Consenso: era discussioni in lista

chiari mario chiari.hm a FLASHNET.IT
Mar 17 Dic 2002 12:09:03 CET


to: forum a isoc.it; cc:<ITA-PE a NIC.IT>

All,

questo scambio dalal lista ita-pe introduce alcuni elementi di
chiarificazione nelle ipotesi in discussione. Aggiungo qualche ulteriore
dubbio:


At 10.33 17/12/02 +0100, Claudio Allocchio wrote:
>> [vittorio bertola] Quindi: i maintainer firmano i contratti con la
fondazione; ICANN
>> ridelega il .it alla fondazione; lo IIT e' semplicemente un fornitore
>> che riceve in appalto la gestione pratica. Ho capito bene?
>
>[Claudio Allocchio] Questo e' quello che mi sembra di aver capito come
ipotesi prima. Si.
>
>> [vittorio bertola] Considera pero' che se lo scenario e' questo, una
fondazione pubblica
>> (finito il transitorio) non potra' che fare una gara d'appalto per
>> scegliere il miglior offerente. (Il che secondo me e' una cosa buona.)
>
>[Claudio Allocchio] E' per quello che NON si vuole fare la persona
giudidica di diritto
>pubblico! Altrimenti non c'e' solo questo problema, ma molti altri e
>nessuno vuole tirare in piedi un carrozzone pubbiloco che non
>funzionerebbe mai.
>
>Claudio

Mi sfugge la logica istituzionale.
Se debba essere pubblica o privata dipende da come si intende le attivitą
di registrazione nomi a dominio sotto .it. Non sono due opzioni ambedue
disponibili, tra cui scegliere solo in termini di opportunitą gestionale.

Detta volgarmente, o pensiamo a .it come una club privato, magari molto
popolare, ma che se non ti aggrada, esci e te ne fondi un altro (come in
teoria potrebbe essere per i gTLD e la federazione gioco calcio), oppure
come un servizio pubblico, a cui tutti i cittadini debbono poter accedere
secondo regole pubblicamente decise (come la concessione della patente di
guida).


:-)
mario



>



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe