Le norme placebo.

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Ven 22 Mar 2002 02:28:38 CET


Rispondo e E.Fogliani:

> Griffini Giorgio ha scritto:
> >
> > Ad esempio, pretendere di definire lo spam e sbarrarlo a priori
> > prescindendo dalla volonta' dei riceventi e' assolutamente improprio > perche' si
> > prefigura come sottrazione e/o distruzione di corrispondenza altrui.
>
> Scusa, perche' parli di "sbarrarlo prescindendo alla volonta' dei
> riceventi"? Se al ricevente sta bene ricevere posta non sollecitata, non
> la denuncia come spam, no? Lo spam e' posta non gradita. Se il
> destinatario la gradisce, non e' spam.
>

Sono assoulatamente d'accordo e nel caso specifico mi riferivo a proposte
tese a riconoscere e filtrare posta in arrivo a prescindere dallla volonta' dei
destinatari.
Pero' non credo ci si possa permettere di affermare un singolo messaggio
isolato sia per forza 'lecito' e diventi un 'diritto'  altrimenti, in virtu' di quella
sentenza che e' balzata agli onori delle cronache che ha stabilito che una
pacca sul sedere 'isolata e repentina' non costituisce molestia sessuale
rivendico il diritto di esercitare in qualunque momento maniera 'isolata e
repentina'  tale azione su soggetti di cui all'elenco di 3 gByte in allegato
(Ferilli, Falchi, Arcuri etc...:-)
Il concetto che vorrei che fosse inteso e' che una relazione di corrispondenza
puo' essere 'oggettivamente' considerata inopportuna quando e'
espressamente non gradita dal destinatario oppure quando e' condotta in
forme che incidono sulle risorse tecniche necessarie per il delivery oltre il
livello di 'normalita'' comunemente riconosciuto.
Sulla posta in ingresso difficilmente si possono adottare misure di
prevenzione che non rischino di ledere il diritto di un utente a ricevere la
posta ad egli indirizzata perche' possiamo avere la certezza dello spam solo
quando ormai il messaggio e' gia' transitato e giunto a destinazione (ed il
destinatario mostra di non gradire).
Intervenendo sulla posta in uscita e' invece possibile stabilire dei limiti tecnici
di limitazione che poi non sono altro che la traduzione pratica delle regole di
buon uso' che infatti stabiliscono dei principi relativi al post di messaggi piu'
che stabilire il livello di tolleranza che si deve avere quando si ricevono
messaggi formulati in questa o quella maniera.

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



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