Le norme placebo.

Maurizio Codogno puntomaupunto a TIN.IT
Dom 17 Mar 2002 11:02:36 CET


> Ad esempio, pretendere di definire lo spam e sbarrarlo a priori
> prescindendo dalla volonta' dei riceventi e' assolutamente improprio perche' si
> prefigura come sottrazione e/o distruzione di corrispondenza altrui.

oh, basta rimandare indietro l'email :-)


> Venendo al dunque, a mio modesto parere, l'unica limitazione 'preventiva' che
> si puo' imporre e' di tipo 'contrattuale' al momento in cui si da' la possibilita'
> ad un soggetto di inviare email.

che comunque e` sempre legata a una definizione chiara
di spam, no?

> E si possono solo stabilire delle limitazioni 'tecniche' oggettive e che
> prescindono dai contenuti del messaggio ('quantita' per unita' di tempo,
> numero max di destinatari etc.) perche' gli ISP sono e devono rimanere dei
> meri 'postini'

infatti mi pare che tutte le proposte guardino *a posteriori*
se i messaggi inviati siano o no spam, quindi non e` l'ISP
a verificarlo.

E` pero` vero che per tutte le caselle email fornite
aggratis dagli ISP probabilmente converrebbe un accordo sul
massimo numero di messaggi spedibili per unita` di tempo,
e la cosa potrebbe anche essere comoda per favorire i
contratti a pagamento :-)

ciao,.mau.



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