Tentar non nuoce (idea bizzarra)

Ignazio Guerrieri guelex a TIN.IT
Ven 13 Dic 2002 18:23:24 CET


Ho discusso lungamente con .mau. e Vittorio sul contenuto di un'eventuale
proposta alternativa, da presentare al tavolo dei domini o da qualsiasi
altra parte dove possa trovare ascolto.
Devo dire che condivido quasi interamente il contenuto della petizione, che
mi sembra fondata su una lucida disamina della realta' dei fatti.
Come si puo', per esempio, non essere critici con l'atteggiamento della RA
della gestione Denoth?
La sua guerra nei confronti della NA e' stata totale, fin da quando (chi
c'era lo ricordera' senz'altro) all'assemblea del marzo 2001 a Roma
intervenne pubblicamente con la pretesa di non far nemmeno eleggere il nuovo
CE, nonostante l'OdG lo prevedesse esplicitamente.
Ma questa e' storia nota a tutti, e ognuno e' libero d'interpretarla come
meglio crede.
Come si puo' non essere preoccupati dalla prospettiva di una "fondazione" a
controllo governativo, di fatto destinata a gestire l'intero mondo della
rete italiana?
Sottoscriverei quindi entusiasticamente la petizione, se soltanto essa non
si facesse a sua volta portatrice di una proposta alternativa alla quale non
ritengo di aderire.
Le ragioni sono molteplici, e sarebbe troppo lungo e complesso riassumerle
in questa sede; per cui mi limitero' ad esprimere le mie perplessita',
innanzi tutto, sulla natura giuridica da attribuire alla "cosa" attualmente
in gestazione.
E' mio personale e modesto convincimento che la figura della fondazione mal
si attaglia alle esigenze della rete, che - non dobbiamo dimenticarlo - e'
formata da una comunita' di operatori ed utenti vastissima e frastagliata.
La mancanza di un'assemblea con funzioni consultive e di controllo;
l'attuale indeterminatezza dei soggetti "fondatori" (che, almeno a norma del
codice civile, dovrebbero invece essere gli autori del "negozio di
dotazione" destinato a formare il patrimonio della fondazione); la
soggezione assoluta degli amministratori al controllo governativo (ricordo
che per legge l'autorita' governativa puo' revocare e sostituire gli
amministratori, puo' nominare un commissario straordinario, puo' annullare
le delibere qualora le ritenga contrarie a norme imperative, all'ordine
pubblico e al buon costume, ecc. ecc. ecc.); sono tutti elementi che,
ripeto, mi fanno guardare con poca simpatia alla realistica prospettiva di
una fondazione che si occupi del mondo della rete.
Andare quindi a rimpiazzare una fondazione con un'altra mi sembra un rimedio
scarsamente efficace; e francamente non arrivo a comprendere attraverso
quali acrobazie si possa arrivare ad inserire un'assemblea nella fondazione
(che ovviamente e' cosa ben diversa da un'associazione o da una societa').
Detto tutto questo, mi rendo ben conto che la realta' dei fatti e' quella
che e'; e che ha (purtroppo) ragione Claudio, quando dice che il 20 non puo'
presentarsi al tavolo dei domini e limitarsi a dire che a noi l'idea della
fondazione non va proprio giu'. O meglio, potrebbe anche farlo, ma vi lascio
immaginare quali risposte otterrebbe.
Se quindi nessuno (salvo improbabili elezioni anticipate :-) ) puo' salvarci
da questo progettino, che senso ha metterci a discutere su come debba essere
composto il CdA, o chi lo debba nominare?
Ora, personalmente sono persuaso del fatto che - visto che comunque "quello"
dovra' essere il risultato - sarebbe assai meglio restare almeno fuori dal
processo formativo di un simile obbrobrio, e lasciare che ognuno si assuma
le proprie responsabilita', governo in primis; ma ammesso e non concesso che
qualcosa ci sia ancora possibile fare, dovrebbe allora essere teso ad un
obiettivo concretamente raggiungibile sulla base delle ns. - esigue - forze
residue.
Per questo, mi permetto di avanzare una proposta bizzarra: perche', a questo
benedetto tavolo dei domini, non chiedere (tentar non nuoce) che almeno uno
dei membri del comitato tecnico debba essere nominato dall'attuale NA?
Questo e solamente questo.
Pensate, cosi' si potrebbe perfino arrivare ad ottenere - finalmente! - quel
riconoscimento ufficiale che abbiamo vanamente inseguito per tanti anni.
Ecco perche' - al di la' della sua effettiva validita', sulla quale
ovviamente ciascuno e' libero di opinare - un'idea del genere non passera'
mai; e noi continueremo a discutere sul fumo della pipa, con il quale alla
fine ci confonderemo.
:-)
ciao a tutti
IG

===========================
Avv. Ignazio Guerrieri
Via Giovanni Nicotera, 29
00195 - ROMA
Tel. 06.3217708 - Fax 06.3223335
E-mail: guelex a tin.it

----- Original Message -----
From: "Vittorio Bertola" <vb a bertola.eu.org>
To: <ita-pe a NIC.IT>
Sent: Friday, December 13, 2002 1:34 PM
Subject: Petizione in difesa della NA


