su gov.it

Valeria Rossi Valeria.Rossi a MIX-IT.NET
Lun 18 Feb 2002 19:43:32 CET


Ciao a tutti.
E' da parecchio che non partecipo alle discussioni in lista agendo da mera
ascoltatrice, ma il tema della richiesta di "gov.it" mi riporta ad alcune
considerazioni che forse potrebbero essere utili da riportare.
Sicche' qui il mio cent alla discussione.
Quando si defini' l'albero italiano dei nomi, c'erano di fatto 3 strade
possibili adottate differentemente tra i CC:
albero geografico, albero "tematico", albero piatto.
Per l'Italia, ai tempi, si procedette sull'esempio dell'albero geografico
(a tutt'oggi esistente ma di fatto ormai poco utilizzato), in quanto allora
pareva piu' facilmente applicabile.
Oggi l'albero italiano  piattino, persistendo la struttura geografica ma
essendoci una quasi totalita' di registrazioni a livello 2.
Il motivo che spinse alla scelta geografica fu proprio anche (non solo) a
causa della gestione dei nomi delle PA e dei ministeri ecc : non essendovi
(e Claudio ed altri  possono confermare questo mio ricordo) una linea
chiara della PA, ed essendo difficile spingere l'AIPA ad assumerla (manco a
dirlo), regolamentare da parte della NA cosa fare a casa altrui (leggi
anche PAs) era a dir poco inverosimile: l'introduzione di un albero
geografico sembro' un buon modo per "aiutare" le PA a trovarsi una
collocazione "furba" nell'albero, ripeto in mancanza di direttive chiare al
loro interno, nonch altre entit di carattere locale.
Per evitare utilizzi impropri delle nomenclature o nascite di alberi
paralleli, si stabili' il famoso elenco (statico allora=massacro poi :) )
dei nomi di dominio riservati, tra cui naturalmente il principio che il
gTLD erano non utilizzabili a liv.2
Poi, oggi, tutto  cambiato nell'evoluzione delle cose (leggi regole sul
"chi" e sul "quanto" ecc.),ed il modello geografico non  utilizzato quasi
piu' neanche dalle PA (se uno non ha il dominio al secondo livello sembra
sia depauperato di qualcosa).
Personalmente io sono sempre stata favorevole alla strutturazione
"tematica" modello inglese, anche se per l'Italia ancora ho qualche
difficolta' ad immaginarmi un sereno utilizzo di tal tipo di struttura, ma
questo si puo' risolvere.

La richiesta oggi di gov.it, a mio parere, va affrontata con attenzione e
non trascurata, e mi piacerebbe che non ci si arrotolasse su questioni di
principio allargando il problema ad ogni dove ed a 1000 possibili casi (da
cui non se ne uscirebbe) o con affemazioni superficiali.
Pur concordando appieno con chi sostiene che le regole valgono per tutti
ugualmente, il fatto che la Presidenza dei Ministri ci dica "ho letto le
regole, ed ora ti chiedo di registrare gov.it che so essere un nome non
registrabile", per me vuol dire:
"riconosco che esiste la RA e la "uso", riconosco che esiste la NA ma non
concordo con tutte le regole, ..."

E' anni che si cerca di essere legittimati, ed a parer mio questa potrebbe
essere una buona occasione per un riconoscimento ufficiale.
Attenzione, non vuol dire "oddio abbiamo una regola che non piace al
governo e ok, allora domani diamo gov.it alla Presidenza del Consiglio",
vuol dire solo seguire, anche stavolta, l'evoluzione delle cose (come fu
fatto gia' in passato) alias rivediamo alla luce di una richiesta di
evoluzione dell'albero .it le nostre regole, tale  il compito della NA
(almeno, dovrebbe). Il che include tutto, sia che passi sia che la NA non
sia d'accordo.

Andrei dunque per passi:
0) diciamo a chi l'ha richiesto che, non essendo contemplato nelle regole
bla bla, la NA sta lavorando sulla revisione dei principi per valutare se 
fattibile o no, quindi la richiesta al momento resta pending (aspettiamo a
dire NO e basta)
1) decidiamo se puo' valere il principio di esistenza di un albero
tematico, il che permetterebbe l'assegnazione di "gov.it";
2) se si': sulla legittimazione di chi richiede "gov.it": la presidenza mi
sembra legittimata, ma comunque viene discusso;
3) per chi si pone il problema di "edu.it", o "org.it" .... : non
facciamoci troppe domande, ma stabiliamo al momento il criterio che la
legittimazione di chi richiedesse tali domini  sottoposta all'opinione
dell'assemblea, caso per caso (altrimenti, a priori, non se ne esce).
Inutile dire che NON va pensato che l'assegnazione di questi domini segua
la strada degli altri.
4) su chi gestisce poi le richieste all'interno degli eventuali secondi
livelli (cioe' i sottodomini a liv.3), sara' il richiedente a decidere e
non sta a noi (NA) decidere per loro (se poi la presidenza del consiglio si
mette d'accordo con la RA o con l'associazione di chissa' cosa, non ci deve
riguardare e non deve essere regolamentato da noi).

Faccio presente che io sono stata una sfegatata sostenitrice di
strutturazione di un albero piu' chiuso (insomma per dirla breve io questa
faccenda che tutti possono registrare tutto sotto .it non l'ho mai
condivisa appieno, vedendola dispersiva - trovare un dominio oggi 
un'impresa - e piu' aperta a controversie); ma la situazione oggi  questa
e fare i sofisti su cio' che ormai  un particolare (seppur da
regolamentare) mi sembra poco sensato.
Il CE si riunira' , legittimato o no  il CE attuale e fino alla prossima
assemblea  quello che abbiamo e che potrebbe e dovrebbe lavorarci un po'
almeno portando delle considderazini e proposte in assemblea, lavoro che
verra' continuato dal prossimo CE, se non gia' felicemente definito in
Assemblea (ma questo  forse troppo ottimistico?)

Saluti
        Valeria



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