mia integrazione proposte antispam

Ettore Panella box a STARNET.IT
Lun 18 Mar 2002 21:43:45 CET


Pur condividendo le affermazioni del presidente penso che sia opportuno
approntare una nostra via alla risoluzione del problema spam che pur non
essendo di nostra stretta competenza potra’ essere la base di lavoro per
gli enti opportuni.

Prima di formulare la mia proposta voglio chiarire meglio un punto che ho
cercato di enunciare in altre mail.

I puristi dell’antispam affermano come loro diritto il non ricevere posta
non richiesta nelle loro caselle e  vorrebbero “la fustigazione su pubblica
piazza” di chi fa spam mentre lasciano a chi pensa di trovare vantaggio
anche dal ricevere posta non richiesta (e prima dell’intervento di enzo
viscuso pensavo di essere il solo :-) la possibilita’ di ricevere tutta la
posta che vogliono. Il ragionamento sarebbe corretto e tutelerebbe i
diritti di entrambe le categorie se non esistesse un piccolo intoppo.

Se tizio vuole inviare una mail che spiega come fare per sognare la colonna
vincente al superenalotto (l’esempio e’ volutamente esagerato) sara’
inibito nel farlo dalla possibilita’ che uno dei riceventi possa
denunciarlo e farlo “fustigare” (specie in considerazione che come si e’
visto ampiamente la discrezionalita’ la fa da padrone), quindi rinuncerebbe
a fare questa operazione per cui i puristi non riceveranno spam ma io
perdero’ la possibilita’ di vincere al superenalotto.  Potrei fare altri
esempi un po’ piu’ reali ma non voglio almeno ora appesantire il discorso.
L’esigenza di moderazione e di mediazione tra le due istanze si evince
facilmente dalla introduzione del concetto di primo messaggio inviato al
solo scopo di stabilire un contatto che le proposte che ho letto hanno.


Cosa succede quando a confliggere sono interessi legittimi contrastanti?
Esistono due strade , o le scelte privilegeranno chi ha maggiore potere
contrattuale (e forse per questo motivo come diceva il presidente nel mondo
non si e’ arrivata ad alcuna conclusione) o si sceglie una via di
mediazione e di buon senso.

In genere io preferisco la seconda via.

Vengo alla proposta:

Una volta stabilito cosa e’ posta normale e cosa puo’ essere definito spam
si impone a chi invia posta ricadente nella seconda categoria di inviare
mail non superiori ad un tot numero di caratteri con un url per gli
approfondimenti ed anche per ulteriori verifiche ma soprattutto si impone
l’apposizione della scritta ADV (o spam o avviso commerciale o …) come
inizio dell’oggetto .  (se la cosa piace e vogliamo esagerare possiamo far
mettere RES per le cose inerenti la res publica o GOL per lo spam sportivo
e cosi’ via).   Nel caso in cui questa regola non fosse rispettata
partirebbero le sanzioni.

Perche’ ritengo questa proposta vantaggiosa.

1) e’ un metodo semplice e tutela tutti

chi non vuole ricevere spam filtra e cestina direttamente e facilmente,
addirittura evita anche il primo messaggio di contatto mentre chi vuol
ricevere non filtra ma neanche si sorbisce mail di grandezza esagerata.

I provider potranno facilmente offrire il servizio antispam  ai loro
clienti leggendo le prime tre lettere dell’oggetto senza dover entrare nel
merito dell’e-mail (soluzione peggiore del male)

2) riduce drasticamente quello che e’ il limite di ogni intervento in
materia ovvero la discrezionalita’ ed impedisce un depauperamento delle
possibilita’ offerte dalla risorsa email

chi giudica ( nelle proposte viste sarebbe l’omino NA) non lo fa partendo
da bizzarre interpretazioni sul testo o sul numero di destinatari ma una
volta accertato che la mail incriminata puo’ essere definita spam (ovvero
non ci sono rapporti di corrispondenza o una liberatoria) si limita a
constatare la presenza o meno della scritta ADV

Chi invia non sara’ soggetto agli umori ed alle interpretazioni di chi
riceve, se avra’ anche il minimo dubbio che la sua mail possa anche
lontanamente essere considerata spam mette la scritta ADV e sta in regola.

3) E’ meglio esportabile rispetto alle altre proposte

Infatti  questa proposta  non  affronta il tema spam nell’ottica della
crociata ma pone delle limitazioni sostanziali (ovviamente applicabili ai
soli domini it visto il nostro limitato raggio di azione), un approccio
ragionevole al problema potrebbe essere apprezzato anche da altri registri
o istituzioni che poterbbero pensare di imitarci e quindi fare tendenza.
Dubito che un approccio integralista possa fare breccia o ottenere qualche
risultato.In genere il tutto e subito porta al niente fra qualche anno.

Saluti a tutti



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