Articolo 17.2 e sua interpretazione.

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Sab 16 Feb 2002 00:01:46 CET


Ho seguito la discussione e ritengo che possa proseguire se si rimane nei
canoni dell'analisi del problema e delle individuazione di una sua possibile
risoluzione.Nel merito ritengo che, aldila' dei giudizi soggettivi rispetto alle
modalita' e ai metodi seguiti daiu soggetti coinvolti, vi sia stata una
sovrainterpretazione dell'articolo 17.2 per quanto riguarda il punto c) che
prevede una dichiarazione dell'ente conduttore che attesti che i saggi iscritti
a tale ente sono liberi di esercitare in altri enti.
Commento in particolare il passaggio di M.Luisa Buonpensiere:

>
> La condivisione dei saggi non solo non  vietata, ma  auspicata. L'art.
> 17.2 delle regole di naming prevede che l'ente conduttore non puo' vietare
> ai propri saggi di far parte delle liste di altri enti. E' evidente che
> cancellando i saggi iscritti a piu' enti dalla propria lista, si va contro
> a tale disposto.
>

Cancellare un saggio non limita la facolta' del saggio ad iscriversi ad altri enti
ne tantomeno l'ente conduttore e' maggiormente tenuto ad 'arruolare' un
saggio se questi e' iscritto in altri enti e nemmeno un saggio arruolato in un
ente e' tenuto ad arruolarsi in un altro.
La norma e' pensata e scritta invece per evitare che un EC arruoli in
'esclusiva' un saggio imponendogli di non prestare la propria opera presso un
altro ente.
Formulare l'interpretazione della norma in negativo (se un EC cancella un
saggio allora gli impedisce di essere 'multiplo' ) mi sembra francamente una
operazione 'forzosa' derivata dal comune errore che spesso si commette
quando si rovescia inappropriatamente una implicazione.
Nello specifico, pur comprendendo il rammarico di E.Quici e di
M.L.Buonpensiere, non mi sento di giudicare la situazione della
cancellazione come non congrua con le regole, semmai, a tutela dei saggi,
e' la assegnazione dei procedimenti che andrebbe fatta nel principio di
assicurare una 'ragionevole rotazione' degli incarichi in modo da evitare
arruolamenti di saggi 'per fare numero' e per garantire un certo tasso di
operativita'  per i saggi stessi.
Ma questo e' di certo tutt'altro argomento.

Cordiali saluti.
Giorgio Griffini



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