Innovazione

Giorgio Lacourt glacourt a SINET.IT
Mar 9 Lug 2002 21:31:41 CEST


Marco d'Itri wrote:
>
> On Jul 09, Giorgio Lacourt <glacourt a sinet.it> wrote:
>
>  >> Log alla mano, il problema sono i professionisti.
>  >Italiani? Forse viviamo in due log diversi :)
> Italiani e stranieri.

ok, siamo d'accordo, e mi pare che gran parte dei contributi indicati da
Alessandro Ranellucci convergano sulla necessita' di considerare il
fenomeno sia senza confini geografici che in un ambito piu' ampio.

 A parte le lettere "nigeriane" e una manciata di
> MMF italiani arrivati nell'ultimo mese praticamente tutto il resto è
> spam "professionale".

Non ho gli stessi dati ma non e' importante visto che la mia attenzione
e' concentrata sul bersaglio e non sul cecchino... od al massimo sulla
traiettoria.

>  >Per me gli step sono:
> Direi che in nessuno di questi casi è necessario il lavoro della NA.

Se vuoi che ci allarghiamo e diciamo che in nessuna delle incombenze
umane e' necessaria la NA va bene, io ho vissuto per tanti anni prima
che fosse istituita e poi nella beata ignoranza, senza alcun problema o
psicosi ;-)
Gia' ho detto che non ho portato io l'argomento spamming in questa
lista, ma se se ne parla cosi' tanto vuol dire che c'e' un interesse e
vuol dire che si ritiene la NA autorevole per esprimersi in merito.
E' iniziata cosi':" La domanda è: perché ci si meraviglia se non
adottiamo misure contro lo spamming" ed io ho chiesto "noi, chi?"; non
ricevendo risposta ho dedotto "e' la NA"... se era un plurale
maiestatico, scusami, dovevamo continuare in privato :-)

>  >> Sbagliato. Lo spamming serio è figlio dei carrier e dei provider che
>  >> forniscono connettività e hosting agli spammer.
>  >Ma se la maggioranza dei piccoli Isp aveva a malapena una CDN da 128 Kb
>  >(con garanzia Interbusiness tanto per tornare sull'argomento....), che
>  >razza di spamming poteva supportare?
> Eppure a parte il quasi fisiologico uso dei dialup dei grandi ISP
> consumer è proprio così.

Il discorso non regge: io non me li vedo questi "professionisti" del
crimine che spammano il mondo con un accesso a libero o tiscali e poi da
dove, da un cyber cafe', da un telefono a gettoni con l'accoppiatore
acustico, da casa dei nonni?
Una volta gli spammer seri craccavano un server e poi spammavano da li'.
Riguardo invece al discorso dei piccoli Isp manca la concordanza di
tempo... quando c'erano (soprattutto 95/98) non c'era lo spamming od era
limitatissimo rispetto ad oggi... ora che il fenomeno c'e', non ci sono
piu' i piccoli Isp. Magari il legame non e' cosi' stretto come lo vedo
io, tra la scomparsa dei piccoli Isp e quella della Netiquette, ma
affibbiare colpe postume non e' giusto.
Gli ex Isp, ora Visp hanno (abbiamo) una autonomia piuttosto limitata ed
in pura funzione dei rapporti con l'OLO (o gli Olo) di riferimento.
Se poi vogliamo parlare di piccole societa' create ad arte per fare il
"lavoro sporco" delle Grandi, allora possiamo anche partire sin dal
Videotel... ma non c'azzecca nulla con gli ISP.

>  >>  >Se il loro ritorno economico fosse nullo, stai certo che non
>  >>  >manderebbero una sola mail.
>  >> Certo, e se i ladri guadagnassero sempre in perdita stai certo che
>  >> ruberebbero. Che razza di discorso è?
>  >Non capisco cosa vuoi dire? Guadagnare in perdita? Sembra il verbo della
>  >New Economy ... io sono negato... ci vorrebbe Vittorio ;-)
> Va beh, diciamo che avevo sonno. La riscrivo: "se i ladri lavorassero
> sempre in perdita stai certo che non ruberebbero più".

Allora vuol dire che la pensi come me... tolto qualche cleptomane gli
altri troverebbero piu' conveniente lavorare... lo stesso per gli
spammer, che non mi pare rientrino piu' nella categoria "in girum imus
nocte et consumimur igni"... la passone informatica dell'hacker, si
intende :-)

>  >Che c'entra lo SLA ? Tu non devi preoccuparti di nulla, ma c'e' una
>  >categoria professionale che, capace, incapace, furba, fessa,
>  >professionale o meno che fosse, e' stata rasa al suolo, vaporizzata
>  >senza appello, dalle loro strategie oltre che naturalmente da chi li ha
>  >lasciati fare... e questo c'entra, c'entra eccome perche' se sostituisci
> E quindi? Spero che tu non voglia suggerire che la NA deve commentare
> sulle politiche commerciali degli ISP, sarebbe un'aberrazione.

