Un equivoco?

Bruno Piarulli piarulli a REGISTER.IT
Mer 11 Dic 2002 18:57:41 CET


Rileggendo uno degli ultimi post di Ranellucci, o anche quello di Mau
(btw, condivido molti dei punti da loro citati), mi e' venuto da pensare
che in tutta la discussione in corso si stia trascinando un grosso
equivoco. Lasciatemi usare l'espressione "entita'", cosi' per un momento
distogliamo l'attenzione dagli aspetti giuridici (fondazione,
associazione, spa, ecc.ecc.) che per questo ragionamento non importano.

Dunque, piu' o meno, una posizione molto condivisa in lista e' quella di
creare questa "entita'", alla quale andrebbe nei dovuti tempi e modi la
delega di Icann, con una rappresentativita' al suo interno di diverse
componenti con diversi "pesi" percentuali (vedi le varie proposte).
Questa entita' si occuperebbe della redazione "delle regole" e potrebbe
probabilmente (ma non obbligatoriamente) delegare la funzione tecnica ad
una organizzazione esterna, che (secondo alcuni) potrebbe benissimo
essere la RA stessa o qualcun altro.

Io ho sempre immaginato che tutti intendessero solo parlare di un
"outsourcing tecnico", cioe' di gestione fisica delle macchine che
tengono su il database, lo whois, i DNS e cose del genere. Pero',
continuando a leggere tutte le posizioni che dicono "con l'entita'
continueremmo come ora a separare chi fa le regole da chi le applica",
ho realizzato solo adesso che questo "outsourcing" non viene visto come
"solo tecnico", ma nel senso di una vera e propria gestione del
Registro: fare i contratti con i MNT, fatturare, tenere i corsi, fare
l'assistenza tecnica per i Maintainer, ecc. ecc.

Ecco, io credo che questo sia un grosso equivoco, perche' penso che
un'entita' cosi' strutturata **non** avrebbe mai la delega di Icann. Non
esistono Registri (di quelli "vecchi") che funzionino in questo modo,
cioe' con un'entita' portatrice della delega Icann che poi, a parte le
regole, "fa fare tutto" a qualcun altro. E se esiste vi prego di
dirmelo, dico davvero, perche' allora mi e' scappato. Di sicuro i
"nuovi" Registri, quelli che hanno anche firmato il contratto con Icann,
non funzionano cosi' e neppure il futuro Registro del .EU, pur se con
una presenza piu' decisa dell'apparato pubblico/politico/governativo,
funzionera' cosi'. Anzi, a dire il vero, la Commissione Europea ha anche
detto ai candidati che lei "caldeggia vivamente" che le strutture
tecniche fondamentali restino all'interno del Registro stesso.

Questo significa, o significherebbe, che l'entita' dovrebbe a tutti gli
effetti diventare il "nuovo" Registro, farsi le regole al suo interno e
poi applicarle. Abbiamo visto tutti come sono partiti i nuovi Registry
dei nuovi gTLD, forse non sarebbe proprio un passaggio cosi' indolore
:-). E comunque sia, un'entita' cosi' fatta non sarebbe molto diversa da
una RA con al suo interno un comitato delle regole.

Due sarebbero, imho, le differenze significative:
- "capi" diversi dagli attuali seduti nelle sedie di comando, e questo
potrebbe spiegare alcune prese di posizione molto forti di queste ultime
settimane. Niente di male o scorretto, intendiamoci, solo una presa
d'atto che un'entita' di questo genere potrebbe diventare molto
interessante da gestire, e quindi diverse persone potrebbero essere
attratte da questa nuova esperienza professionale.
- una "composizione diversa" del comitato delle regole, con una quindi
differente rappresentativita' rispetto a quella che potrebbe offrire una
RA che decide da sola i componenti del comitato.

Ma allora, visto che per fare l'entita' bisogna comunque prima o poi
decidere come "assgnare i posti" all'interno del comitato delle regole
(mnt, isp, avvocati, privati, associazioni, tecnici, politici, enti
pubblici, enti risoluzioni dispute, utenti,governo, massaie di ivrea,
ecc. ecc.), non e' piu' semplice definire questa composizione (che,
ripeto, va comunque definita se si vuole fare la entita') e poi proporre
alla RA di accettarla? Ariosto ha scritto in lista indicando una
possibilita' lasciata aperta dalla RA, e la cosa peggiore che puo'
succedere e' che la RA decida di dire di no. Ma tanto, siccome la
composizione va trovata comunque, torna sempre utile, no?

Ho letto in lista e in rete che i Maintainer usano i loro soldi per far
pesare le loro esigenze (?!). Io credo che se il comitato proposto
prevedesse una rappresentanza "significativa" dei maintainer in quanto
tali (vedi ancora una volta le proposte di Ranellucci, di Codogno, e di
altri) potrebbe ottenere l'appoggio dei Maintainer. Io il mio voto, che
vale uno come quello degli altri, lo darei, mentre lo stesso voto, se
parliamo di fondazione, e' per il no, altri hanno gia' espresso meglio
di me i motivi.

Buona serata!

 Bruno Piarulli
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