su gov.it

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Mar 19 Feb 2002 01:59:54 CET


Commento alcuni passaggi del msg di V.Rossi:

> [...omissis...]
> ...
> Quando si defini' l'albero italiano dei nomi, c'erano di fatto 3 strade
> possibili adottate differentemente tra i CC:
> albero geografico, albero "tematico", albero piatto.
> Per l'Italia, ai tempi, si procedette sull'esempio dell'albero geografico
> (a tutt'oggi esistente ma di fatto ormai poco utilizzato), in quanto allora
> pareva piu' facilmente applicabile.
> ...
> [...omissis...]
> ...
> Per evitare utilizzi impropri delle nomenclature o nascite di alberi
> paralleli, si stabili' il famoso elenco (statico allora=massacro poi :) )
> dei nomi di dominio riservati, tra cui naturalmente il principio che il
> gTLD erano non utilizzabili a liv.2
> Poi, oggi, tutto  cambiato nell'evoluzione delle cose (leggi regole sul
> "chi" e sul "quanto" ecc.),ed il modello geografico non  utilizzato quasi
> piu' neanche dalle PA (se uno non ha il dominio al secondo livello sembra
> sia depauperato di qualcosa).

Visto che la NA e' cresciuta (come numero) dai tempi mi sembra basilare
che qualcuno ribadisca le motivazioni originali a favore di chi si e' trovato di
fronte al 'lavoro gia' fatto' e in assenza di informazioni e' portato a ritenerlo il
frutto di meditazioni piu' recenti. Di fatto non si sono mai messi in
discussione i nomi riservati perche' nessun soggetto abbastanza grande e
grosso ha sollevato il problema (diversi 'piccoli' ci hanno provato con altri
nomi ricevendo un sonoro e quasi risentito due di picche).
Sul fatto che l'albero geografico non sia utilizzato dalla PA non sarei cosi'
pessimista... le realta' di forte connotazione territoriale (regioni,comuni etc.)
lo stanno progressivamente adottando sia perche si stanno avvicinando solo
in questi ultimi anni ad internet sia perche' nomi piu' diretti al livello due sono
stati gia' 'occupati'  da altri soggetti dopo la liberalizzazione. Altre realta della
PA meno funzionalmente legate al territorio hanno certo meno sensibilita' e/o
mano libera sul tema e quindi si attestano piu' facilmente a riferimenti
centrali.

> Personalmente io sono sempre stata favorevole alla strutturazione
> "tematica" modello inglese, anche se per l'Italia ancora ho qualche
> difficolta' ad immaginarmi un sereno utilizzo di tal tipo di struttura, ma
> questo si puo' risolvere.
>

Anche io, per diversi motivi, sono favorevole al modello tematico ma non
credo sia questione di serenita' di 'utilizzo' quanto una questione di quali
debbano essere i vari charter e chi li debba gestire e controllare (nel senso di
verificare la rispondenza degli utilizzatori ai vari charter).

> La richiesta oggi di gov.it, a mio parere, va affrontata con attenzione e
> non trascurata, e mi piacerebbe che non ci si arrotolasse su questioni di
> principio allargando il problema ad ogni dove ed a 1000 possibili casi (da
> cui non se ne uscirebbe) o con affemazioni superficiali.
> Pur concordando appieno con chi sostiene che le regole valgono per tutti
> ugualmente, il fatto che la Presidenza dei Ministri ci dica "ho letto le
> regole, ed ora ti chiedo di registrare gov.it che so essere un nome non
> registrabile", per me vuol dire:
> "riconosco che esiste la RA e la "uso", riconosco che esiste la NA ma non
> concordo con tutte le regole, ..."
>

Non sono del tutto convinto che la richiesta sia in termini di 'sfida' del tipo
'ora ti faccio una richiesta e vediamo se pieghi il capo....' . Temo invece che
la RA non abbia fatto bene la sua parte... ovvero avrebbe dovuto rispondere
ufficialmente che al momento non era possibile perche' secondo le regole
correnti il nome richiesto non era assegnabile e che magari si sarebbe fatta
portavoce di questa esigenza in ambito NA per un adeguamento delle regole.
Purtroppo sembra che si sia preferito caricare la NA della responsabiltia'  di
una risposta ufficale negativa e diretta (un po' la NA se lo merita visto che le
lamentele in fatto di regole se le becca regolarmente la RA al suo posto) il
che pero' sta a significare che alla RA frega ormai poco o nulla della NA.
Personalmente mi sembra piu' una risposta del tipo (chi parla e' RA) " caro
governo, dipendesse da me te lo darei subito pero' ho a che fare con quelli
della NA le cui decisioni ci hanno spesso messo in difficolta'... provate a
girare direttamente la richiesta a loro e vi renderete facilmente conto..."

> E' anni che si cerca di essere legittimati, ed a parer mio questa potrebbe
> essere una buona occasione per un riconoscimento ufficiale.

