Petizione in difesa della NA

Claudio Allocchio claudio.allocchio a GARR.IT
Ven 13 Dic 2002 17:48:20 CET


Ovviamente, non come presidnete della NA, ma come Claudio Allocchio
NON sono d'accordo sulla tua affermazione che riguarda la
nazionalizzazione.

Era MOLTO meglio la versione precedente che hai inviata.

Questa, invece, e' secondo me nell'ottica sbagliata e non aiuta alle
trattative.

Il testo precedente invece si.

Quindi non la sottoscrivo e non la firmo, e ti invito a usare di nuovo
quella precedente, se davvero vuoi contribuire a risolvere il problema ed
a non acuirlo.

ciao
Claudio ALlocchio

>
> =====
> PETIZIONE IN DIFESA DELLA NAMING AUTHORITY ITALIANA
>
> Nelle scorse settimane lo IIT-CNR, ente pubblico che svolge le
> funzioni operative di registro per i domini .it, ha deciso di
> eliminare unilateralmente il processo di creazione pubblica e
> democratica delle regole per la registrazione dei domini .it.
> Attualmente affidato alla Naming Authority Italiana, questo compito
> verra' delegato ad un indefinito "comitato interno" designato dallo
> IIT stesso. Il nuovo contratto per la registrazione dei domini e'
> stato cosi' modificato unilateralmente e deve essere firmato in tempi
> strettissimi (15 gennaio 2003).
>
> Questa azione e' stata giustificata con una presunta scarsa efficienza
> e responsabilita' da parte della Naming Authority, mentre e' stata
> accolta con molto favore da alcuni grandi operatori del settore,
> poiché semplificherebbe la crescita del mercato dei nomi a dominio
> senza neppure i pochi controlli attuali.
>
> E' indubbio che le regole attuali debbano essere aggiornate, ma
> proprio per questo da oltre un anno era in corso un confronto con il
> Governo. A seguito della decisione dello IIT, la proposta allo studio
> e' stata resa pubblica: essa affiderebbe la gestione del dominio .it e
> di altre risorse pubbliche della rete nazionale ad una "fondazione"
> costruita sul modello della RAI, con un consiglio di amministrazione
> di cinque membri di cui tre nominati dal Ministero, e con un comitato
> tecnico composto da dieci rappresentanti di vari Ministeri ed enti
> pubblici, contro quattro rappresentanti dei provider e solo due di non
> meglio identificate "associazioni degli utenti"; e questi ultimi sei
> membri non sarebbero comunque eletti, ma nominati indirettamente dal
> Governo stesso, per mezzo del Consiglio di Amministrazione e di
> associazioni da esso scelte.
>
> Entrambe le proposte vanno nella direzione di "nazionalizzare" la rete
> italiana portandola sotto un maggiore controllo del Governo e degli
> interessi economici piu' forti, ed escludendo o rendendo marginali nel
> processo di amministrazione tecnica della rete le componenti
> indipendenti, quali i consumatori finali, i professionisti del
> settore, i piccoli operatori, con effetti negativi nel lungo termine
> sulla concorrenza di mercato e sulla liberta' di espressione in rete.
>
> Per queste ragioni:
>
> - ribadiamo l'inopportunita' e l'illegittimita' della decisione
> unilaterale dello IIT-CNR e chiediamo la sua revoca immediata;
>
> - ribadiamo il principio internazionalmente adottato secondo cui le
> norme di amministrazione tecnica della rete devono essere definite da
> organismi rappresentativi di tutta la comunita' Internet locale,
> inclusi i provider/maintainer di qualsiasi dimensione, i
> professionisti che si occupano di Internet nell'ambito della propria
> attivita', i clienti finali dei servizi interessati, e gli utenti
> della rete in generale, a garanzia della concorrenza di mercato e
> della liberta' di espressione in rete;
>
> - chiediamo che questi principi vengano rispecchiati assegnando la
> gestione delle risorse pubbliche della rete italiana ad un organismo
> in cui la parte prevalente dell'organo normativo sia composta da
> rappresentanti della comunita', e che questi rappresentanti non siano
> nominati ma eletti da una assemblea che erediti il ruolo della Naming
> Authority Italiana, ad iscrizione non discriminatoria, secondo il
> principio "una testa, un voto";
>
> - chiediamo totale trasparenza da parte di tutti gli attori coinvolti
> nel processo di riforma, mediante la presentazione e discussione
> pubblica delle proposte in campo, e totale trasparenza nelle procedure
> che il nuovo organismo dovra' seguire;
>
> - sosteniamo l'articolato alternativo costruito rispettando i principi
> qui esposti ed allegato a questa petizione.
> =====
>
> (Alla petizione sara' allegata una proposta alternativa di statuto
> della Fondazione che troverete sul sito.)
> --
> vb.            [Vittorio Bertola - v.bertola [a] bertola.eu.org]<---
> -------------------> http://bertola.eu.org/ <-----------------------
>



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