Contestazione nome a dominio

Gian Carlo Ariosto ariosto a WINCOM.IT
Lun 25 Feb 2002 18:15:24 CET


At 15.15 25/02/02 +0100, Paolo Sala wrote:
>...
>Per noi non è affatto un problema cambiare nome, anche se cio' significa
>rifare tutte le procedure per i motori di ricerca, tuttavia non credo che
>questa azienda possa avanzare tali pretese nei nostri confronti, anche
>perchè se dovessimo registrare il ns. sito sotto un altro dominio, chi ci
>assicura che questo non corrisponda ad un'azienda sconosciuta che magari
>fra un anno viene a reclamare il nome registrato?

Premetto che Le scrivo esclusivamente a titolo personale, per esprimere la
mia opinione di semplice iscritto alla NA, partendo dal caso specifico per
fare un discorso più generale.

La ditta (individuale) di Bologna esiste dal 1969, dunque potevate
facilmente scoprirne l'esistenza prima di registrare il nome a dominio:
sarebbe da verificare, per puro scrupolo, che non abbia cambiato nome
recentemente (per quanto ne so, il numero di iscrizione alla CCIAA delle
ditte individuali non cambia se cambia il nome della ditta ma il titolare
resta lo stesso). Tuttavia, esiste dal 1985 un'altra ditta (srl) con lo
stesso nome, in quel di Varese, quindi il titolare della ditta di Bologna a
mio parere non può vantare diritti esclusivi su quel nome. Se la ditta in
questione decidesse di farLe causa, magari il Giudice la penserà
diversamente da me...

Se la ditta decidesse invece di attivare una procedura amministrativa di
riassegnazione, bisogna leggere cosa dicono le Regole di Naming al riguardo:
16.6 Trasferimento del nome a dominio contestato
Sono sottoposti alla Procedura i nomi a dominio per i quali un terzo
(denominato "ricorrente") affermi che:
a) il nome a dominio contestato sia identico o tale da indurre confusione
rispetto ad un marchio su cui egli vanta diritti, o al proprio nome e
cognome; e che
b) l'attuale assegnatario (denominato "resistente") non abbia alcun diritto
o titolo in relazione al nome a dominio contestato; ed infine che
c) il nome a dominio sia stato registrato e venga usato in mala fede.
Se il ricorrente prova che sussistono assieme le condizioni A e C di cui
sopra ed il resistente non prova a sua volta di avere diritto o titolo in
relazione al nome a dominio contestato, quest'ultimo viene trasferito al
ricorrente.
In relazione al precedente punto b) del presente articolo, il resistente
sarà ritenuto avere diritto o titolo al nome a dominio contestato qualora
provi che:
1. prima di avere avuto notizia della contestazione in buona fede ha usato
o si è preparato oggettivamente ad usare il nome a dominio o un nome ad
esso corrispondente per offerta al pubblico di beni e servizi; oppure
2. che è conosciuto, personalmente, come associazione o ente commerciale
con il nome corrispondente al nome a dominio registrato, anche se non ha
registrato il relativo marchio; oppure
3. che del nome a dominio sta facendo un legittimo uso non commerciale,
oppure commerciale senza l'intento di sviare la clientela del ricorrente o
di violarne il marchio registrato.

Sulla sussistenza del punto a), direi che non ci sono dubbi.

Il punto b).1 mi pare dimostrabile: il sito è lì da vedere...

Il punto c) va dimostrato in base al seguente articolo:
16.7 Prova della registrazione e del mantenimento del dominio in mala fede.
Le seguenti circostanze, se dimostrate, saranno ritenute prova della
registrazione e dell'uso del dominio in mala fede.
a) Circostanze che inducano a ritenere che il nome a dominio è stato
registrato con lo scopo primario di vendere, cedere in uso o in altro modo
trasferire il nome a dominio al ricorrente (che sia titolare dei diritti
sul marchio o sul nome) o a un suo concorrente, per un corrispettivo,
monetario o meno, che sia superiore ai costi ragionevolmente sostenuti dal
resistente per la registrazione ed il mantenimento del nome a dominio;
b) La circostanza che il dominio sia stato registrato dal resistente per
impedire al titolare di identico marchio di registrare in proprio tale nome
a dominio, ed esso sia utilizzato per attività in concorrenza con quella
del ricorrente;
c) La circostanza che il nome a dominio sia stato registrato dal resistente
con lo scopo primario di danneggiare gli affari di un concorrente o
usurpare nome e cognome del ricorrente;
d) La circostanza che, nell'uso del nome a dominio, esso sia stato
intenzionalmente utilizzato per attrarre, a scopo di trarne profitto,
utenti di Internet creando motivi di confusione con il marchio del ricorrente.
L'elencazione di cui sopra è meramente esemplificativa. Il collegio di
saggi potrà quindi rilevare elementi di mala fede nella registrazione e
nell'uso del nome a dominio anche da circostanze diverse da quelle sopra
elencate.

Anche dimostrando la sussistenza del punto c), tuttavia, basterebbe la
sussistenza del punto b) per respingere una richiesta di riassegnazione. E'
più che evidente che qui entriamo nel regno dell'opinabile: la cosa
dovrebbe essere decisa dal saggio (o dal collegio di saggi) a cui verrebbe
affidata l'eventuale procedura.

Vengo ora al punto più interessante della questione: Lei si dichiara
disposto a cambiare il nome a dominio, ma si preoccupa di trovarsi in
futuro nuovamente nella stessa situazione. Come evitarlo?
A mio modesto avviso, la strada migliore sarebbe questa: cercare un nome a
dominio, ovviamente libero, che possa andar bene per il sito, e
possibilmente che non corrisponda al nome di una ditta esistente
(verificando almeno i database CERVED e paginegialle.it). Creare (o
rinominare) una ditta (anche individuale) con lo stesso nome, e registrare
il nome a dominio alla ditta stessa.


Cordiali saluti.
Gian Carlo Ariosto

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