> Visto il generale consenso sull'idea di difendere il ruolo della
> Naming Authority, io e Maurizio Codogno abbiamo preparato una
> petizione e un sito per raccoglierne le adesioni, oltre a una proposta
> alternativa. In questo modo pensiamo che si possa arrivare al 20
> dicembre dimostrando che esiste un dissenso costruttivo e propositivo.
> Preghiamo quindi tutti coloro che sostengono questa idea di andare
> all'URL
>
> http://na.bertola.eu.org/
>
> e di sottoscrivere la petizione. (Se poi qualche MNT vuole donarci un
> nome a dominio e/o hosting PHP/Mysql professionale ci fa un favore.)
> Per favore, fate circolare questo messaggio nelle sedi appropriate
> (senza fare spamming).
> Grazie,
>
> =====
> PETIZIONE IN DIFESA DELLA NAMING AUTHORITY ITALIANA
>
> Nelle scorse settimane lo IIT-CNR, ente pubblico che svolge le
> funzioni operative di registro per i domini .it, ha deciso di
> eliminare unilateralmente il processo di creazione pubblica e
> democratica delle regole per la registrazione dei domini .it.
> Attualmente affidato alla Naming Authority Italiana, questo compito
> verra' delegato ad un indefinito "comitato interno" designato dallo
> IIT stesso. Il nuovo contratto per la registrazione dei domini e'
> stato cosi' modificato unilateralmente e deve essere firmato in tempi
> strettissimi (15 gennaio 2003).
>
> Questa azione e' stata giustificata con una presunta scarsa efficienza
> e responsabilita' da parte della Naming Authority, mentre e' stata
> accolta con molto favore da alcuni grandi operatori del settore,
> poiché semplificherebbe la crescita del mercato dei nomi a dominio
> senza neppure i pochi controlli attuali.
>
> E' indubbio che le regole attuali debbano essere aggiornate, ma
> proprio per questo da oltre un anno era in corso un confronto con il
> Governo. A seguito della decisione dello IIT, la proposta allo studio
> e' stata resa pubblica: essa affiderebbe la gestione del dominio .it e
> di altre risorse pubbliche della rete nazionale ad una "fondazione"
> costruita sul modello della RAI, con un consiglio di amministrazione
> di cinque membri di cui tre nominati dal Ministero, e con un comitato
> tecnico composto da dieci rappresentanti di vari Ministeri ed enti
> pubblici, contro quattro rappresentanti dei provider e solo due di non
> meglio identificate "associazioni degli utenti"; e questi ultimi sei
> membri non sarebbero comunque eletti, ma nominati indirettamente dal
> Governo stesso, per mezzo del Consiglio di Amministrazione e di
> associazioni da esso scelte.
>
> Entrambe le proposte vanno nella direzione di "nazionalizzare" la rete
> italiana portandola sotto un maggiore controllo del Governo e degli
> interessi economici piu' forti, ed escludendo o rendendo marginali nel
> processo di amministrazione tecnica della rete le componenti
> indipendenti, quali i consumatori finali, i professionisti del
> settore, i piccoli operatori, con effetti negativi nel lungo termine
> sulla concorrenza di mercato e sulla liberta' di espressione in rete.
>
> Per queste ragioni:
>
> - ribadiamo l'inopportunita' e l'illegittimita' della decisione
> unilaterale dello IIT-CNR e chiediamo la sua revoca immediata;
>
> - ribadiamo il principio internazionalmente adottato secondo cui le
> norme di amministrazione tecnica della rete devono essere definite da
> organismi rappresentativi di tutta la comunita' Internet locale,
> inclusi i provider/maintainer di qualsiasi dimensione, i
> professionisti che si occupano di Internet nell'ambito della propria
> attivita', i clienti finali dei servizi interessati, e gli utenti
> della rete in generale, a garanzia della concorrenza di mercato e
> della liberta' di espressione in rete;
>
> - chiediamo che questi principi vengano rispecchiati assegnando la
> gestione delle risorse pubbliche della rete italiana ad un organismo
> in cui la parte prevalente dell'organo normativo sia composta da
> rappresentanti della comunita', e che questi rappresentanti non siano
> nominati ma eletti da una assemblea che erediti il ruolo della Naming
> Authority Italiana, ad iscrizione non discriminatoria, secondo il
> principio "una testa, un voto";
>
> - chiediamo totale trasparenza da parte di tutti gli attori coinvolti
> nel processo di riforma, mediante la presentazione e discussione
> pubblica delle proposte in campo, e totale trasparenza nelle procedure
> che il nuovo organismo dovra' seguire;
>
> - sosteniamo l'articolato alternativo costruito rispettando i principi
> qui esposti ed allegato a questa petizione.
> =====
>
> (Alla petizione sara' allegata una proposta alternativa di statuto
> della Fondazione che troverete sul sito.)
> --
> vb.            [Vittorio Bertola - v.bertola [a] bertola.eu.org]<---
> -------------------> http://bertola.eu.org/ <-----------------------



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe