Richiesta di tutela da cambio mantainer/provider

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Gio 24 Gen 2002 00:44:45 CET


Commento il msg pervenuto in lista ITA-PE da R.Bruschi:

> Colgo l'occasione per uno spunto che interessa tutti e che ritengo richieda
> la modifica delle norme relative al cambio MNT (e collegati provider non
> MNT) da parte del legittimo assegnatario per il TLD cc IT
>
> Nella fattispece per quanto riguarda il fatto che ad oggi le norme NA
> consentono il cambio di Mantainer senza richiederne l'opinione o parere o
> veto, relegandolci al solo ruolo di attore passivo e sempre + spesso beffato.
> ...
> ...[omissis]...
> ...
> Ritengo sia auspicabile che il CE di NA esamini nella prossima sessione la
> modifica delle norme di Naming per il TLD cc IT , introducendo un prassi
> facoltativa' alla ricezione di richiesta cambio NMT di opposizione o veto o
> diritto di ritenzione, per insolvenza al cambio MNT richiesto dall'utente
> (assegnatario).
>

In tutta franchezza non ritengo sia una strada percorribile e per diverse
ragioni. Con la registrazione di un nome a dominio il registrante ne
acquisisce il diritto (temporaneo) all'uso e non la proprieta' esclusiva.
Volendolo fare, l'esposizione del provider da tutelare puo' essere solamente
quella riferita al costo della registrazione per cui il provider sostiene i costi di
registrazione presso la RA addebitandolo a corpo al cliente insieme agli altri
eventuali servizi che gli presta.
Dico  'volendolo fare' perche' in realta' i maintainer esistono e sono nati
proprio per sollevare la RA dalle incombenze 'commerciali' ed il contratto che
ciascun maintainer sottoscrive ha precise indicazioni sulle modalita' dei
pagamenti dei fee di registrazione. Da tempo sostengo che gli oneri di
registrazione dovrebbero essere versati direttamente dal registrante alla RA
perche' aldila' del caso di insolvenza del cliente nei confronti del provider (che
rientra nei consueti canoni del 'rischio d'impresa') c'e anche il caso ben piu'
grave in cui un provider e' insolvente nei confronti della RA mentre il cliente
ha regolarmente pagato i servizi al provider stesso. Le regole attuali
prevedono la cancellazione per insolvenza il che potrebbe comportare un
danno al cliente che dal suo punto di vista si ritiene perfettamente in regola e
puo' anche provarlo (e quindi coinvolge la RA che deve fare rivalsa sul
Maintainer etc.).
Per altro il pagamento anticipato (ed il contrassegno nel caso di merci
'tangibili') e' la prassi piu' comunemente utilizzata per essere sicuri di essere
pagati (che e' il problema piu' grosso di qualunque attivita' commerciale) oltre
ad essere uno delle prime misure da adottare per combattere cybersquatting
e accaparramento (come del resto ha fatto Network Solution e gli altri in
seguito alle raccomandazioni WIPO).
Non ritengo plausibile incaricare la RA di esercitare un ruolo attivo nel
'recupero crediti di terzi' perche' non e' il suo lavoro e nemmeno deve
diventarlo.

> Per fare l'avvocato del diavolo e citarne gli argomenti correlati, dovrete
> anche affrontare le problematiche di:
>
> contributo dovuto annuo ad RA (illegittimo ri-chiederlo al manteiner che si
> ritrova il cliente insolvente dopo il 02/01/xx)
> diritto riservatezza sullo stato finanziario (in db nic come risulterebbe
> il dominio ?)
> procedura di documentazione dell'insolvenza (come tutelarsi dai provider
> ricattatori o come dimostrare al nic il diritto, sulla base di che titolo
> si provi lo stato di insolvenza ?)
> gestione di dns/provider non MNT (correlazione ed impegni dell' MNT di
> riferimento)
>

Quelli citati sono solo alcuni degli esempi dei problemi aggiuntivi che si
andrebbe a impattare e sono tutti al di fuori del ruolo funzionale della RA.

> Suggerirei di introdurre un deterrente quale un ostacolo che richieda una
> prassi lunga al "moroso" (che faccia subire un ritardo nel trasferimento in
> caso di veto del MNT, un po' sulla sorta del non assenso al trasferimento
> dei .com .net .org).

Credo che un efficace deterrente possa essere per chi soffre dell'insolvenza
quello di contattare il provider di destinazione per informarlo a puro titolo 'di
segnalazione di rischio tra operatori del settore' che il cliente e' insolvente.
E' ovvio che poi ciascuno si assumera'  le proprie responsabilita' di quello
che dice e fa (sopratutto in funzione del fatto se la insolvenza del cliente e'
dolosa, involontaria o evidenza di insoddisfazione dei servizi prestati dal
provider al cliente stesso) e sara' poi il provider di destinazione a decidere
come regolarsi per quanto lo riguarda sia nei confronti del cliente in arrivo
che dei futuri clienti in arrivo dal provider d'origine e viceversa.

>
> Grazie, se qualcuno ritenesse opportuno di darci una mano a tutelarci dai
> bidoni (leggi onesti e legittimi insolventi ).
>

Saro' un po' crudo ma non ritengo proponibile che la RA faccia da paracadute
in un ambito che non le compete.  Altrimenti arriviamo al paradosso per cui
la RA deve fare un servizio di verifica crediti e richiedere di allegare copia
delle ultime due buste paga insieme alla LAR...

> [riprendo una frase citata all'inizio]
> Nella fattispece per quanto riguarda il fatto che ad oggi le norme NA
> consentono il cambio di Mantainer senza richiederne l'opinione o parere o
> veto, relegandolci al solo ruolo di attore passivo e sempre + spesso beffato.

Il ruolo dei maintainer nel sistema attuale e' di mera intermediazione tecnica
e commerciale per un servizio fornito in regime di mera copertura dei costi.
I maintainer non sono 'promoters' .
Se la policy del '.it' fosse come quella del '.tv' in cui  lo stesso registro mette
all'asta i nomi piu' commerciali o li valuta per il loro presunto valore di
mercato sarebbe tutto un altro discorso.
Fortunatamente - dico io - non e' cosi'..

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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