Contestazione nome a dominio

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Lun 25 Feb 2002 23:12:52 CET


Aggiungo qualche commento (a puro e consueto titolo personale) :

>From:                  Gian Carlo Ariosto <ariosto a wincom.it>
> At 15.15 25/02/02 +0100, Paolo Sala wrote:
>
> La ditta (individuale) di Bologna esiste dal 1969, dunque potevate
> facilmente scoprirne l'esistenza prima di registrare il nome a dominio:
> sarebbe da verificare, per puro scrupolo, che non abbia cambiato nome
> recentemente (per quanto ne so, il numero di iscrizione alla CCIAA delle
> ditte individuali non cambia se cambia il nome della ditta ma il titolare
> resta lo stesso). Tuttavia, esiste dal 1985 un'altra ditta (srl) con lo
> stesso nome, in quel di Varese, quindi il titolare della ditta di Bologna a
> mio parere non può vantare diritti esclusivi su quel nome. Se la ditta in
> questione decidesse di farLe causa, magari il Giudice la penserà
> diversamente da me...
>
Non avendo facile accesso ai dati camerali non ho potuto verificare
personalmente come ha fatto G.C. Ariosto lo 'status' della ditta in questione.
Detto questo pero' - pur non essendo un avvocato - se non rammento male le
ditte individuali in tutti gli atti fiscali, amministrativi etc va specificata, ai fini
dell'individuazione corredata del nome del titolare. In pratica Bisogna indicare
'Ditta ACME di Tizio Caio e Sempronio' e che tale indicazione per esteso e'
necessaria per rendere piu' evidente l'individuazione della ditta effetttiva
(l'esempio classico e' quello di 'BAR SPORT')e la cosa mi sembra
sicuramente un punto a favore rispetto alla pretesa di 'esclusiva' sulla base
della quale credo tale ditta voglia rivendicare l'uso del nome a dominio.
dentificazione sbaglio grossolanamente

> Se la ditta decidesse invece di attivare una procedura amministrativa di
> riassegnazione, bisogna leggere cosa dicono le Regole di Naming al riguardo:
> 16.6 Trasferimento del nome a dominio contestato
> [omissis]

Probabilmente la ditta (o i rappresentanti legali) che le ha mandato la missiva
non e' al corrente della esistenza della procedura oppure 'ci prova' visto che
non essendoci (almeno a quanto sembra essere la situazione) i presupposti
della malafede valendo la regola del primo arrivato non avrebbe possibilita'.
In concreto, aldila' dell'enfasi del primo impatto che gli avvocati sono abituati
ad amplificare,  le rispettive posizioni potrebbero rivelarsi piu' concilianti di
quanto possano apparire in prima istanza proprio perche' sembrerebbe non si
tratti di un caso in malafede.

> Vengo ora al punto più interessante della questione: Lei si dichiara
> disposto a cambiare il nome a dominio, ma si preoccupa di trovarsi in
> futuro nuovamente nella stessa situazione. Come evitarlo?

Tecnicamente non si puo'. Spiego meglio in seguito.

> A mio modesto avviso, la strada migliore sarebbe questa: cercare un nome
a
> dominio, ovviamente libero, che possa andar bene per il sito, e
> possibilmente che non corrisponda al nome di una ditta esistente
> (verificando almeno i database CERVED e paginegialle.it). Creare (o
> rinominare) una ditta (anche individuale) con lo stesso nome, e registrare
> il nome a dominio alla ditta stessa.
>


Come dicevo non ci sono modi 'certi' ed assoluti per  garantirsi dal fatto che
in un qualunque momento successivo qualcuno possa rivendicare un
maggior diritto ad un certo nome. Che poi tale azione possa avere un esito
prevedibile o meno e' un altro paio di maniche. G.C.Ariosto suggerisce di fare
una ricerca preventiva, il che puo' essere un consiglio per fare un qual cosa
che possa dare maggiore sicurezza ma non e' risolutivo e per altro nemmeno
nelle domande di registrazione di marchi (che sono cosa BEN diversa dai
nomi a dominio)  e' richiesto al registrante la prova di una ricerca pregressa
(e' certo opportuna ma non strettamente necessaria).
Se puo' essere utile le suggerisco di far presente alla controparte che nulla
vieta o impedisce di agire in giudizio ma che la prassi a livello mondiale sulle
dispute dei nomi a dominio e' quella di adottare le procedure di risoluzione
previste dalle policy del registro sia perche' piu' rapide e meno costose sia
perche' pensate e coerenti alle modalita' stesse di assegnazione dei nomi a
dominio stesso (che nella stragrande maggioranza e'  'primo arrivato, primo
servito' ma con qualche notevole eccezione (.tv ad esempio)).

In bocca al lupo e cordiali saluti.
Giorgio Griffini



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