gov.it

Paolo Zangheri paolo.zangheri a ALTAIR.IT
Mar 12 Feb 2002 18:14:38 CET


Il problema riguarda non solo il buon senso e la forma, ma la sostanza
delle regole.

Il nome gov.it non è assegnabile in quanto Nome Riservato di Utilizzo
Generale, laddove nell'elenco dei Nomi a Dominio Riservati (parte
integrante delle regole) si parla di:

Non sono assegnabili a livello due (IPS) ed a livello PRMD (ISO/IEC
10021) e "Org" (X.500), o comunque al di sotto di un ramo interamente
geografico:

* alcuni nomi e relative sigle ufficiali di servizi o protocolli di rete
* i nomi dei Generic Top Level domain (gTLD)

Quindi gov.it non era stato tenuto in disparte in attesa della richiesta
del "governo italiano" (entità metafisica e non costituzionalmente
riconosciuta), ma perchè uguale a quel famigerato .gov di cui si può
fregiare la Casa Bianca o COrte Suprema degli Stati Uniti d'America.

Possibile che alla Presidenza del Consiglio, o al Ministero delle
Comunicazioni (sicuramente non all'AIPA perchè sta per essere
smantellata) non siano in grado di trovare un nome migliore di gov.it ?

Arriveranno a cambiare il nome di Palazzo Chigi in Palazzo Casa Bianca ?

La questione è quindi di sostanza, per quanto attiene al buon
funzionamento delle norme di naming e quindi al buon funzionamento del
ccTLD è opportuno concedere una deroga come richiesto, oppure è più
consono allo spirito della NA rigettare la richiesta (con le adeguate
motivazioni) e procedere in tempi stetti a rendere la NA stessa di nuovo
in grado di funzionare e quindi affrontare una radicale, compessiva
opera di revisione delle regole.

Il nostro scopo non è quello di tutelare gli interessi di nessun entità
particolare, ma quello di redigere e mantenere un sistema di regole
efficace ed efficiente, in grado di garantire i diritti di tutti.

E' anche vero che questa richiesta da parte di un non meglio
identificato "esponente del governo" potrebbe essere l'anticamera di una
maggior considerazione, o di un'azione definitiva per spazzarci via
qualora non aderissimo pedissequamente.

Ma questo non è un motivo sufficientemente, a mio parere, per aderire
senza considerare che andremo così ad aprire una falla in un impianto
collaudato e funzionante.

Le considerazioni circa l'opportunità di aderire alla richiesta
riportata al Direttore del CE e fatta da un non meglio identificato
esponente del governo (mai possibile che per le questioni che riguardano
i rapporti tra la NAMING Authority e il mondo politico non si riesca mai
a fare un nome...) e inoltrata forse attraverso Claudio, oppure fatta
alla RA o forse contenuta in um messaggio anonimo recapitato alla Ruota
delgli Esposti di Pisa, le considerazioni finora fatte sono legittime,
ma mi paiono legate a consideraizoni di nauta politica (nel senso lato e
non partitico) piuttosto che come dovrebbe essere di natura normativa o
tennica.

Mi pare che questa sia poi la questione di fondo della crisi della NA,
da un paio di anni non siamo più focalizzati sulle questioni normative,
e giustamente non facendo più il nostro mestiere il mondo si chiede che
ci stiamo a fare.

Paolo Zangheri



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe