dal Tavolo dei Domini, articoli per la discussione.

Alfredo E. Cotroneo alfredo a WORNEX.COM
Lun 9 Dic 2002 12:38:22 CET


Carissimi,

Un lungo messaggio per inviare in calce le mie osservazioni alla proposta
di Statuto del "coso", ovvero della Fondazione, ribadendo che sono assai
perplesso (per non dire assolutamente contrario) alla sua impostazione
complessiva che sa molto di lottizzazione ad immagine di cio' che purtroppo
avviene spesso in Italia in un ambito lottizzato da interessi politici
(vedi RAI).

Chi lavora con RAI sa che la RAI e' immobilizzata da tanto tempo al proprio
interno per le crisi dovute alle nomine e alle dimissioni. In Internet si
puo' lavorare se risuciamo a tener furi interessi politici. NON  possiamo
permettere che Internet in Italia sia posta sotto il controllo del Governo
(come in Cina), oppure segua la stessa direzione della TV pubblica (come in
RAI).

Nonostante le buone intenzioni che pero' NON appaiono nello scritto, questi
sono gli scenari che intravedo leggendo questa proposta di Statuto.
Piuttosto di far peggio andiamo avanti con la situazione corrente :-)


At 23:32 08/12/02 +0100, Claudio Allocchio wrote:

>--------------------------------
>
>PROPOSTA DI STATUTO PER LA FONDAZIONE ANTONIO MEUCCI

Concordo con altri che il personaggio poco si addice all'alta tecnologia,
e' (internazionalmente)   controverso in un ambiente in cui i rapporti
Internazionali sono all'ordine del giorno.

Meglio allora un acronimo che sia piu' significativo di un telefono a
manovella e ne indichi nel nome chiaramente gli obiettivi :-)

ad esempio :

Italian Internet Names Foundation (IINF) oppure :

Fondazione Italiana per i Nomi Internet (FINI !? ;-) )



>La Fondazione ha durata illimitata; la sua sede e' in Roma, via

Perche' sede a Roma? Dobbiamo supporrre un intervento massiccio verso il
Governo o i Ministeri? Meglio di no!

Non si puo' farne a meno ? Le realta' piu' importanti per il mondo Internet
Italiano (e chi ci lavora) hanno sede in altre localita'.

Propongo Milano (sede del MIX e delle maggiori societa), Pisa, Bologna
(sede della prima rete civica). Una scelta non Romana servirebbe a dare
forte e chiaro il messaggio che le decisioni NON debbono provenire da una
maggiornanza legata ad ambiti ministeriali o Governativi.

>________________ n. __.
>
>ARTICOLO 2 - SCOPI DELLA FONDAZIONE
>
>La Fondazione ha come scopo primario la tenuta del Registro dei nomi a
>dominio per il Country Code Top Level Domain (ccTLD) "it"  (di seguito,
>anche, il "Registro").

OK

>La Fondazione potra' altresl gestire ulteriori
>registri e servizi di pubblica utilita' funzionali all'operativita' e/o al
>miglior sviluppo delle tecnologie di telecomunicazioni in Italia.

Ma per queste altre funzioni non vi sono altri organi preposti? Ad esempio
: Il Ministero delle Comunicazioni, le Camere di Commercio, le societa' di
Telecomunicazione, la Seat-Pagine Gialle ??? Il rischio e' di avere un
contenitor-one che si occupa di troppe cose e non fare bene il proprio
"core" business.

Lasciando troppo nel vago, ne risulterebbe anche un problema di gestione
finanziaria. Ad esempio con i $$$$$$ derivanti dalle registrazioni,forniti
anche dagli operatori Internet e di telecomunicazione, la fondazione
potrebbe per assurdo occuparsi di costruire dei monumenti a Meucci?,
proporsi per la gestione del Pubblico Registro Automobilistico e
dell'elenco telefonico? o impiantare servizi in concorrenza con gli
operatori privati (Web Hosting connesso alla registrazione, servizi di
email, ecc) ?.

Quali sono queste funzioni extra che hanno senso gestire in seno a chi si
occupa di domini (meglio eventualmente specificare di piu')?