In questi ultimi due anni siamo stati bravissimi a farci riconoscere.. :)
(non negli ambiti che volevamo ma e' solo un dettaglio :)

> Attenzione, non vuol dire "oddio abbiamo una regola che non piace al
> governo e ok, allora domani diamo gov.it alla Presidenza del Consiglio",
> vuol dire solo seguire, anche stavolta, l'evoluzione delle cose (come fu
> fatto gia' in passato) alias rivediamo alla luce di una richiesta di
> evoluzione dell'albero .it le nostre regole, tale  il compito della NA
> (almeno, dovrebbe). Il che include tutto, sia che passi sia che la NA non
> sia d'accordo.
>

La richiesta' e' una opportunita'  (anche se non e' proprio il primo caso di
nome riservato assegnato ex-novo)  per aprire questo fronte di modifica
(evoluzione dell'albero) ma penso tu sia d'accordo con me che la delicatezza
dell'argomento e' tale che non possa essere affrontata con una 'ordinaria'
decisione del CE.

> Andrei dunque per passi:
>
> 0) diciamo a chi l'ha richiesto che, non essendo contemplato nelle regole
> bla bla, la NA sta lavorando sulla revisione dei principi per valutare se 
> fattibile o no, quindi la richiesta al momento resta pending (aspettiamo a
> dire NO e basta)

Concordo.

> 1) decidiamo se puo' valere il principio di esistenza di un albero
> tematico, il che permetterebbe l'assegnazione di "gov.it";
> 2) se si': sulla legittimazione di chi richiede "gov.it": la presidenza mi
> sembra legittimata, ma comunque viene discusso;

Il punto 1) e' meno critico di altri fattori ed e' troppo tardi per farlo in maniera
organica visto che altri nomi utili alla costruzione di altrettanti alberi tematici
sono stati bruciati all'altare della liberalizzazione.  Visto che i nomi riservati
di uso generale sono rimasti una manciata o poco piu' sarei piu' propenso a
stabilire i soli criteri di assegnazione senza vincolare l'uso alla costruzione di
un albero tematico (salvo auspicarlo in alcuni casi specifici).

> 3) per chi si pone il problema di "edu.it", o "org.it" .... : non
> facciamoci troppe domande, ma stabiliamo al momento il criterio che la
> legittimazione di chi richiedesse tali domini  sottoposta all'opinione
> dell'assemblea, caso per caso (altrimenti, a priori, non se ne esce).
> Inutile dire che NON va pensato che l'assegnazione di questi domini segua
> la strada degli altri.

Hai toccato il punto dolente... ho seri dubbi che nel modello corrente quello
che tu indichi come 'sottoporre alla opinione dell'assemblea' sia
particolarmente efficace. Le ragioni sono molteplici , gia' raccontate zillioni di
volte e non sembra che se ne voglia uscire. Se ci fosse la piena decisione
assembleare (come ad un tempo ) sarei assolutamente d'accordo... allo
stato corrente, con il CE cosi zoppo e apatico mi sembra un pericoloso salto
nel buio.

> 4) su chi gestisce poi le richieste all'interno degli eventuali secondi
> livelli (cioe' i sottodomini a liv.3), sara' il richiedente a decidere e
> non sta a noi (NA) decidere per loro (se poi la presidenza del consiglio si
> mette d'accordo con la RA o con l'associazione di chissa' cosa, non ci deve
> riguardare e non deve essere regolamentato da noi).
>

Concordo.

> Faccio presente che io sono stata una sfegatata sostenitrice di
> strutturazione di un albero piu' chiuso (insomma per dirla breve io questa
> faccenda che tutti possono registrare tutto sotto .it non l'ho mai
> condivisa appieno, vedendola dispersiva - trovare un dominio oggi 
> un'impresa - e piu' aperta a controversie); ma la situazione oggi  questa
> e fare i sofisti su cio' che ormai  un particolare (seppur da
> regolamentare) mi sembra poco sensato.

Se ti riferisci alla mia posizione, il punto che non condivido e' quello di non
avere un criterio 'certo' (un metodo o un percorso) per assegnare i nomi che
sono 'classificati' come riservati per uso generale. Se fossi particolarmente
aggressivo sul tema griderei ai quattro venti che la RA ha commesso un
abuso utilizzando 'NIC.IT' che e' un nome NON ASSEGNABILE e senza
chiedere niente a nessuno. Detto questo permettetemi pero' di dire che se le
'eccezioni'  cominciano ad aumentare allora e' caso di prendere
concretamente in esame l'ipotesi di regolamentare la cosa.

> Il CE si riunira' , legittimato o no  il CE attuale e fino alla prossima
> assemblea  quello che abbiamo e che potrebbe e dovrebbe lavorarci un po'
> almeno portando delle considderazini e proposte in assemblea, lavoro che
> verra' continuato dal prossimo CE, se non gia' felicemente definito in
> Assemblea (ma questo  forse troppo ottimistico?)
>

Purtroppo al momento la assemblea non decide direttamente, chi decide e'
solo il CE e puo' anche potenzialmente non tenere in conto la decisione
della'assemblea come puo' bellamente rimandare ad libitum le proposte che
non sono di suo gradimento (vedasi la 'democratica' storia della
pubblicazione delle proposte etc.).
Con tutta la buona volonta'  possibile faccio fatica ad essere ottimista e sono
convinto che, se non cambia il modello decisionale, passata la buriana del
momento tutto tornera' quasi rapidamente e subito nelle condizioni 'pietose'
di questi ultimi due anni (vedasi favoletta nuovo statuto e telenovela relativa)
Beh ... in ogni caso ti ringrazio per il 'rientro'  in discussione che spero
non sia 'fugace'...

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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