Dei contratti

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Sab 2 Mar 2002 02:00:59 CET


Rispondo:

> Giorgio Griffini:
> > Mi inserisco dopo la bagarre perche' vedo che ripetutamente si parla della
> > LAR come se fosse un contratto.
> > Non lo e' affatto.
>
> Scusa? Ci definisci il contratto per favore?
>

Il Codice Civile Titolo II . Dei contratti in generale. Capo I. Disposizioni
preliminari. recita:

Art. 1321: Nozione
Il contratto e'  l'accordo di due o piu' parti per costituire, regolare o estinguere
tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.

Credo che sia difficile affermare che la LAR possa essere ricondotta in
maniera cosi' evidente ad una precisa tipologia di 'contratto'
(vendita,locazione,somministrazione etc..) e questo aldila' di una eventuale
pedante discussione sul 'carattere patrimoniale della prestazione' di cui deve
essere oggetto una obbligazione che presuppone l'accordo tra le parti. (Art.
1174,1325)

L'assegnazione di un nome a dominio non e' un atto dovuto.

In ogni caso qualora si volesse considerare la LAR strettamente come se
fosse un contratto questo sarebbe fortemente inefficace in partenza per le
ragioni che spiego piu' avanti.

> > E' una dichiarazione del registrante che si assume la responsabilita' di
> > dichiarare che conosce le regole etc. etc. e serve alla RA come elemento a
> > propria difesa qualora il registrante in questione faccia qualche danno e
> a
> > causa di cio' venga anch'essa coinvolta in qualche disputa.
>
> Quindi Ŕ, fra le altre cose, una manleva? A parte il fatto che
> non leggo la clausola di manleva esplicita - leggo solo una
> dichiarazione "di essere al corrente delle norme", il che
> Ŕ diverso -, nel caso in cui fosse una manleva avrebbe contenuto
> regolatorio di rapporto giuridico patrimoniale. O no?
>

Nella LAR per le persone fisiche al punto h) c'e una sollevazione esplicita di
responsabilita'.

> > Se la si vede in quest'ottica la RA potrebbe in assoluta serenita' anche
> > decidere di non assegnare un dominio se non riceve adeguate garanzie.
> > Allo stato attuale la firma di un maggiorenne e' ritenuta una forma
> sufficiente
> > di garanzia e la sola firma di un minore invece no.
>
> Nessuno ha mai detto questo. Nessuno si Ŕ mai sognato di
> pensarlo nemmeno. Si Ŕ sempre detto che l'esercente la
> tutela (ordinaramente il genitore) firma la LAR che Ŕ
> intestata al minore. E' ben diverso.
>

Siccome come dicevo prima l'assegnazione non e' un atto dovuto,
mettendola in termini piu' semplici la RA, al momento, non si fida del
controllo del rispetto delle assunzioni citate nella LAR che l'esercente della
tutela puo' esercitare sul minore.
Se l'assegnazione di un nome fosse un atto dovuto, non esiterei a darti
pienamente ragione, ma al momento visto che gli obblighi di garantire una
assegnazione equa derivano solo dal mandato ICANN (ricordiamoci che
stiamo sempre parlando di mettere cinque/sei righe di testo in un file di un
signore a cui tanti altri puntano per convenzione e non perche' obbligati) ma
visto che di 'richiesta' si tratta ed un contratto assume caratteristiche di
legge solo dopo la conclusione con l'accordo tra le parti non vedo come
possano esser discussa la facolta' di accettare o meno in base a criteri di
fiducia di una delle parti ad ottemperare aggli obblighi dovuti.

> > Cosa c'e' di sbagliato ? Nulla, a meno che qualcuno dei maintainer in
> lista
> > stipulino altrettanti contratti (quelli si che sono contratti per davvero)
> per
>
> Continuo a non capire.
> Ci definisci il "contratto per davvero" per favore?
>

Un caso diverso, ad esempio e' il contratto di registrazione diretto del
registrante con la RA che e' invece direttamente assimilabile ad un contratto
'canonico' ed in ogni caso e comunque e' soggetto anch'esso alla
accettazione da parte della RA.

