Innovazione

Ettore Panella box a STARNET.IT
Gio 11 Lug 2002 14:06:31 CEST


> ----- Original Message -----
> From: "Ettore Panella" <box a starnet.it>
> To: <md a Linux.IT>
> Cc: <ITA-PE a NIC.IT>
> Sent: Thursday, July 11, 2002 11:56 AM
> Subject: Re: Innovazione
>
>
>> > On Jul 10, Ettore Panella <box a starnet.it> wrote:
>> >
>> >  >fatta la debita distinzione tra una black list in qualche modo
>> >  >pubblica (nel senso di usata volontariamente o involontariamente
>> >  >da piu' persone, ad esempio quelle del gestore del server di
>> >  >posta) e il filtro sul proprio programma di posta elettronica.
>> > Dimmi, quale sarebbe questa distinzione?
>>
>> la black list privata la usi solo tu e sai bene cosa c'e' dentro, per
> quali
>> scopi l'hai fatta e come te la gestisci, quella usata da piu' persone
>> impone degli obblighi di correttezza, primo tra tutti quello che gli
> utenti
>> debbano conoscere chi ci metti dentro e perche', come chi ci hai messo
>> dentro deve sapere di essere in quella black list e poterti dimostrare
>> se e' il caso che hai preso un granchio (cosa sempre possibile tra gli
>> umani).  Non bisogna mai confondere la liberta privata con l'abuso
> Infatti tutte le black list di uso comune hanno un db consultabile da
> tutti che indica se un certo ip e' ho meno nella blacklist.
> Cosi' come pubblicano la procedura in base alla quale si viene
> insertiti nella black list e la procedura per togliersi da questa.

devi conoscere le url di tutte le bl, allo stato attuale non c'e' "il
portale delle bl" e non vi sono standard.


>> se il provider XXX usa una black list per i suoi utenti in cui o l'ip
>> del tuo server di posta o il tuo indirizzo figurano tu non riuscirai a
>> mandare mail ad un amico dall'altra parte senza che questo ne sia
>> minimamente a conoscenza.  Non e' un caso generico e' capitato alla
>> fidanzata di mio fratello che non riusciva a capire perche' non
>> riceveva le risposte di mio fratello in quanto il  provider di mio
>> fratello stava nella BL del suo provider. Secondo me la ragazza aveva
>> il diritto di sapere chi fosse stato messo nella BL per poter decidere
>> se fare il contratto di connessione e in seguito aveva il diritto di
>> rescindere il contratto verificata
>> l'impossibilita' di ricevere mail dalla persona che le interessava.
> Secondo te, quando un gestore di black list inserisce un nuovo ip nella
> blacklist dovrebbe comunicare a tutti quelli che la usano (non sa
> nemmeno chi sono !) questo nuovo ip, di modo che questi a loro volta lo
> possano comunicare a tutti i loro clienti, di modo infine che questi
> possano decidere se recedere o meno dal contratto ?

I casi sono diversi
uno fa una BL per se (ed e' un caso fuori dibattito)
uno fa una BL e dei privati la accettano in modo attivo sottoscrivendo un
documento, ovvero non se la trovano senza saperlo (qui' anche se gratuito
si entra nel settore della fornitura di servizi che comunque impone degli
oneri al fornitore)
uno fa una BL e dei fornitori di servizio  con dei loro utenti la accettano
(e questo e' il caso piu' delicato)


Innanzitutto chi limita i propri servizi con una BL (sua o di altri) deve
comunicare il fatto che vi sia una Black list a tutti i propri utenti (e
questo e' il caso del provider che impone di fatto la Black list ai suoi
clienti) affinche' sappiano e prendano atto della cosa.
Deve comunicare l'inserimento dell'IP (o indirizzo) nella BL alla persona
di riferimento per quell'indirizzo ip al fine di permettergli di fare i
rilievi del caso o di prenderne atto.
Deve garantire regole standard e non umorali per quanto riguarda gli
inserimenti nella BL ai propri utenti e la possibilita' di verificare
agevolmente da quali indirizzi e-mail o da quali provider non si ricevera'
posta.
Cosa buona e giusta sarebbe una mail mensile circolare a tutti gli
utilizzatori coscienti e consenzienti della Black list circa le new entry e
le cancellazioni. In questo modo gli utenti si ricorderanno che non possono
ricevere posta da alcuni provider o indirizzi e magari scegliere la
rescissione contrattuale se nella black list c'e' l'indirizzo di un loro
importante corrispondente messoci in modo arbitrario o non completamente
conforme alle regole standard definite ed accettate prima della stipula del
contratto.
Mi sembra che difendere anche i diritti degli utenti non sia un reato, ed
informare i propri clienti/utenti credo sia un dovere non solo per i
produttori di tonno in scatola.


> Oppure secondo te sono gli utilizzatori stessi di blacklist che devono
> continuare a scandire i db di queste e comunicare a tutti i loro
> clienti i nuovi ip che trovano ?
> Apocalittico.
>
> Vincenzo Belloli.



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe