tenere sotto controllo il Registro.
>
> 9) Lo Stato è reppresentato solo dal Governo. Parlamento, magistratura,
> sistema camerale non hanno voce in capitolo ?

No, lo stato e' rappresentato da "esperti in materia, nominati dai
Ministeri" (non dimentichiamo ci che "i Ministri ed i Governi cambiano",
mentre l'organizzazione e le persone interne ai ministeri, di solito no.
Inoltre questi sono appunto "esperti comprovati di nomina ministeriale",
ma di provenienza esterna (i politici li chiamerebbero "tecnici").

> 10) Fondazione = patrimonio da gestire. Il patrimonio dov'è e chi lo
> fornisce ?

A parte le entrate delle registrazioni (che andrebbero alla Fondazione,
quindi soggette a bilancio pubbico, controllato nei minimi dettagli),
c'e' il "transitorio" che e' una fase delicata, ma ad esempio, essendo la
fondazione il soggetto che si ritrova addosso anche la reponsabilita'
legale etc, potrebbero essere gli accantonamenti per rischi legali
dell'attuale RA, contributi direttamente dati sallo Stato per mettere in
modo le cose etc...

 > > 11) Dov'è il federalismo ? Come si pone la Fondazione
in un sistema > costituzionalmente votato a grossi cambiamenti.

... permettimi la battuta (visto che sono un Lumbard "doc" posso)...
"tirem innanz"...

> 12) non vedo un adeguato sistema di pesi e contrappesi, è facile
> ipotizzare situazioni di scontro o di usurpazione tra gli organismi
> della Fondazione.

Se il Comitato Tecnico fa cose "illegali o impossibili" il CdA li puo'
fermare. Se il CdA si mette a fare azioni insensate, ci sono dentro 2
membri del Comitato Tecnico a discuterne e tenere la situazione sotto
controllo.

 > > 13) Che delusione! >

Bhe, allora contribuisci a migliorare, con suggerimenti e proposte
concrete di modifiche/aggunte etc... e' a questo che servono le richieste
pubbliche di commenti.

Ho risposto a questo, e non hai successivi, perche' questo essendo
"articolato" era piu' facile, ma i commenti valgono ovviamente anche pe i
messaggi successivi.

Grazie !

Claudio

PS: per favore (da esperti di rete quali siete) NON lasciate l'intero
testo dello statuto dentro i mail quando rispondete !!!!

:-)



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