Questioni concernenti gov.it

Eusebio Giandomenico e.giandomenico a GORGIA.IT
Dom 17 Feb 2002 15:28:46 CET


Prendo spunto da un'ambiguita':

At 11:18 +0100 16-02-2002, Enzo Fogliani wrote:
>         Personalmente quindi sono favorevole alla proposta modifica delle
>regole di naming.

scusa Enzo ma non e' chiaro se tu e tutti quelli che concordano con
te, siate favorevoli alla mia proposta:
At 22.38 13/02/02 +0100, Eusebio Giandomenico wrote:
>[proposta formale on] cambiare la classificazione di gov.it da
>"dominio riservato" a "dominio riservato alla PA" e definire un
>unico MNT per la registrazione dei relativi domini di terzo
>livello[proposta formale off].
>A questo punto il governo (governo.it) deve solo indicare la
>struttura preposta come MNT.

o ad accogliere la richiesta di cui al:
At 19:24 +0100 11-02-2002, Pierfranco Bini wrote:
>1) Richiesta di modifica del nome riservato gov.it da nome non assegnabile a
>nome riservato al Governo Italiano

*Richiesta* (non si parla di proposte) - a tutt'oggi - *proveniente
dal CE e non dal Ministro*.

La *prima questione* che pongo e' infatti di conoscere chi abbia
richiesto la "modifica del nome riservato gov.it, da nome non
assegnabile, a nome riservato al Governo Italiano " o chi abbia
interpretato la lettera del Ministro come tale.

At 18:47 +0100 13-02-2002, Claudio Allocchio wrote (le parole pero'
sono tratte dalla lettera del Ministro):
>La prego, pertanto di voler registrare il nome a dominio gov.it, come da
>documentazione allegata (ndr. vi e' la LAR) secondo le norme di codesta
>Registration Authority

La frase riconosce il ruolo di RA e NA (vi e' la LAR! E qualcuno
ancora ha dubbi sul riconoscimento!) e non lascia spazio ad
interpretazioni, si dice "registrare <...> secondo le norme di
codesta Registration Authority", con relativa chiosa di Allocchio
"(ndr. qualche confusione tra RA e NA la hanno ancora!)".

La *seconda questione*: qualcuno ha detto al Ministro che "secondo le
norme" non si puo' registrare il dominio gov.it? (sarebbe da
chiedersi anche chi ha messo alla firma del Ministro la LAR senza
leggere le regole di naming, ma questo non e' affar nostro).

La *terza questione*: qualcuno ha informato il Ministro che la
procedura corretta "secondo le norme" e' la richiesta di modifica
dello statuto? Che puo' prevedere:
a) l'eliminazione del nome gov.it dai nomi riservati;
b) la determinazione del nome a dominio gov.it come nome riservato ad
un'entita';
c) la determinazione del nome a dominio gov.it come nome riservato ad
un'insieme di entita' (che deve essere pero' chiaramente definito e
le cui entita' debbono poter essere chiaramente identificate).

Andiamo avanti...

La comunicazione specifica chiaramente la finalita' dell'atto:

>per facilitare la ricerca dei cittadini, che spesso sono confusi dai
>diversi acronimi delle amministrazioni centrali dello stato
e
>per rassicurarli sulla sicurezza e sull'affidabilita' delle
>informazioni rappresentate sui siti.

La *quarta questione": qualcuno ha illustrato al Ministro i pro e i
contro delle possibili soluzioni, ossia registrare gov.it come nome a
dominio del governo, riservare gov.it alle amministrazioni centrali
dello Stato, o alla PA in generale?

Torniamo al messaggio di Enzo
At 11:18 +0100 16-02-2002, Enzo Fogliani wrote:
>Se quindi abbiamo riservato nomi a dominio di province e regioni ai
>"governi" di enti
>pubblici territoriali, che indubbiamente sono meno rappresentativi del
>governo centrale, non vedo perche' non dovremmo assegnare il gov.it al
>governo dell'intero Stato.

Tanto per cominciare perche' "gov" in italiano non significa nulla,
le regioni usano "regione", le provincie "provincia" i comuni
"comune" ed il governo "governo" (governo.it)
Sulla rappresentativita'poi i nomi a dominio non influiscono
minimamente, sul resto - come tu stesso dici - essendoci molti
"governi" sarebbe meglio trattare gov.it non come dominio da
registrare ma come SLD da gestire, del resto il Ministro intende la
registrazione utile non ad identificare il governo, ma "i siti"...

