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Tullio Andreatta tullio a LOGICOM.IT
Gio 19 Dic 2002 11:23:06 CET


Cosimo Comella <comella a ccd.uniroma2.it>:
>Manlio Cammarata ha scritto quello che in tanti, me compreso, pensano,
>anche qui dentro.
[...]
>Il vero problema e' che la NA non ha compreso che la rete non e' piu'
>quella di una volta, non e' un club esoterico nel quale ci si riunisce e
>si concorda, per "rough consensus", il da fare.  Questo schema poteva
>funzionare quando si era in pochi
[...]
>Negli anni, in tanti partecipanti alla vita del gruppo si e' invece
>radicata la convinzione di essere qualcosa che non si e' mai stati ne'
>si e' mai diventati, ovvero un organismo di normazione con una sua
>autonoma identita'.
>Il sintomo piu' evidente di questo equivoco e' stato l'adozione della
>denominazione "Naming Authority", come se un'associazione non
>riconosciuta potesse diventare, per autopromozione, un'autorita'
>amministrativa indipendente entrando cosi' a far parte, motu proprio,
>del sistema istituzionale del nostro Paese.

Sistema istituzionale? Qui e' qualcun altro che sta equivocando.
Internet non e' regolabile dal sistema istituzionale del nostro paese,
perche' e' e resta in fin dei conti una rete privata.
Il fatto che oggi sia difficile costruirne un'altra non vuol dire che,
se le pressioni "istituzionali" saranno troppo forti, non succedera' di
vederla nascere. Anzi, per quanto riguarda i nomi a dominio, la cosa e'
gia' successa innumerevoli volte: new.net ha gia' creato per esempio, una
sua gerarchia "estesa" di nomi a dominio, e oltre 100 milioni di utenti
la usa - e new.net e' un'iniziativa puramente commerciale. Se la gestione
di .it diventasse invisa alla rete, forse il sig. Claudio Rossi potrebbe
aprire la nuova rete DNS new.it e farsi il suo registro, indipendente da
CNR, RA, Governo, giudici e mondo.
(Le posso assicurare che non e' tecnicamente complicato farlo: basterebbe
inserire poche righe nei file di configurazione dei DNS dei principali
provider italiani, per far sparire RA e il suo cctld.it ...)

>D'altra parte, la cosiddetta "Registration Authority" non e' altro che
>un istituto di ricerca pubblico, con ben piu' solide basi istituzionali,
>cui solo una certa indolenza, ma anche forse benevolenza, nei confronti
>di un gruppo di entusiasti riuniti sotto l'egida, appunto, della "Naming
>Authority", ha consentito di ritagliarsi un ruolo, uno spazio di azione,
>un angolino in cui esprimere il frutto di discussioni appassionate
>quanto sgangherate nel corso di assemblee che oggettivamente nulla hanno
>avuto da invidiare, nel bene come nel male, alle tanto evocate
>assemblee di classe.

D'altra parte, la "Registration Authority" potrebbe essere soppiantata in
qualunque momento da un'altro ente; magari ICANN ci metterebbe un po', ma
non e' detto che non possa riassegnare la delega di .it (e anche questo e'
gia' successo con qualche ccTLD).
Se la comunita' internet italiana smettesse per protesta di usare le risorse
DNS di ICANN, all'improvviso i domini italiani non registrati in new.it non
sarebbero piu' visibili - e allora le regole stabilite da IIT non avrebbero
piu' alcun valore. E, credetemi, in questo caso ICANN non ci metterebbe poi
molto a sconfessare RA.

[...]
>In questo frangente dubito della esigenza di una iniziativa
>ministeriale, in presenza di un servizio reso da un ente pubblico con
>modalita' tecnicamente ineccepibili e livelli di servizio eccellenti, e

Non discuto le capacita' tecniche di RA.
Ma dovrebbe essere Lei invece dovrebbe discutere le capacita' regolamentari:
ha letto il nuovo contratto proposto ai maintainer? E, secondo Lei, che se
ne intende, ritiene che sia un contratto ben fatto? E, ancora secondo Lei,
darebbe incarico ad un'entita' che non e' capace neppure di mettere in piedi
a regola d'arte un semplice contratto di scrivere la regolamentazione giuridica
di una parte critica dell'Internet italiana?

P.S.: le sue premesse nei riguardi di NA potrebbero essere applicate anche
 a IETF, che e' proprio "un organismo di normazione con una sua autonoma
 identita'" "nel quale ci si riunisce e si concorda, per "rough consensus",
 il da fare" diventato "per autopromozione, un'autorita' amministrativa
 indipendente".
 Eppure non c'e' alcun giurista italiano che sarebbe disposto a criticare
 la legittimita' di IETF nel definire le regole di Internet. Perche' con
 NA e' diverso?



--
Tullio Andreatta          Finmatica S.p.A.    http://www.finmatica.com/
          Sede operativa: Via Sorbanella, 30 - I-25100 Brescia ITALY

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