>Nell'ambito della sua attivita', la Fondazione svolgera' ogni azione
>necessaria al miglior esito della tenuta del Registro. La Fondazione
>svolgera':

(omissis)

>_ attivita' formativa per  favorire ed effettuare il trasferimento di
>conoscenze inerenti la rete Internet nei confronti del pubblico e del
>privato.

L'uso della Fondazione e dei propri ricavi (cosi' come quello della RA
odierna) a questo scopo e' opinabile.  In primis non e' chiaro (non risulta
nella LAR ad esempio) che chi paga i costi di registrazione e manutenzione,
sovvenziona i corsi seguiti in genere (gratis) dai maintainer.

Vi sono poi numerose realta' che oggi possono offrire tali competenze in un
mercato di libera concorrenza. PEr di piu' tali azioni avvengono in regime
di monopolio da parte dell'ente di registrazione che impone le
proprie  tariffe a copertura di ogni attivta' "inerenti la rete Internet
nei confronti del pubblico e del
privato", come meglio ritiene opportuno.

Si potrebbe interrogare il Garante della Concorrenza, ma credo a naso che
cio' non sia possibile neppure nelle forme eservitate attualmente dalla RA.


>All'interno della Fondazione viene anche costituito un "centro di
>eccellenza", eventualmente stipulando accordi con iniziative scientifiche
>qualificate, che svolgera' attivita' di ricerca in ambito scientifico e
>tecnologico.

Anche qui, come sopra. Non sono pienamente d'accordo che i proventi delle
registrazioni debbano finanziare la ricerca in un ambiente vagamente
definito "scientifico e tecnologico". Per questo lo Stato e i privati
finanziano le Universita' e i vari Centri di ricerca (CNR, IAT ?).

Si potrebbe discutere se l'ambito fosse piu' ristretto agli scopi di cui
all'articolo 2 e si stabiliscano dei limiti onde evitare che per favorire
la ricerca si porti il costo dei domini (per esempio) a 100 Euro/anno,
trasformando la Fondazione in un ente di ricerca in genere sulle
telecomunicazioni. Non deve essere questo lo scopo primario della
fondazione, che non e' definita piu' sopra come ente di ricerca, ne' una
agenzia viaggi all'estero per partecipare a conventions (vedi su questo
punto il bilancio RA da altri evidenziato!!)




>ARTICOLO 5 - PATRIMONIO
>
>Il patrimonio della Fondazione consta di :
>__________________________________________________
>__________________________________________________
>__________________________________________________
>__________________________________________________
>__________________________________________________
>_____________________________________________________________

Sarebbe interessante chiarire questo punto: Chi fornisce il patrimonio?

Chi lo fornisce si attende delle poltrone in maggioranza nel C.d.A ?



>ARTICOLO 6 - ORGANI E STRUTTURA OPERATIVA
>
>Sono organi della Fondazione:
>_ il Presidente;
>_ il Consiglio di Amministrazione;
>_ il Collegio Sindacale;
>_ il Comitato Tecnico.
>
>La struttura organizzativa della Fondazione deve in ogni caso prevedere
>le seguenti funzioni:
>_ Ufficio Controllo Interno (di supporto al Collegio Sindacale);

E perche' NON prevedere un controllo esterno (e magari una assemblea dei
"soci" oppure dei Maintainers, oppure di tutti i "soci", rappresentati
dagli enti e persone fisiche serviti dal registro con poteri di controllo e
di veto, come in una "vera" societa' ?)

La forma evidente o nascosta mi par di capire e' quella di controllo
esclusivo da parte del Governo, non degli utilizzatori dei servizi!






>ARTICOLO 9 - PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE

E' ovvio da quanto segue sul C.d.A. che il presidente sara' il piu'
gettonato politicamente, essendo la maggiornaza del C.d.A nominata
dai  politici in voga al momento delle nomine. Malissimo !!! per una
Fondazione e malissimo per un ente che si propone di avere imporre
normative "tecniche", e non di fare politica!.

AM allora perche' non fare tutto in casa (nei vari Ministeri) e proporre
questa forma di perfida copertura (Fondazione) ?

Cio' puo' solo portare alla paralisi e alla gestione politica
(all'Italiana!) di uno strumento che deve essere squisitamente tecnico,
imparziale e di servizio per tutti indiscriminatamente. RAI docet!