Il soggetto era Interbusiness e le sue politiche commerciali, non gli
Isp. E non c'e' nulla di strano se una Istituzione commenta sulle
attivita' di un'azienda cui altre Istituzioni hanno concesso dei
monopoli. Ma il problema non e' commentare, il problema e' comprendere
il problema con uno sguardo d'insieme dove ciascuno deve fare la sua
parte e sollecitare il collega se dorme od aiutarlo se arranca od ancora
evidenziare se "rema contro"... intendo anche il collega "istituzione".

>  >ok, e la mia soluzione e' informarli, fargli capire "in ogni modo" che
>  >non conviene, informare operatori ed utenza.... non mi hai ancora detto
> Ma certo che gli conviene, altrimenti mica lo farebbero.

Ora gli conviene, e ne subiamo le conseguenza, ma proprio per questo
occorre impostare uno scenario che renda cio' "sconveniente" in tutti i
sensi.... inutile perdersi in esempi.

>  >quale sia la tua soluzione.
> Non ho mai scritto di averne una in tasca, però bisogna partire dalla
> formazione di un consenso sull'idea che determinati comportamenti non
> sono accettabili e devono essere sanzionati (dallo stato, dalla NA, dai
> colleghi o da chissà cos'altro poi si vedrà).

Leggo la prima volta e sono d'accordo, poi rileggo e penso che gia'
siamo d'accordo sul fatto si tratti di comportamenti non accettabili,
penso che gia' ci sono leggi e gia' c'e' chi le ha utilizzate, penso che
ci siano anche gli strumenti tecnici, e allora? tutto risolto? che
stiamo a discutere?
Ma allora la tua frase sul perche' non facciamo nulla? Allora vuol dire
che con l'accordo, le leggi e gli strumenti tecnici, siamo ancora al
palo. E vogliamo fare un'altra legge, un'altra censura, che ribadisca la
prima?
In effetti a volte penso che ci vorrebbe una legge che dica "Obbligo di
mettere le cinture di sicurezza sull'auto.... ma questa volta sul
serio!!"... e non solo per il codice della strada.

>  >Non e' quantomeno sospetto che dopo tre anni di tutto gratis da cui non
>  >si sa come tornare indietro, coincidano un forte incremento dello
>  >spamming (piu' che raddoppiato in queste ultime settimane almeno secondo
>  >le mie "mc") e l'insistente offerta di mail a pagamento protette? Si
> No, è una teoria complottistica veramente cretina.

Non ho parlato di complotto, ma di opportunita' da cavalcare, e non
sarebbe certo la piu' sporca di questi ultimi anni. Mai pero' ho pensato
a complotti perche' lo scenario e' troppo vasto.

>  >Mi pare tu dia per scontato che esista una Spectre dello spamming... a
> No, e non ho idea di cosa possa fartelo pensare.

Il fatto che continui a parlare di questi professionisti che non so
ancora chi siano, cosa vogliano e come si sostengano. Qualche anno fa
avrei pensato al KGB.
Sono curioso perche' in tutta questa faccenda non vedo nulla di
professionale.

>  >E, altra domanda... fanno piu' danni i dilettanti od i professionisti?
> Log alla mano, i professionisti.

Non sono d'accordo e ti ho dato anche un esempio significativo, ma di
nuovo non e' un problema visto che per me l'uno o l'altro...

>
>  >La "K" :-) perche' si confonde con la "C" ed io non vorrei che un
>  >qualsiasi tacacruste a dominio.it mi chiedesse un miliardo di danni o mi
>  >facesse chiudere perche' per sbaglio l'ho messo in una lista al posto
>  >del mio utente takakruste a dominio.it
> Se un unico indirizzo viene inserito per errore allora dovrebbe essere
> chiaro che non è soddisfatto il criterio "bulk unsolicited".

Qui ti volevo.... ed allora quanti 5, 50, il 7.2%? come si capisce se e'
un errore? quali verifiche occorre fare per stare tranquilli da parte di
chi gestisce la lista? e chi lo decide?
Per forza non ci sara' mai accordo su queste basi di discussione, e
mentre quelli in buona fede discutono, gli altri fanno quel che gli
pare.... io sarei invece di quelli che piuttosto che niente si tengono
buono il piuttosto.

ciao
giorgio


> --
> ciao,
> Marco



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