Petizione in difesa della NA

Vittorio Bertola vb a BERTOLA.EU.ORG
Ven 13 Dic 2002 13:34:48 CET


Visto il generale consenso sull'idea di difendere il ruolo della
Naming Authority, io e Maurizio Codogno abbiamo preparato una
petizione e un sito per raccoglierne le adesioni, oltre a una proposta
alternativa. In questo modo pensiamo che si possa arrivare al 20
dicembre dimostrando che esiste un dissenso costruttivo e propositivo.
Preghiamo quindi tutti coloro che sostengono questa idea di andare
all'URL

http://na.bertola.eu.org/

e di sottoscrivere la petizione. (Se poi qualche MNT vuole donarci un
nome a dominio e/o hosting PHP/Mysql professionale ci fa un favore.)
Per favore, fate circolare questo messaggio nelle sedi appropriate
(senza fare spamming).
Grazie,

=====
PETIZIONE IN DIFESA DELLA NAMING AUTHORITY ITALIANA

Nelle scorse settimane lo IIT-CNR, ente pubblico che svolge le
funzioni operative di registro per i domini .it, ha deciso di
eliminare unilateralmente il processo di creazione pubblica e
democratica delle regole per la registrazione dei domini .it.
Attualmente affidato alla Naming Authority Italiana, questo compito
verra' delegato ad un indefinito "comitato interno" designato dallo
IIT stesso. Il nuovo contratto per la registrazione dei domini e'
stato cosi' modificato unilateralmente e deve essere firmato in tempi
strettissimi (15 gennaio 2003).

Questa azione e' stata giustificata con una presunta scarsa efficienza
e responsabilita' da parte della Naming Authority, mentre e' stata
accolta con molto favore da alcuni grandi operatori del settore,
poiché semplificherebbe la crescita del mercato dei nomi a dominio
senza neppure i pochi controlli attuali.

E' indubbio che le regole attuali debbano essere aggiornate, ma
proprio per questo da oltre un anno era in corso un confronto con il
Governo. A seguito della decisione dello IIT, la proposta allo studio
e' stata resa pubblica: essa affiderebbe la gestione del dominio .it e
di altre risorse pubbliche della rete nazionale ad una "fondazione"
costruita sul modello della RAI, con un consiglio di amministrazione
di cinque membri di cui tre nominati dal Ministero, e con un comitato
tecnico composto da dieci rappresentanti di vari Ministeri ed enti
pubblici, contro quattro rappresentanti dei provider e solo due di non
meglio identificate "associazioni degli utenti"; e questi ultimi sei
membri non sarebbero comunque eletti, ma nominati indirettamente dal
Governo stesso, per mezzo del Consiglio di Amministrazione e di
associazioni da esso scelte.

Entrambe le proposte vanno nella direzione di "nazionalizzare" la rete
italiana portandola sotto un maggiore controllo del Governo e degli
interessi economici piu' forti, ed escludendo o rendendo marginali nel
processo di amministrazione tecnica della rete le componenti
indipendenti, quali i consumatori finali, i professionisti del
settore, i piccoli operatori, con effetti negativi nel lungo termine
sulla concorrenza di mercato e sulla liberta' di espressione in rete.

Per queste ragioni:

- ribadiamo l'inopportunita' e l'illegittimita' della decisione
unilaterale dello IIT-CNR e chiediamo la sua revoca immediata;

- ribadiamo il principio internazionalmente adottato secondo cui le
norme di amministrazione tecnica della rete devono essere definite da
organismi rappresentativi di tutta la comunita' Internet locale,
inclusi i provider/maintainer di qualsiasi dimensione, i
professionisti che si occupano di Internet nell'ambito della propria
attivita', i clienti finali dei servizi interessati, e gli utenti
della rete in generale, a garanzia della concorrenza di mercato e
della liberta' di espressione in rete;

- chiediamo che questi principi vengano rispecchiati assegnando la
gestione delle risorse pubbliche della rete italiana ad un organismo
in cui la parte prevalente dell'organo normativo sia composta da
rappresentanti della comunita', e che questi rappresentanti non siano
nominati ma eletti da una assemblea che erediti il ruolo della Naming
Authority Italiana, ad iscrizione non discriminatoria, secondo il
principio "una testa, un voto";

- chiediamo totale trasparenza da parte di tutti gli attori coinvolti
nel processo di riforma, mediante la presentazione e discussione
pubblica delle proposte in campo, e totale trasparenza nelle procedure
che il nuovo organismo dovra' seguire;

- sosteniamo l'articolato alternativo costruito rispettando i principi
qui esposti ed allegato a questa petizione.
=====

(Alla petizione sara' allegata una proposta alternativa di statuto
della Fondazione che troverete sul sito.)
--
vb.            [Vittorio Bertola - v.bertola [a] bertola.eu.org]<---
-------------------> http://bertola.eu.org/ <-----------------------



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