>ARTICOLO 10 - CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
>
>I membri del Consiglio di Amministrazione devono possedere, quali
>requisiti di professionalita', adeguate conoscenze specialistiche in
>materie inerenti i settori di cui all'articolo 2 dello Statuto o
>funzionali all'attivita' della Fondazione, avendo maturato un'adeguata
>esperienza operativa nell'ambito della professione, o in campo
>imprenditoriale o accademico, o con l'espletamento di funzioni direttive
>o di amministrazione presso enti o aziende pubblici o privati.
>
>Il Consiglio di Amministrazione e' composto da cinque membri, di cui:
>- tre su nomina del Ministro delle Comunicazioni, sentita la Presidenza
>del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Ricerca;
>- il Presidente del Comitato Tecnico;
>- un eletto dal Comitato Tecnico.

e perche' mai deve esserci una maggioranza Governativa nel C.d.A. ???? Il
rischio e' una lottizzazione di tipo politico ad immagine di cio' che
avviene in RAI.

>Il Consiglio di Amministrazione, in prima convocazione, elegge il
>Presidente, due Vice Presidenti, di cui un vicario, e un tesoriere.

Lo squilibrio dei voti porta al rischio che i "Tecnici" non abbiamo
rappresentanza ....

>I membri del Consiglio di Amministrazione, ivi compresi i Vice
>Presidenti, durano in carica tre anni dalla prima riunione dell'organo.
>Alla scadenza rimangono comunque in carica fino alla ricostituzione
>dell'organo.
>
>Nel caso in cui, nel corso del mandato, per qualsiasi ragione si provveda
>alla sostituzione di un componente, il membro subentrante cessera' dalla
>carica alla naturale scadenza dell'organo.
>
>Il Consiglio di Amministrazione e' l'organo responsabile della gestione
>della Fondazione nell'ambito degli scopi ed obiettivi stabiliti dallo
>Statuto e svolge ogni attivita' necessaria per il perseguimento degli
>stessi, nonchi attivita' di proposta al Comitato Tecnico.

ATTENZIONE: qui c'e 'un elemento di novita': come a dire che i Tecnici
porrebbero le norme tecniche su cio' che il consiglio "propone" loro di
normare. Non come si diceva prima che il C.dA. approverebbe soltanto le
norme "pensate" autonomamente dai tecnici.

Vi e' quindi uno svilimento ancor maggiore dell'importanza della parte
tecnica in sede propositiva, e un aumento di potere del C.d.A che sarebbe
in grado di stabilire le linee guida su cui i tecnici poi normano.

Facciamo un esempio, per assurdo:

-- Il C.d.A. (su suggerimento della classe politica dominante che ne ha
eletto la maggioranza, o delle lobby) decide che potranno registrare i nomi
a dominio solo i maintainer che hanno un fatturato superiore a 100,000,000
di Euro. Gli altri con fatturato inferiore comprano e rivendono servizi di
registrazione dagli operatori con fatturato > Euro 100,000,000

-- Il comitato tecnico non puo' fare altro che predispone le norme attuative.

-- Il C.D.A (con maggiornaza politica di Governo) approva le norme
attuative in merito alla propria proposta iniziale

-- La "base" non ha mezzo di porre veto o ricusare le norme, ovvero
ricusare la decisione "politica" che ha dato seguito alle norme.

