Considerazioni ad un giorno dall'incontro.

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Gio 19 Dic 2002 00:08:22 CET


Ad un giorno dall'incontro sul tavolo dei Domini devo rilevare che al momento
sono disponibili tre esatte e distinte correnti di pensiero su chi debba avere
la 'predominanza' sul 'policy ruling' del ccTLD .it.
Se consideriamo gli attori in gioco la LIC ristretta (NA), il Governo ed il
Registro  abbiamo in pista tre proposte in cui ciascuna delle parti che l'ha
proposta (o 'commercialmente' forzata se si preferisce nel caso RA) vuole
reinforzare, piu' o meno velatamente, la propria predominanza.
Aldila' delle azioni del Governo che puo', in linea teorica, in qualunque
momento far prevalere la propria per mere ragioni di ordinamento, c'e' da dire
che questa situazione sembra significare che in nessuna di queste tre aree
c'e' una effettiva sensibilita' rispetto al fatto che l'operativita' ed il 'policy
making' di un ccTLD debba essere il frutto di contributi 'alla pari' e che
ciascuna delle controparti abbia altrettanto diritto e titolo per intervenire allo
stesso livello. Se manca questa sensibilita' alla fine prevarra' solo il piu' forte
e non certo in senso di autorevolezza quanto invece di tattica o 'peso
contrattuale in senso ampio' (amplificabile a discrezione con precisazioni,
petizioni o quant'altro ....).
Il modello che ho proposto io parte invece da questa basilare considerazione
(ruolo alla pari) e si sviluppa di conseguenza non senza tralasciare lo
strumento della 'public review' come strumento di verifica nel caso cui si
debbano affrontare decisioni in cui una o piu' delle controparti ritenga ci
possano essere dubbi sulla accettabilita' da parte della LIC diffusa cui, si noti
bene,  fanno parte assolutamente tutti (privati, aziende, funzioni del governo
dello stato).
Francamente, viste le inconsistenti informazioni in proposito, non saprei dire
se il giorno 20 si debba sostanzialmente solo puntigliare su decisioni gia'
prese o si possa invece fare un discorso serio e consapevole. Con 'serio e
consapevole'  non intendo dire che si debba discutere il modello di dettaglio
che ho proposto io (ci mancherebbe) ma che si prenda almeno in
considerazione la necessita'  che tutte le controparti in gioco debbano avere
'pari dignita'.
Se non si riesce a riconoscere almeno la pari dignita' delle rispettive
controparti... beh... allora temo si stia perdendo una delle solite buone
occasioni per fare qualcosa di effettivamente 'qualificante'.
Ed il rischio, in caso contrario, e' quello di produrre l'ennesimo 'deja-vu' del
modus operandi italico (quel delicato mix di sbrigativo,provincialotto e di
bottega) di affrontare i problemi....

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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