il dibattito sullo spam

Marco d'Itri md a LINUX.IT
Lun 18 Mar 2002 21:03:43 CET


On Mar 18, Claudio Allocchio <Claudio.Allocchio a garr.it> wrote:

 >Vi sono gruppi di lavoro specifici sullo spam, come ad esempio quello di
 >RIPE e quello di ISOC, che non sono ancora riusciti ad avere alcuna
 >conclusione sensata sul problema, etc, per cui e' anche ragionevole
 >aspettarsi che forse il problema e' difficile da risolvere.
Per la cronaca, quali parti di RIPE 206 ritieni prive di senso?

 >Nella mia opinione personale NON e' nelle regole di namig che va inserito
 >un documento che definisce lo spam. Gli esperti presenti su questa lista
 >sono benissimo in grado di creare tale documento, ma deve essere chiaro
 >che NON e' una regola di naming. E' un'altra cosa prodotta da noi, in
 >quanto esperti del settore dell'uso delle reti. E' un contributo che la
 >NA da al dibattito generale dul corretto uso della rete e sulla corretta
 >scrittura delle "leggi e norme" in materia di rete.
Penso anche io che l'ideale sarebbe avere una legge dello stato che
colpisca gli spammer (anche perché dal punto di vista filosofico non mi
piace molto che il NIC intervenga in materie non tecniche... oggi lo
spam, domani chissà cosa), ma concordo pienamente con .mau. che
sviluppare qualcosa a livello di ITA-PE sia comunque utile.

 >Quello che la maggior parte degli utenti vorrebbe veder risolto e' lo
 >spam fatto in modo automatico, tramite i relay aperti. Questo e' quello
Nella mia esperienza non è affatto così. I relay aperti al giorno d'oggi
sono bloccabili molto facilmente usando DNSBL come ORDB.
Il problema principale sono quei provider che permettono ai propri
clienti di inviare spam impunemente oppure offrono servizi di supporto
allo spam. Sono un problema perché se un ISP americano può permettersi
di filtrare TIN/interbusiness in blocco senza pensarci due volte, uno
italiano non può (esattamente come la maggior parte dei siti italiani
potrebbe filtrare CHINANET e krnet.net senza particolari conseguenze).

 >Oltretutto, come ben sa ad esempio l'interpol e la polizia postale,
 >l'intero servizio d spam-mass-mailing e' nelle mani della criminalita'
 >organizata, che na ha fatto un vero mercato parallelo di vendita servizi
 >(si fa per dire) ai poveri clienti ingari che si rivolgono a loro.
Mi sa che il gestori di buongiorno.it si risentirebbero di questa
definizione. :-)
(Tanto per fare un esempio di società che offre servizi di supporto allo
spamming e compra connettività da un ISP "rispettabile".)

--
ciao,
Marco



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