Qualche commento su .it.

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Lun 16 Dic 2002 12:12:20 CET


a: forum a isoc.it, cc: <ita-pe a NIC.IT>

hello,

qualche commento sparso sul perchè l'idea della Fondazione non mi convince
(per ora)

1- Distinguo due ordini di problemi:

A: chi gestisce operativamente il Registro, ovvero interviene nella
funzionalità quotidiana, evita attacchi hacker, possiede password e chiavi,
assume/licenzia il personale, gestisce la cassa, ecc. ecc.?

B: secondo quale regole - e decise da chi e come - opera il registro, per
quanto riguarda assegnazioni, riassegnazione, nomi riservati, tutela
diritti vari, forme di arbitraggio, relazioni contrattuali delle figure
coinvolte ecc. ecc.?

qualche considerazione:
ad A: il registro è oggi una attività interna del CNR, chiavi, cassa e
personale sono gestiti entro il quadro istituzionale del CNR (ente
pubblico). L'operatività è più che decente. Ma, non essendo più la gestione
del Registro  una attività di Ricerca (se non forse al 20%),
tendenzialmente il CNR non dovrebbe più occuparsene. Esiste quindi il
problema di capire chi potrebbe farlo.

ad B: le regole sono fissate da un gruppo istituzionalmente di difficile
definizione, ma che riunisce storicamente tutti coloro che si sono occupati
dello sviluppo delle reti in Italia (e che io credo si possa considerare,
vedendone la storia documentata e il fatto di gestire una qualcosa detto un
ccTLD e non un gTLD, un comitato tecnico sui generis para-ministeriale). Le
regole sono migliorabili, ma sostanzialmente Ok. Alcuni attori si sentono
poco rappresentati, ma di fatto tutte le richieste operative sensate sono
state accolte, e nel dibattito attuale nè Denoth, nè MNT medio grandi o
altri ha saputo indicare specifiche regole da modificare sostanzialmente
(se non quelle, non direttamente operative, di definizione della
costituzione della NA stessa)

Nell'attuale configurazione i punti forti mi sembrono essere:

1: chiavi, personale, e soldi, da una parte, e regole, dall'altra, sono
tenute separate;
2: l'intero sistema è nelle mani di chi si occupa delle cosa direttamente,
vuoi professionalmente, vuoi per passione, ma non comprende posizioni per
chi appartiene ad altre carriere/passioni;
3: benchè con molte ambiguità, la gestione attuale è tale da poter dire che
la gestione di .it è una funzione pubblica.

L'ipotesi della Fondazione, per quanto la bozza nota non ne renda chiari
punti fondamentali, mi sembra tenda a violare tutti e tre i punti, e in
tutti i casi senza buoni motivi, anzi inserendo possibili ulteriori
ambiguità. In particolare:

- il personale dello IIT-CNR dovrebbe transitare nella Fondazione (sotto
quale forma contrattuale)? Se si, come, quando? Francamente, non mi sembra
che si sia  pronti a un passaggio del genere. Se no, la creazione della
Fondazione non risolverebbe il problema indicato sotto A sopra. (inoltre,
se no, diverrebbe dubbio se la Fondazione possa firmare la delega con
ICANN, e quindi, se no, diventa poco chiaro cosa rimarebbe da fare a questa
Fondazione)

- il carattere privatistico ma la composizione a maggioranza governativa
del CdA rende del tutto ambigua la collocazione della Fondazione. I suoi
conti sarebbero ancora sotto il controllo della Corte dei Conti? Se
impazzisce può essere commissariata? Il ccTLD .it verrebbe ancora
considerato una funzione pubblica?

- la presenza di una varietà di nomine governative introduce nella gestione
di .it persone non veramente dell'ambiente, a mio parere con probabili
effetti di burocratizzazione, e senza nemmeno fornire un chiaro input di
rappresentanza dell'interesse generale, se questo dovesse in alcuni casi
divergere dall'interesse concorde dei membri della LIC. (Qui penso a una
possibile deriva in cui rappresentanti dei mnt e dei registranti agiscono
per evitare l'entrata di nuovi soggetti, per es. rendendo più difficile
l'accredito quale mnt). Molto meglio prevedere una organo regolamentare
collegiale composto da sole componenti LIC con un potere di veto
governativo per remote ma non impossibili derive come esempio indicato.

Nel complesso l'ipotesi Fondazione mi sembra ambigua, precipitosa e
probabilmente irrealizzabile.

La mia impressione è che isoc.it si dovrebbe muovere nell'ambito di
valorizzare e rafforzare l'architettura attuale, che ha dato nel complesso
buoni risultati, difendendo i tre punti forti indicati, obiettando alla
creazione precipitosa di situazioni ambigue.

Per quanto riguarda il Registro, parte operativa (RA), si tratta di capire
se, da parte del CNR, possa rimanere entro l'operatività di un Istituto, o
no. Nel secondo caso, lascio agli esperti di CNR e enti di ricerca italiani
la formulazioni di proposte (un consorzio, una Fondazione creata dal CNR +
INFN + un paio di Università, una società di capitali, con vincoli di
capitale pubblico?)

Per quanto riguarda le regole, si tratta di mantenere l'esperienza
democratica ed esperta della NA, inserendola in quadro di maggior
legittimità istituzionale, e promuovendo una migliore rappresentatività
delle componenti della LIC.

Per la legittimità, io credo che il Governo dovrebbe essere in grado di
dichiarare la NA come commissione tecnica ministeriale, aperta, a struttura
collegiale, con proprio regolamento di fuznionamento, avocandosi un solo
potere di supervisone e veto, indicandoni i limiti (in fondo si tratta di
fare delle semplici regole), ma fidandosi che i rappresentanti della LIC
perseguiranno l'interesse generale.

io ho detto la mia, voi dite la vostra :-)
mario



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