il dibattito sullo spam

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Gio 21 Mar 2002 04:00:08 CET


Rispondo a G.Giunchi

> Griffini Giorgio wrote:
>
> > La repressione la si opera per via giudiziaria mentre la prevenzione si puo'
> > fare solo alla fonte ovvero, come gia' ho ribadito, a livello ISP adottando
> > misure sia di tipo contrattuale che tecnico.
>
> E nel livello della diffusione della cultura della rete, dei diritti,
> degli strumenti e della consociazione dei *Titolari di Casella di PE*
> [es. CAUCE]
>

Piu' che di cultura della rete in senso specifico, mi sembra che il problema
dello spam sia piu' un discorso della cultura del 'buon uso delle risorse
comuni'.
Lo spam non differisce troppo dall'inquinamento ambientale e la sensibilita'
consapevole rispetto a certi argomenti si diffonde pone le sue radici solo col
tempo e spesso solo a fronte di 'danni' oggettivamente rilevabili. Non ho una
idea precisa del punto a cui stiamo del percorso ma visto che se ne parla
anche qui un certo tipo di sensibilita' comincia gia' a diffondersi.

> > visto l'ambientino della NA in cui l'obiettivo medio e' quello di portare a
> > casa norme che consentano di ottenere il massimo del risultato per se' con il
> > minimo dello sforzo proprio ...
>
> No: *FNP AntiSPAM* ha avuto il merito di aprire un dibattito sugli
> scenari teorici, tecnici, operativi - e personalmente giudico i
> contributi di Tullio e GCarlo migliorie concrete;l' *advertising* e'
> istanza interessante per coinvolgere la responsabilita' dei soggetti del
> mercato pubblicitario.
> E dalla stesso scenario di codificare un canale *public@* in ricezione
> [e magari anche in emissione :-] forse si puo' cavare qualcosa di piu'
> di un ragno dal buco...
>

Che la FNP antispam abbia suscitato discussioni non v'e' dubbio...anche se
personalmente non mai ritenuto che questa fosse la sede piu' adatta per un
problema che ha un respiro ben piu' ampio rispetto alla 'banale
regolamentazione' di come e a chi si debbano assegnare delle nomenclature
che terminino con il '.it' (una sola delle 200 e zufola sequenze di
terminazione possibili)
Sul discorso del coinvolgimento di soggetti del mercato pubblicitario sarei un
po' piu' cauto perche' si parla di un sistema che al pari della rete e'
autoregolamentato ma che rispetto a quello che e' il complesso NA/RA e'
qualche ordine di grandezza piu' autorevole e viene regolarmente citato come
esempio di successo quando si parla di autoregolamentazione di operatori
privatii.
Mi sbagliero' ma non credo che si possa essere considerati interlocutori
'particolarmente autorevoli'  rispetto al modello organizzativo della nostra
autoregolamentazione se messi a confronto con una realta' come quella del
Giuri' di autodisciplina pubblicitaria . Come gia' detto in altri tempi non basta
il termine 'Authority' per renderci 'autorevoli'.

> Quando poi ci intrappoliamo in ipotesi antinomiche quali la schedatura
> dell' indisponibilita' a essare spammati [come se la DISPONIBILITA'
> fosse DI DEFAULT ...], sappiamo anche uscirne. Insieme: si chiama
> networking.
>

Il proporre possibili soluzioni ad un problema, per quanto possano essere
criticabili o meno , evidenzia  perlomeno l'impegno, da parte di chi espone un
ipotesi, nel voler contribuire ad affrontare il problema.
Devo dire pero' che essendo questa la NA, visti gli argomenti di cui si
discute,il recente passato ed il probabile futuro,  mi sembra si stia piu' o
meno morbidamente ritornando ad essere ITA-PE.
Non che questo mi spaventi, preoccupi o irriti...pero' l'agenda delle priorita' mi
sembra cambiata e non mi ricordo precisamente quando questo sia
successo...

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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