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Cosimo Comella comella a CCD.UNIROMA2.IT
Gio 19 Dic 2002 02:18:41 CET


Manlio Cammarata ha scritto quello che in tanti, me compreso,  pensano,
anche qui dentro.
Non vedo poi nulla di scandaloso, ne' mi colpiscono le eventuali
premesse sbagliate: ammesso che lo siano, cio' non implica che le
conseguenze siano false.

Il vero problema e' che la NA non ha compreso che la rete non e' piu'
quella di una volta, non e' un club esoterico nel quale ci si riunisce e
si concorda, per "rough consensus", il da fare.  Questo schema poteva
funzionare quando si era in pochi, quasi tutti dello stesso ambiente
(universita', ricerca, RD) e il coordinamento dei *servizi di posta
elettronica* si poteva realizzare con sporadiche riunioni e con una
mailing-list.  Cito questo esempio perche', per chi non lo ricordasse,
la attuale NA non e' che la riedizione e il "rebranding", nel corso
degli anni, dell'originario "gruppo GARR-PE", poi "ITA-PE" e infine,
appunto, NA, al crescere della partecipazione.

Per anni, quando ci si chiedeva "cosa e' ITA-PE?" si rispondeva (Claudio
ne potra' dare atto): "la lista dei partecipanti alle riunioni del
gruppo".  Quindi non esisteva il "gruppo" ma una "lista", un qualcosa di
poco piu' che un luogo del pensiero.

Molti di noi, ammettiamolo, hanno sorriso quando a partire dal 1993-1994
iniziarono a partecipare alle riunioni del "gruppo" (sotto la
denominazione allora vigente) dei giovanissimi neofiti che si
presentavano con look da top executive e al giro di presentazione,
quando si usava, declinavano: "sono un imprenditore", per poi
interrompersi immediatamente per rispondere al cellulare.
Ricordo gli sguardi comprensivi, nella pretesa superiorita' di alcuni
che si ritenevano (in parte essendolo) dei pionieri della rete in
Italia, nei confronti dei ragazzetti che non solo affollavano le prime
riunioni "di massa" ma addirittura prendevano la parola...

Negli anni, in tanti partecipanti alla vita del gruppo si e' invece
radicata la convinzione di essere qualcosa che non si e' mai stati ne'
si e' mai diventati, ovvero un organismo di normazione con una sua
autonoma identita'.
Il sintomo piu' evidente di questo equivoco e' stato l'adozione della
denominazione "Naming Authority", come se un'associazione non
riconosciuta potesse diventare, per autopromozione, un'autorita'
amministrativa indipendente entrando cosi' a far parte, motu proprio,
del sistema istituzionale del nostro Paese.

D'altra parte, la cosiddetta "Registration Authority" non e' altro che
un istituto di ricerca pubblico, con ben piu' solide basi istituzionali,
cui solo una certa indolenza, ma anche forse benevolenza, nei confronti
di un gruppo di entusiasti riuniti sotto l'egida, appunto, della "Naming
Authority", ha consentito di ritagliarsi un ruolo, uno spazio di azione,
un angolino in cui esprimere il frutto di discussioni appassionate
quanto sgangherate nel corso di assemblee che oggettivamente nulla hanno
  avuto da invidiare, nel bene come nel male, alle tanto evocate
assemblee di classe.

E poi il preteso "riconoscimento" da parte delle istituzioni, CNR in
primis: ma davvero c'e' qualcuno convinto che basti essere citati
incidentalmente in un contratto tra due soggetti per esistere? Misero,
miserrimo riconoscimento...

In questo contesto, l'equivoco si aggrava quando si fa spazio la
presunzione ulteriore (rispetto a quella di essere istituzionalmente
qualcosa) di rappresentare la cosiddetta "LIC".  Noi siamo la LIC, noi
siamo o rappresentiamo gli utenti della rete in Italia...

Anche qui: ma davvero credete che le quattrocento persone che ricevono i
nostri messaggi "rappresentino" qualcosa e qualcuno? Ma l'eventuale
qualcuno lo sa? E quando delle quattrocento (o giu' di li') persone solo
una esigua minoranza parecipa attivamente alla vita del gruppo, si puo'
continuare a parlare di rappresentanza?

Andiamo, basta con le nostalgie, basta con i piagnistei: la NA "non e'
piu'", e non ci possiamo fare niente, neanche commuoverci. D'altra
parte, e' pure dubbio che la NA sia mai stata qualcosa, eccetto che il
generoso entusiasmo di coloro che hanno cercato di dare un significato a
quella che era (quanto meno era diventata) una pittoresca assemblea
telematica.

L'iniziativa del professor Denoth e' quindi a mio avviso giusta,
doverosa, forse un po' tardiva (ma non e' mai tropo tardi): l'ente di
ricerca ha i mezzi e le competenze per regolamentare il servizio che
rende all'intera comunita', e per sanare alcune evidenti gravi lacune
nelle procedure formali di registrazione che la "sedicente" NA si e' be
guardata dall'affrontare, nonostante gli appassionati "dibbbattiti" e le
ardite architetture regolamentari proposte, lasciando la "RA" esposta
alle sue responsabilita'. Non entro nei dettagli per carita' di patria.

In questo frangente dubito della esigenza di una iniziativa
ministeriale, in presenza di un servizio reso da un ente pubblico con
modalita' tecnicamente ineccepibili e livelli di servizio eccellenti, e
  quando il tentativo di fare chiarezza sulle regole di registrazione
era iniziato gia' da un anno, con la bozza Denoth trasmessa a diverse
sedi istituzionali.

In conclusione, morta la NA (non se ne faccia un'altra), non muoiono
l'entusiasmo, la passione, la competenza (quando c'e') che potranno
trovare espressione in tanti altri modi e in altre sedi.

Un caro saluto a tutti

Cosimo Comella - Roma


Marco d'Itri wrote:

> Segnalo un articolo fortemente critico verso la NA:
>
> http://www.interlex.it/nomiadom/qualeaut.htm
>
>
> Peccato che sia clamorosamente sbagliato giÓ a partire dalle premesse:
>
>         1. L'internet Ŕ un servizio di telecomunicazioni con milioni di
>         utenti, come la telefonia. [...]
>
> e quindi arrivi a una conclusione ovvia, ma errata:
>
>         3. Le normative nazionale e comunitaria, in perfetto accordo,
>         identificano nelle autoritÓ indipendenti di controllo o negli
>         organi di governo i soggetti che dettano le regole per i servizi
>         di telecomunicazioni. In Italia questo compito Ŕ svolto dal
>         Ministero delle comunicazioni.
>
>
> (I commenti sulle questioni legali sollevate li lascio agli interessati,
> se lo riterranno opportuno.)
>
> --
> ciao,
> Marco
>



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