L'ingiustizia dello spam

Quixe quixe a QUIXE.COM
Mer 20 Mar 2002 11:55:55 CET


Sto seguendo alcuni pezzi del dibattito sullo spam, non tutto data la mole
di messaggi e dunque mi scuso in anticipo se questo intervento è ripetitivo
di altre opinioni già espresse che magari mi sono sfuggite.

Ho visto sino ad ora analizzare lo spam dal punto di vista dell'utente
finale: privacy violata, opt in / opt out, etc etc etc.

Ma dal punto di vista dell'utente finale può restare una mera questione di
principio: io ricevo tonnellate di e-mail di spam al giorno, le elimino e
fine della corsa.

Secondo me l'ingiustizia più grande si verifica sul lato azienda.

Mi spiego con un esempio: ho visto molte società simili alla mia
pubblicizzarsi attraverso un'azione di mailing (spamming) massiccio.

Operazione che ha un suo costo, ovviamente, di tempo e magari di recupero
elenchi, ma comunque ad un costo contatto *infinitamente inferiore* alla
pubblicità tradizionale e persino via web (banners, etc.)

Tenuto conto che - come quasi tutti sapete e già è stato evidenziato in
lista - il rendimento di una pubblicità è facilmente individuabile in
percentuali di risposta e che il lavoro sui grandi numeri è solo una
questione di statistica, vi renderete conto - pur ammettendo che lo spam
abbia percentuali di risposta più basse dato il "fastidio" che in molti
genera - ha comunque una sua resa e tale resa è evidentemente favorevole
rispetto ai costi, perchè altrimenti le nostre caselle di posta sarebbero
vuote.

Il punto - secondo me - è proprio questo:  ammettere che un'azienda possa
comportarsi scorrettamente, violando privacy e netiquette, senza peraltro
rischiare quasi nulla ed in tal modo avvantaggiarsi o sottrarre mercato ad
un'azienda che invece si comporta correttamente, è il vero scandalo del
fenomeno spam.

cordiali saluti

Lapo Sergi
Quixe Firenze
www.quixe.it



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