I: su gov.it

Gian Luca Mattu mattu a CGI.INTERBUSINESS.IT
Mar 19 Feb 2002 09:51:41 CET


Aggiungo brevi considerazioni al contributo di Valeria Rossi.


> ...
> Per evitare utilizzi impropri delle nomenclature o nascite di alberi
> paralleli, si stabili' il famoso elenco (statico allora=massacro poi
:) )
> dei nomi di dominio riservati, tra cui naturalmente il principio che
il
> gTLD erano non utilizzabili a liv.2

Come ha già detto Giorgio Griffini, il "problema" dei domini "riservati"
non si è mai posto seriamente
per mancanza di lamentele/richieste da parte di qualche pesce grosso.

> Poi, oggi, tutto è cambiato nell'evoluzione delle cose (leggi regole
sul
> "chi" e sul "quanto" ecc.),ed il modello geografico non è utilizzato
quasi
> piu' neanche dalle PA (se uno non ha il dominio al secondo livello
sembra
> sia depauperato di qualcosa).

No ... non è inutilizzato
La PA si è avvicinata ad Internet in maniera "seria" solo da pochi anni,
ad oggi sono molte le entità territoriali che si sono ben inserite
nell'ambito dell'albero geografico (esempio: i gestori la rete della
Regione Emilia Romagna hanno provveduto alla visibilità in Rete ed alla
assegnazione di un nome a dominio del tipo comune.provincia.it a quasi
tutte le amministrazioni comunali della Regione)

> Personalmente io sono sempre stata favorevole alla strutturazione
> "tematica" modello inglese, anche se per l'Italia ancora ho qualche
> difficolta' ad immaginarmi un sereno utilizzo di tal tipo di
> struttura, ma questo si puo' risolvere.
>

 Favorevole, nell'ottica di un ampliamento dell'albero; non penso che
una strutturazione "tematica" modello inglese porti problemi di una
certa rilevanza; gli unici a risentirne (psicologicamente) sarebbero i
fautori del II liv. a tutti i costi ( + bello, +edificante ...)
Penso che l'unica questione importante debba essere quella inerente gli
eventuali charter ed il gestore o gestori e le operazioni di controllo .


> La richiesta oggi di gov.it, a mio parere, va affrontata con
> attenzione e non trascurata, e mi piacerebbe che non ci si arrotolasse

> su questioni di principio allargando il problema ad ogni dove ed a
> 1000 possibili casi (da cui non se ne uscirebbe) o con affemazioni
> superficiali. Pur concordando appieno con chi sostiene che le regole
> valgono per tutti ugualmente, il fatto che la Presidenza dei Ministri
> ci dica "ho letto le regole, ed ora ti chiedo di registrare gov.it che

> so essere un nome non registrabile", per me vuol dire: "riconosco che
> esiste la RA e la "uso", riconosco che esiste la NA ma non concordo
> con tutte le regole, ..."
>....
> E' anni che si cerca di essere legittimati, ed a parer mio questa
> potrebbe essere una buona occasione per un riconoscimento ufficiale.

Concordo ... mi sembra di vedere ultimamente una certa volontà di
dialogo con la NA, seppur tenue.

> Attenzione, non vuol dire "oddio abbiamo una regola che non piace al
> governo e ok, allora domani diamo gov.it alla Presidenza del
> Consiglio", vuol dire solo seguire, anche stavolta, l'evoluzione delle

> cose (come fu fatto gia' in passato) alias rivediamo alla luce di una
> richiesta di evoluzione dell'albero .it le nostre regole, tale è il
> compito della NA (almeno, dovrebbe). Il che include tutto, sia che
> passi sia che la NA non sia d'accordo.
>

Concordo.

> Andrei dunque per passi:
>
> 0) diciamo a chi l'ha richiesto che, non essendo contemplato nelle
> regole bla bla, la NA sta lavorando sulla revisione dei principi per
> valutare se è fattibile o no, quindi la richiesta al momento resta
> pending (aspettiamo a dire NO e basta)

Andrebbe bene ... ma come si è detto prima ... il "pesce è grosso",
rispondere con un NO può essere controproducente vista la flebile
volontà di dialogo velatamente espressa, meglio approffittarne per
impostare un discorso più ampio ... leggittimizzazione della NA compresa

> 1) decidiamo se puo' valere il principio di esistenza di un albero
> tematico, il che permetterebbe l'assegnazione di "gov.it";
> 2) se si': sulla legittimazione di chi richiede "gov.it": la
> presidenza mi sembra legittimata, ma comunque viene discusso;

per il punto 1) sarei d'accordo ... ma nascerebbe poi il problema della
identificazione di ulteriori alberi tematici dato che molti nomi di uso
generale sono stati già assegnati esempio : museo.it
Potrebbe essere valida la proposta di G.Griffini " ...stabilire i soli
criteri di assegnazione senza vincolare l'uso alla costruzione di un
albero tematico (salvo auspicarlo in alcuni casi specifici)."

per il punto 2): concordo

> 3) per chi si pone il problema di "edu.it", o "org.it" .... : non
> facciamoci troppe domande, ma stabiliamo al momento il criterio che la

> legittimazione di chi richiedesse tali domini è sottoposta
> all'opinione dell'assemblea, caso per caso (altrimenti, a priori, non
> se ne esce). Inutile dire che NON va pensato che l'assegnazione di
> questi domini segua la strada degli altri.

Ok, concordo, magari con una bella votazione on-line una testa un voto ,
sempre auspicata ma mai utilizzata.

> 4) su chi gestisce poi le richieste all'interno degli eventuali
> secondi livelli (cioe' i sottodomini a liv.3), sara' il richiedente a
> decidere e non sta a noi (NA) decidere per loro (se poi la presidenza
> del consiglio si mette d'accordo con la RA o con l'associazione di
> chissa' cosa, non ci deve riguardare e non deve essere regolamentato
> da noi).
>

Concordo.


.....

> Il CE si riunira' , legittimato o no è il CE attuale e fino alla
> prossima assemblea è quello che abbiamo e che potrebbe e dovrebbe
> lavorarci un po' almeno portando delle considderazini e proposte in
> assemblea, lavoro che verra' continuato dal prossimo CE, se non gia'
> felicemente definito in Assemblea (ma questo è forse troppo
> ottimistico?)
>

Bene, allora aiutiamo il CE a deliberare, il CE c'è e per ora ce lo
teniamo, d'altronde lo abbiamo eletto in assemblea... no ?
Magari se partecipassero più iscritti alle discussioni ...


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Gian Luca  Mattu



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