La NA da' fastidio.

Enzo Fogliani fog a FOG.IT
Gio 14 Mar 2002 15:43:47 CET


Pierfranco Bini ha scritto:

> Perche' il problema e' sempre lo stesso, la responsabilita' derivante alla
> RA dall'esecuzione di regole decise dalla NA/CE: gli esperti di questioni
> legali della lista non mi sono mai sembrati d'accordo su una soluzione a
> questo problema (a parte su ovvieta' del tipo: 'il bilancio della RA
> consente certo di accantonare qualche spicciolo per spese legali').

Non e' questo il problema. Il vero problema, che da fastidio, e' la
esistenza della NA ed il suo potere normativo.

La RA non ha e non puo' avere responsabilitÓ se non in caso di
negligenza, colpa o dolo nell'applicazione delle regole. Chi registra i
nomi a dominio si impegna a seguire le regole di naming, quali che
siano. Quindi la RA ha da temere SOLO se non le applica o le applica in
modo colposamente o dolosamente sbagliato.

E, nota bene, e' la stessa responsabilita' che avrebbe se applicasse le
leggi dello stato o le norme fatte dal soggetto XYZ.

> Nella mia personale visione delle cose questo e' il motivo per cui la
> maggior parte delle cose che "potremmo" fare, dipende da un primo punto
> fermo, che nei miei sogni e' un provvedimento legislativo dove si dica "le
> regole per la gestione del .it le fa il soggetto XYZ". Dopodiche', laddove
> non si pretenda di riscrivere il codice civile, come dice Enzo, la RA (o chi
> per essa) potrebbe serenamente adottare i regolamenti di questo XYZ, senza
> fare da capro espiatorio per esegeti fantasiosi delle regole di Naming, o
> semplici furboni che possono permettersi cospicue spese legali.

Anche qui, gli esegeti fantasiosi delle regole di naming possono fare
gli esegeti fantasiosi delle leggi dello stato o delle norme dell'ente
XYZ, e il risultato non cambierebbe per la RA. Gli esegeti operano sulla
norma, che, una volta fatta, viene interpretata indipendentemente
dall'ente che l'ha posta.

Del resto, la RA non mi risulta sia mai stata condannata a pagare
alcunche' per aver applicato le regole di naming, che, comunque,
contribuisce anch'essa in gran parte a formare.

> Forse questa visione delle cose e' troppo semplicistica, ingenua o
> irrealizzabile, ma queste sono le cose che ho sempre dichiaratamente cercato
> di ottenere tutte le volte che mi sono candidato per il CE: mediazione tra
> RA e NA, e riconoscimento governativo.

Il discorso secondo me e' un po' diverso. La NA da' fastidio perche' non
e' controllabile. Diviene un potere sparso, come tutti i poteri
democratici. Non e' senza significato che le critiche si appuntino non
sulle regole di naming in quanto tali (che funzionano bene) quanto su
chi deve deciderle.

Non a caso la proposta della RA sposta la nomina dei membri del Policy
Board in capo al direttore dello IAT. In questo modo, il potere
legislativo Ŕ di fatto concentrato su un solo soggetto, che puo'
disporne, e non sparso fra gli oltre 300 membri della NA.

Se noti che non c'e' stata alcuna ragionevole proposta tecnica della RA
che il CE non abbia accolto. E' la NA che da fastidio, non le regole
fatte male.

E se lo scopo e' quello di togliere di mezzo la NA, non vedo come e cosa
possa essere mediato. O la NA mantiene la proprie prerogativa, o
scompare.

Ciao,

    Enzo.


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