At 18:47 +0100 13-02-2002, Claudio Allocchio wrote (sempre dalla
lettera del Ministro):
>presupposto fondamentale e' che i siti governativi abbiano una forte
>caratterizzazione istituzionale di cui ovviamente l'indirizzo web e'
>componente essenziale

l'ambiguita' lessicale e'confermata anche dall'uso:

(dal Devoto-Oli)
>governo: 1) Responsabilita' direttiva, sul piano politico e morale.
>2) L'organismo che assume la direzione e la responsabilita'
>dell'andamento politico ed economico di uno stato. Estens.) Lo Stato

At 11:18 +0100 16-02-2002, Enzo Fogliani wrote:
>Oltretutto cosi' facendo non si danneggia nessuno. Non e' un dominio da
>togliere a qualche altro povero cittadino,

veramente rischia addirittura di limitare la liberta' di stampa,
questa si' garantita dalla nostra Costituzione, che invece nel
riferirsi al governo usa l'espressione "Governo della Repubblica".

da www.paginegialle.it
>EDIZIONI GOV S.N.C.
>36077 Altavilla Vicentina (VI) - V. RETRONE 39

Comunque, fuor di celia, il senso della richiesta e' noto e
condiviso, il problema nasce dal fatto che i domini di terzo livello
sono liberamente definiti dal gestore del nome di secondo livello,
pertanto se e' vero che comune.roma.it e' un nome a dominio
registrabile solo dal Comune di Roma e' anche vero che
comune.roma.<dominio_non_riservato>.it e' registrabile da chiunque
senza nemmeno darne comunicazione alla RA. Il cosiddetto "modello
inglese" e' invece di piu' immediata comprensione da parte del
cittadino in quanto <qualsiasicosa>.gov.it e' quantomeno certificato
dallo Stato.

At 11:18 +0100 16-02-2002, Enzo Fogliani wrote:
>riconoscimento del ruolo della NA; che mi sembra comunque piu'
>importante che mantenere un dubbio principio che relega il gov.it
>fra i domini non usati.

Se il principio e' dubbio sciogliamo il dubbio, perche' il
riconoscimento del ruolo della NA e' intimamente legato
all'efficienza della stessa, non dunque al soggetto che pone le
domande ma alla qualita' delle nostre risposte.

In genere quelli che "concordano con te" sono sulla stessa falsariga,
fino a paradossi come:
At 12:12 +0100 17-02-2002, Bruschi Raimondo wrote:
>Concordo anch'io con Enzo Fogliani.
>Impariamo dai nostri involontari errori, l'esperienza fa crescere.

di quale errori si parla? Riservare il nome gov.it e' stata una
decisione presa in tempi non sospetti, oltre dieci anni fa,  proprio
per consentire al governo di richiederne eventualmente l'uso e
comunque per evitare un uso scorretto (vista la prassi in essere per
il TLD .gov) del nome da parte di terzi.

E sul riconoscimento della NA...

>In questo caso diamo corso alla richiesta con accettazione, anche al fine
>di cogliere l'ultimo treno che ci riconosca e rispetti.

La Presidenza della Repubblica, il Senato della Repubblica, la Camera
dei Deputati e la Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno da
tempo registrato i loro nomi a dominio, firmando la LAR e
controfirmando quindi le lettere di assunzione di responsabilita' che
richiedono l'accettazione delle regole di naming. Per un organo
tecnico direi che non possiamo chiedere di piu'. Da un lato quindi
non e' chiaro quale ulteriore riconoscimento sia indispensabile per
il buon funzionamento della rete (perche questo e' sempre il fine
ultimo delle nostre azioni), dall'altro trovo potenzialmente suicida
questo atteggiamento di "accettazione" cieca, anche a costo di
provocare gravi disservizi sulla rete italiana, il che
pregiudicherebbe oltretutto proprio quelle azioni che il governo
intende intraprendere.

Infine, sul piano procedurale, c'e' stato un'errore:
At 12:51 +0100 14-02-2002, Claudio Allocchio wrote:
>La lettera e' stata indirizzata originariamente alla RA, e dietro
>segnalazione dell'errore di indirizzo, rigirata (a cura della Segreteria
>del Ministro e della RUPA) alla NA per competenza.

La lettera non avrebbe dovuto provocare una semplice "segnalazione di
errore di indirizzo" ed essere reinstradata, in quanto il
destinatario era proprio la RA e riguardava una procedura in essere
presso la stessa struttura e la NA non si occupa di richieste di
registrazione.
Il semplice rigirare la missiva non puo' infatti rimetterla in procedura.

La RA avrebbe dovuto scegliere fra due opzioni:
1) inviare un'informativa dettagliata sulle regole in vigore e
supportare il Ministro nel richiedere una variazione delle stesse;
2) richiedere alla NA un parere sulle possibili soluzioni per
consentire al governo di prendere in gestione il dominio gov.it nel
rispetto delle regole e - quindi - garantendo il buon funzionamento
dei DNS del cc.it.

Ora, vista la discussione, proporrei, almeno per una volta, di fare
quello che chiede il Ministro:

At 18:47 +0100 13-02-2002, Claudio Allocchio wrote (ultimo richiamo
alla lettera):
>e di tenermi informato di eventuali problemi che dovessero insorgere
>  durante l'iter procedurale della richiesta.

informiamolo sui fatti e chiediamogli un' indicazione sulla direzione
che il governo intende perseguire: Admin-C, GOV-MNT, GOV.IT-RA?

EG
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