Trafugamento indirizzo di e-mail.

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Sab 9 Mar 2002 02:05:37 CET


Premessa liberatoria:

SONO UN TECNICO E NON SONO UN AVVOCATO E VI INVITO QUINDI A
PRESTARE LA RELATIVA ED OPPORTUNA CAUTELA ED ATTENZIONE
RISPETTO ALLE MIE CONSIDERAZIONI IN QUANTO SECONDO ALCUNI
DA SEMPRE AFFERMO ASSURDITA' GIURIDICHE CHE COSTRINGONO
POI GLI AVVOCATI A DEFATIGANTI RISPOSTE PERCHE' ALTRIMENTI
QUALCUNO POTREBBE CREDERCI VERAMENTE

(sorry... non ho resistito :-)

Vista la richiesta di aiuto e nella convinzione di poter dare qualche spunto
reale provo a rispondere:

> Vi pongo il seguente problema:
>
> Una Federazione Sportiva Nazionale ha istituito una mailing list, dove ci si iscrive per ricevere notizie.
> Sul modulo di iscrizione c'e' scritto "questo indirizzo non verra' mai comunicato a nessumo etc.etc.".
>
> Ora, succede che una persona si iscrive a questa mailing list con un suo indirizzo aziendale sconosciuto a tutti.
>
> Qualche giorno fa costui riceve da una Societa' Sportiva un messaggio (spedito a 400 persone) a questo indirizzo.
> Guarda caso, il mittente e' anche  Vice Presidente di quella  Federazione Nazionale.
>
> Ovviamente il sospetto, anzi la certezza, e' questo galantuomo, forte del suo potere, abbia "prelevato" gli indirizzi degli iscritti
> alla mailing-list  per farne un uso personale, quindi SPAM ed OPT-OUT, ma la cosa piu' grave e' la lesione dei diritti della
> privacy.
>
> Cosa puo' fare il danneggiato, visto che alla sua protesta si e' sentito anche minacciare?
>

Ritengo possa fare abbastanza:

Fa' mandare una bella letterina dal suo avvocato all'inviante, alla federazione
e per conoscenza alla procura dicendo che :

----

[spiegazione dell' accaduto in premessa ]

e sottolineando che:

- L'indirizzo di posta elettronica che il terzo inviante ha utilizzato e' stato
comunicato alla Federazione in forma riservata per mezzo di comunicazione
elettronica e limitatamente per le finalita' relative alla ricezione della mailing
list.

- L'inviante ha utilizzato l'indirizzo riservato nonostante questo indirizzo  non
sia mai stato comunicato o diffuso al pubblico per scopi diversi dalle finalita'
relative alla mailing list ...
[non so se la lista era 'coperta' o con gli indirizzi in chiaro ...nel caso si
aggiunge ...]
 ....e che qualora fosse stato desunto dalle comunicazioni intercorse
nell'ambito delle attivita' della mailing list non era' altresi' utilizzabile in altri
ambiti come chiarito dalla decisione del Garante della tutela dei dati
personali  nella decisione 11 Gennaio 2001 ove vengono precisati i limiti di
utilizzabilita' di dati disponibili in uno spazio internet.

Viste le premesse, come parte lesa, si deve ritenere che sia intervenuta una
violazione dell'articolo 15 della Costituzione con le conseguenze previste dal
codice penale agli articoli 615 e seguenti in merito al reato di violazione della
corrispondenza.
In assenza di spiegazioni dalle parti interessate verra'  inoltrata specifica
denuncia di parte contro ignoti con riserva di recupero dei danni subiti e con
espressa citazione delle parti come soggetti a conoscenza dei fatti.

In attesa di un cortese riscontro ... etc. etc...
-----

I casi sono 3:

Se la federazione dice di non aver dato gli indirizzi a nessuno l'inviante si
trova nella condizione di dover giustificarne l'utilizzo e se risulta che lo ha
'sottratto' ha violato corrispondenza e rischia pene pesanti (da 2 a 6 anni se
non mi ricordo male). (La federazione rischia anche lei qualcosina se non ha
adoperato una normale diligenza nel conservare i dati)

Se invece dice che glielo ha dato la federazione allora si chiedono i danni
alla federazione la cui violazione unilaterale del 'contratto' di adesione (in
merito alla garanzia di riservatezza) ha provocato etc etc.

Se invece dice di averlo recuperato in lista o su web gli si oppone che la
precisazione del garante risale alla data 11 Gennaio 2001 e che se tale
indirizzo e' stato utillizzato comunque allora si prefigura un inequivocabile
comportamente scorretto, che aldila'  sia per dolo e/o ignoranza e/o
negligenza  risulta comunque a danno dell'interessato e apre la strada per
una  eventuale rivalsa in sede civile (magari insieme agli altri 399) .
(Se fatta singolarmente suppongo che in sede civile sia preferibile contenere
le pretese di risarcimento in una cifra tale da poter andare da un giudice di
pace)

E' ovviamente opportuno rivolgersi ad un legale fornendo tutti i dettagli del
caso (che io ho solo potuto interpolare ed ipotizzare) per poter mettere i vari
puntini e numerini giusti e le forme rituali classiche di lettere di questo tipo....

Spero di aver contribuito.

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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