> > l'hosting dellla definizione nel DNS , email e spazio web e quant'altro
> (con il
> > relativo e pattuito impegno economico) accetti altrettanto serenamente la
> > sola firma del minore.
>
> Ancora: nessuno lo ha mai detto.
>

Ovvio.

> > Tenendo presente che nel nostro ccTLD - diversamente da altri tld - non
> > esiste la figura del 'registrante' che non sia anche l'admin-c ritengo non
>
> Scusa scusa scusa? Una societÓ che registra il nome a dominio
> ha personalitÓ giuridica ben distinta dall'admin-c che firma
> la LAR e che lo fa esattamente per conto di ...
>

Mi riferivo alle registrazioni di persone fisiche.

> > debba essere intestato il dominio anche e solo per evitare che vengano
> > pubblicati i dati personali del minore nel db whois.
>
> Ancora confusione. I dati personali meritevoli di tutela
> non sono certo il nome e il cognome.

Non ne sono certo ma mi sembra che ci siano delle disposizioni specifiche a
proposito anche della sola pubblicazione/diffusione di nomi di minori riferito ai
sistemi di informazione al pubblico. Visto lo scenario ipotizzato puo'
benissimo essere che non vi siano particolari ostacoli ma sicuramente e' da
valutare con un po' piu' di ponderazione.

>
> > Ad ogni modo il parere della RA - desumibile dalla prassi che sembra
> essere
> > stata adottata dal momento della apertura ai privati sino ad oggi che
> citava
> > Daniele Vannozzi - mi sembra il modo di operare piu' prudente sotto tutti
> i
> > punti di vista. Questa prudenza compete solo alla RA.
>
> Sulla definizione di prudenza in questo caso non sono
> tanto d'accordo.
>

L'obiettivo della LAR e' scoraggiare la superficialita' con cui uno possa
registrare un nome e far anche solo tirare in ballo la RA per qualche casino
che combina. Mi sembra che sia questione di soglia di prudenza sotto la
quale la RA  preferisce non scendere.

> Il problema non Ŕ quanto debba rischiare accettando la richiesta
> di un minore, ma quanto debba osservare le nostre leggi. E non
> sono a conoscenza di legge speciale che renda il minore incapace
> all'atto di richiedere e ottenere la registrazione e l'uso di un
> nome a dominio, anche ove sia espresso il consenso dei genitori.
> Resta il principio che ove questo consenso non sia espresso il
> minore non pu˛ da solo sottoscrivere la LAR.
>

Non mi risultano nemmeno leggi che obblighino - per legge - la RA ad
accettare qualunque richiesta di nome a dominio.
In ogni caso, anche supponendo che la RA sia tenuta a registrare un nome a
dominio e che la LAR sia il contratto che perfeziona tale prestazione
siccome tale 'contratto' contiene clausole vessatorie (limitazioni di
responsabilita' , non esecuzione/revoca, deroghe al foro competente etc) e
non e' previsto che queste vengono approvate espressamente (manca la
famigerata doppia firma) il tutto risulta sicuramente poco efficace.

Detto questo, alla fine della fiera la LAR e' solo uno strumento (debole) di
garanzia che serve alla RA per 'esibire' la propria buona fede rispetto ad aver
assegnato un certo nome ad un certo soggetto qualora venga chiamata in
causa da un terzo per i danni che il registrante ha prodotto al terzo a seguito
della assegnazione del nome fatta dalla RA.

Se si vuole far passare il principio che qualunque essere vivente (visto che ci
sono cani che ereditano patrimoni) abbia diritto ad un nome a dominio nel tld
.it che lo si faccia.... per carita' !  ... Come ho gia' detto non sono qui per
impedirlo... mi chiamo semplicemente fuori per questo caso specifico.

Francamente il veder insistere come si e' visto fare per un paventato 'diritto
orrendamente calpestato'  mi sembra perlopiu' il voler predisporre un
possibile appiglio per poter aggirare quella stridente limitazione delle nostre
regole relativa al singolo nome a dominio per i privati. (che picchia il muso
rispetto alla non discriminazione richiesta da ICANN nel mandato di registry)
Se non ci fosse questo limite il problema molto probabilmente non si
sarebbe nemmeno sollevato.

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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