>dei nomi a dominio nel ccTLD 'it'. In particolare, il Comitato ha
>competenza su tutti gli argomenti inerenti la regolamentazione dei nomi a
>dominio nel ccTLD 'it', tra cui:
>_ la definizione degli standard tecnici che rappresentano i presupposti
>necessari ed indispensabili per la registrazione dei nomi a dominio sotto
>il ccTLD 'it';
>_ l'identificazione dei requisiti dei richiedenti la registrazione e la
>predisposizione della documentazione rilevante che il richiedente dova'
>presentare;
>_ la definizione della struttura del sottoalbero dei nomi del ccTLD 'it';
>_ la valutazione e disposizione in materia di limitazioni nella
>registrazione di nomi a dominio e la formulazione di liste dei nomi a
>dominio non disponibili per una libera assegnazione;
>_ il trattamento dei dati personali ai sensi delle normative vigenti;
>_ l'indicazione di modalia' e procedure da seguire per la risoluzione
>delle controversie in merito alla registrazione dei nomi a dominio.
>
>Per le tematiche legate alla 'Internet Governance' e correlate
>all'assegnazione dei nomi a dominio nel ccTLD 'it', il Comitato Tecnico
>stabilir`, se necessario, contatti con organismi nazionali o
>internazionali per opportune informazioni o collaborazioni, d'intesa con
>il Consiglio di Amministrazione.
>
>*** commento ***
>Su questo articolo si e' ovviamente discusso molto, sopratutto sul numero
>di componenti e su come comunque rendere "maggioranza" la parte nominata
>"dal basso". Come vedete in questa composizione proposta ci sono 16
>membri, di cui 7 in qualche modo classificabili "dall'alto" mentre gli
>altri 9 sono classificabili "dal basso". Di nuovo, ad ulteriore garanzia,
>vi e' la necessita' di comprovata professionalita' e competenza in materia.
>Nella composizione si e' cercato di ricaclare tutte le compoenti della
>LIC, ovverosia tutte le componenti presenti nell'assemblea della NA attuale.
>Per assicurare comunque a ciascuna delle componenti la sua
>"rappresentanza" il modello e a constituency, quindi ogni componente
>elegge separatamente i propri rappresentanti.
>Il comitato tecnico ha tutte le competenze attuali del CE della NA, ed
>ulteriori competenze, derivata anche dagli argomenti di cui spesso
>l'assemblea della NA discute, pur non avendone attualmente in effetti un
>esplicito mandato.
>*** fine commento ***

Ribadisco che il C.d:A e' a mio modestissimo avviso troppo policitizzato,
ha troppo potere (esso puo' proporre propone e approva cio' che e il
comitato tecnico predispone nelle norme) e non e' neppure bilanciato nella
sua composizione a rispecchiare la reale composizione degli operatori e
degli utenti.

I tecnici di per se' hanno poco valore, e non ha troppo senso discutere sul
+1/-1 della loro composizione, una volta assicurati che i tecnici non sono
politici ma esperti in materia.

SOPRATTUTTO: non e' assolutamente chiaro da quanto sopra che il C.D.A deve
solo ratificare le norme proposte autonomamente dai tecnici, se e' questo
che inizialmente si voleva far credere.


In aggiunta:

Manca la possibilita' di terzi di aderire alla fondazione, possibilita' che
potrebbe essere riservata ai Maintainers e/o in generale a coloro ai quali
sono assegnati i domini.

- Manca una assemblea dei "soci", allargata a coloro di cui sopra, con
eventuali poteri di veto e di nomina ai vertici del C.D.A.. Le LIC e le
associazioni tipo Assoprovider sono a mio giudizio ancora poco
rappresentative dell'intero settore, e assolutamente NON rappresentative
degli utenti assegnatari di dominio. Per questo la NA e il comitato dei
contributori come sono adesso sono gli organi oggi piu' rappresentativi.

- Se non si vuole aprire la Fondazione al basso (con assemblea dei soci e
potere di veto) perche' non mantenere la NA come organo esterno,
rappresentativo e propositivo e riservare posti (stipendiati) in seno al
C.D.A e al Comitato Tecnico ai membri eletti della NA (ad esempio: CE nel
comitato Tecnico e Presidente nel C.d.A)? LA NA puo' quindi al suo interno
rimuovere eventualemte con le solite modalita' i propri membri nella
Fondazione.

- Finisco con la proposta di rendere piu' efficace l'informazione (ora e
poi) verso la lista IP-NSP-ITA che  rappresenta ora l'espressione piu'
numerosa e rappresentativa degli operatori Internet Italiani.

Per gli altri punti mi trovo d'accordo con Paolo Zangheri.


Saluti,

Alfredo


--
Alfredo E. Cotroneo, CEO,        NEXUS-Int'l Broadcasting Association
PO Box 11028, 20110, Milano, Italy           email: alfredo a nexus.org
ph: +39-335-214 614 (try first)/+39-02-266 6971 fax: +39-02-706 38151



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