Punto-Informatico di oggi e commento di un utente.

Simone Bini Simone.Bini a VI.NET
Mer 11 Dic 2002 12:03:46 CET


Buongiorno a tutti...
 
mi permetto di inserire di seguito un messaggio che ho appena letto su Punto-Informatico. Purtroppo non ho conoscenze a sufficienza per poter intervenire personalmente sull'argomento che sta venendo sviluppato su PI, quindi ritengo sarebbe opportuno che qualcuno spiegasse come stanno le cose in modo che gli utenti, che leggono quelle notizie ricevano una informazione chiara o quanto meno possano valutarne correttamente tutti gli aspetti:
 
Commento preso da Punto-Informatico.it dell'11/12/02 - Il contenuto riporta redazionale originale di Register.IT e commento aggiunto da un utente anonimo.
 
>Ieri Register.it, nota società del Gruppo Dada impegnata nel business della registrazione dei domini internet, ha fatto 
>sapere non solo di essere felice per la clamorosa cancellazione della Naming Authority (NA) ma di ritenere che 
> ora si apra una nuova epoca per il settore in Italia. 

Ieri Register.it, tristemente nota ai più, ha dichiarato di essere contenta che il suo peso contrattuale con RA abbia dato i suoi frutti. 

>Secondo Register, l'accorpamento di tutte le funzioni all'interno della Registration Authority (RA), che fino ad oggi 
>delegava alla NA la determinazione delle regole dei domini.it, significa seguire quello che già accade in altri paesi 
>europei e garantire "più trasparenza per gli utenti, più intransigenza nei confronti degli operatori che non rispettano 
>gli adempimenti previsti dal nuovo contratto". 

Secondo Register.it, avere a che fare con una società che deve a Register.it buona parte dei suoi profitti invece che doversi confrontare con le esigenze di tutta la comunità Internet renderà tutto molto più semplice e consentirà di far fuori più facilmente i concorrenti. 

>Secondo Register.it, le attuali difficoltà dei domini italiani possono essere sottolineate da un raffronto tra i dati nostrani 
>e quelli tedeschi: se in Italia si sono registrati meno di 750mila domini.it, in Germania si sono registrati 6 milioni di 
>domini.de. Dati che non sono però accompagnati dal dettaglio di quanti italiani hanno registrato domini internet,.it o 
>internazionali. 

Secondo Register.it, il fatto che pochi si ricordino che Internet sia esplosa in ritardo in Italia rispetto alla Germania e che la popolazione italiana sia inferiore di numero rispetto ai tedeschi, consente di dare facilmente la colpa alle regole di naming per il basso numero di domini it registrati. D'altra parte sono le regole di naming italiane che hanno ostacolato la registrazione selvaggia dei domini, il furto dei domini da parte di ditte fantasma, i ricatti che i provider senza scrupoli fanno ai clienti che vogliono cambiare fornitore - tutte cose che fanno bene agli utenti ma che nuociono al mercato della (s)vendita dei domini. 

>Ad ogni modo l'azienda sostiene che "il modello che si va realizzando è lo stesso adottato con successo dalle più 
>importanti authority europee, con un Registro pienamente responsabile, nel bene e nel male, di tutto quello che ha a che 
>fare con la gestione dei servizi di registrazione e mantenimento dei nomi a dominio.it, regole e procedure 
>tecniche incluse". 

Ad ogni modo l'azienda sostiene che il modello italiano, che era preso ad esempio da tutte le più importanti authority europee per le garanzie di democraticità e di partecipazione della comunità alle decisioni e che se adottato non avrebbe permesso di manovrare le registration authority europee a suo favore, è finalmente stato sconfitto. 

>In particolare, insiste Register.it, la divisione dei compiti tra Naming e Registration Authority portava come "ovvie 
>conseguenze" la "difficile attribuzione di responsabilità" e "un complessivo rallentamento nelle procedure". 

In particolare, insiste Register, la divisione dei compiti tra Naming Authority indipendente e Registration Authority condizionabile dalle fatture portava come "ovvie conseguenze" l'impossibilità di far valere "la legge del più forte". 

>L'azienda ha poi sottolineato come il nuovo contratto tra RA e provider- mantainer prevede che la durata di un nome a 
>dominio sia pari ad un anno dalla data della sua registrazione (non più ad anno solare come avveniva in 
>precedenza). 

L'azienda ha poi sottolineato che i termini di pagamento del nuovo contratto tra RA e provider adesso sono compatibili con quelli del contratto tra Register e i suoi clienti. 

>"Non possiamo che rallegrarci di queste novità che premiano gli operatori seri a scapito di quei pochi che si approfittavano 
>della scarsa conoscenza delle regole e delle procedure da parte degli utenti finali" - ha dichiarato Bruno Piarulli, 
>presidente di Register.it - "Auspichiamo che la Registration Authority Italiana completi la strada intrapresa con la 
>redazione di questo nuovo contratto istituendo al suo interno un "Comitato delle Regole" aperto a tutte le componenti che 
>ruotano attorno al mondo dei nomi a dominio, come da noi caldeggiato fin dall'estate 2001". 

"Non possiamo che essere contenti che il direttore di RA abbia ceduto di fronte al ricatto di non pagare la nostra fatturona" - ha dichiarato Bruno Piarulli, presidente di Register.it - "e sono sicuro che rispetterà i patti fino in fondo mettendo persone di mia fiducia nel nuovo "Comitato delle regole", come da accordi presi nell'estate del 2001." 

Colgo l'occasione per augurare a tutti un buon lavoro
 
Simone Bini
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