Saggi "trombati" :-)

ettore Panella box a STARNET.IT
Lun 11 Feb 2002 23:07:41 CET


Premesso che ritengo una cosa sensata per una azienda (o EC) imporre una
esclusiva, quindi non mi preoccupo o scandalizzo piu' di tanto se il motivo
vero della esclusione di alcuni saggi fosse la militanza in piu' EC.
Mi permetto di osservare che il vero nodo da sciogliere e che nessuno mi ha
mai saputo o voluto spiegare e' qual'e' il ruolo vero dell'EC e qual'e' il
ruolo del saggio.
Mi sembra che le due entita' siano state mal disegnate. Qualcuno sa
rispondere (possibilmente senza insulti e/o dietrologia) a alle seguenti
domande? E possibilmente correggere quello che ho capito io dopo un anno di
onorata militanza nella NA fornendomi finalmente le giuste risposte?

Domanda 1-
Perche' mai la NA dovrebbe auspicare la presenza di uno stesso saggio  in
piu' EC, essendo l'EC una azienda a cui potrebbe dare fastidio vedere dei
propri collaboratori flertare con i concorrenti (confesso che a me darebbe
fastidio)?

Cosa ho capito io
Forse in fase di progettazione del sistema si e' pensato che fosse meglio
non legare troppo il saggio all'azienda Ente conduttore. Se la risposta e'
questa allora non sarebbe meglio selezionare un numero limitato di saggi
istruendo una specie di concorso per esame e titoli e sceglierli ad ogni
richiesta per sorteggio?

domanda 2
Che fa l'EC esattamente?

Cosa ho capito io
L'EC raccoglie le carte dalle parti e le passa al saggio, (lavoro
burocratico, una qualsiasi segretaria "anche di quelle scelte solo per la
loro avvenenza" sarebbe in grado di farlo), si preoccupa  di comunicare alle
parti eventuali richieste aggiuntive e comunica la "sentenza" , sceglie il
saggio secondo criteri che non sono mai riuscito a leggere da nessuna parte
(per cui alcuni saggi hanno avuto diversi incarichi ed altri nessuno,
ovviamente se le affermazioni fatte in lista sono vere) e raccoglie i soldi
dal ricorrente e quindi paga il saggio per il lavoro svolto (secondo la
cultura classica a cui noi facciamo riferimento sarebbe cosa disdicevole se
il ricorrente pagasse direttamente il saggio e quindi un filtro e' utile).

domanda 3
che caratteristiche deve avere un saggio? Per fare un esempio un magistrato
deve avere una laurea in giurisprudenza e vincere un concorso

Cosa ho capito io
tutto e' lasciato al buon senso dell'EC.

Domanda 4-
perche' continuiamo ad avere un sistema cosi' imperfetto invece di passare
ad un sistema piu' razionale, cioe' il saggio risponde direttamente alla NA
(ovvero ad una commissione ad hoc della na) come i giudici rispondono al csm
e gli EC sono una specie di avvocati del ricorrente che versano alla NA
(ovvero ad una sua commissione) l'obolo o direttamente al saggio che pero'
essendo stato sorteggiato ha la certezza di non subire discriminazioni di
qualsiasi tipo da parte dell'EC e tanto meno vede dipendere il giusto
compenso al suo impegno, (per fare bene il mestiere un minimo di letteratura
specifica dovra' pur leggerla indipendentemente da se riceve incarichi o
meno), dall'appeal sui probabili ricorrenti dell'EC?

Cosa penso io
il periodo della vacche grasse tuttosommato volge al termine, le operazioni
solamente speculative sui domini sono finite e si tratta di gestire ancora
qualche strascico. Secondo me questo portera' inevitabilmente i saggi a non
avere piu' di 3 incarichi in un anno e quindi avremo stimati professionisti
che alla fine della giostra porteranno (se gli va bene e non li "trombano")
i ricchi 3 milioni di lire (ancora non penso in euro).
Come pensiamo di poter contare su gente motivata e soprattutto aggiornata?
Qui noi dobbiamo capire e stabilire una volta per tutte  se i saggi sono un
accessorio o una struttura strategica per la NA. Se sono strategici allora
dobbiamo limitarne il numero per garantire loro un dignitoso compenso ed
imporgli un aggiornamento specifico.


Spero in una risposta innanzitutto
poi spero in una risposta seria alle domande specifiche.

Ovviamente ci tengo a precisare che non mi sento di esprimere solidarieta'
ai saggi che hanno introdotto l'argomento perche' non posseggo una adeguata
conoscenza dei fatti e quindi non ritengo giusto pontificare sul caso
specifico ovvero  saggi- arbitrionline.
Se in qualche passaggio posso aver dato l'impressione di parteggiare per
l'uno o per l'altro questo e' solo frutto di causalita'.




Ho seguito la discussione e ritengo che possa proseguire se si rimane nei
canoni dell'analisi del problema e delle individuazione di una sua possibile
risoluzione.Nel merito ritengo che, aldila' dei giudizi soggettivi rispetto
alle
modalita' e ai metodi seguiti daiu soggetti coinvolti, vi sia stata una
sovrainterpretazione dell'articolo 17.2 per quanto riguarda il punto c) che
prevede una dichiarazione dell'ente conduttore che attesti che i saggi
iscritti
a tale ente sono liberi di esercitare in altri enti.
Commento in particolare il passaggio di M.Luisa Buonpensiere:

>
> La condivisione dei saggi non solo non  vietata, ma  auspicata. L'art.
> 17.2 delle regole di naming prevede che l'ente conduttore non puo' vietare
> ai propri saggi di far parte delle liste di altri enti. E' evidente che
> cancellando i saggi iscritti a piu' enti dalla propria lista, si va contro
> a tale disposto.
>

Cancellare un saggio non limita la facolta' del saggio ad iscriversi ad
altri enti
ne tantomeno l'ente conduttore e' maggiormente tenuto ad 'arruolare' un
saggio se questi e' iscritto in altri enti e nemmeno un saggio arruolato in
un
ente e' tenuto ad arruolarsi in un altro.
La norma e' pensata e scritta invece per evitare che un EC arruoli in
'esclusiva' un saggio imponendogli di non prestare la propria opera presso
un
altro ente.
Formulare l'interpretazione della norma in negativo (se un EC cancella un
saggio allora gli impedisce di essere 'multiplo' ) mi sembra francamente una
operazione 'forzosa' derivata dal comune errore che spesso si commette
quando si rovescia inappropriatamente una implicazione.
Nello specifico, pur comprendendo il rammarico di E.Quici e di
M.L.Buonpensiere, non mi sento di giudicare la situazione della
cancellazione come non congrua con le regole, semmai, a tutela dei saggi,
e' la assegnazione dei procedimenti che andrebbe fatta nel principio di
assicurare una 'ragionevole rotazione' degli incarichi in modo da evitare
arruolamenti di saggi 'per fare numero' e per garantire un certo tasso di
operativita'  per i saggi stessi.
Ma questo e' di certo tutt'altro argomento.

Cordiali saluti.
Giorgio Griffini



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe