il dibattito sullo spam [LONG]

Griffini Giorgio grunz a TIN.IT
Dom 24 Mar 2002 14:25:30 CET


Rispondo quasi 'short' alla replica di E.Panella

> Per lo spam con nome e cognome chi non mette la scritta adv viene
> denunciato nelle sedi opportune e trattato come da te indicato, la mia
> proposta non a caso e' integrativa e non sostitutiva.

A meno di spam denigratorio ed anonimo tutto lo spam e' riconducibile ad un
soggetto originante che e'  poi quello che ti propone di rivolgerti a lui per i vari
dimagrimenti, indagini, rassodamenti, recupero crediti e allungamenti vari.

> Tu in realta' proponi invece che l'utente denunci sulla base di una sua
> interpretazione il presunto spam ed avremo un giudice con alti margini di
> discrezionalita'a decidere.

Che io possa in qualunque caso decidere se un messaggio che ricevo sia
gradito o meno non ci piove. Questo non significa che una mia segnalazione
corrisponda direttamente a dire che l'inviante stia facendo spam.

> .... In queste condizioni l'utenza e' chiaramente
> raccogliticcia e sara' gia' un miracolo fargli capire i rudimenti minimi
> dell'uso della rete.

Proprio per il motivo per cui l'utenza e' un po' raccogliticcia che e'
sicuramente efficace prendere delle precauzioni alla fonte nel momento
in cui i messaggi vengono immessi in rete. Ed il momento educativo diventa
il momento in cui l'utente di un ISP si lamenta perche' non e' riuscito ad
inviare il suo annuncio per vendere la moto usata a 150.000 nomi.

> Forse qui' tu unisci il problema dell'uso improprio dei server con lo spam
> con nome e cognome, cosa che io invece separo. Perche' onestamente
> altrimenti non capisco
>

Lo spam e' frutto di una scelta individuale a cui di solito corrisponde un uso
improprio dei server del proprio ISP e di quelli dei destinatari. Non ritengo sia
mio ambito di competenza entrare nel merito di condizionare o meno queste
scelte anche perche' non ritengo di averne gli strumenti e sopratutto i titoli.
Mi posso pero' cautelare dal fatto di esserne il tramite...

> > Se invece, dopo le necessarie analisi ed implementazioni, si pervenisse
> > ad  un modello 'standard' di 'limitazione' sufficientemente efficace e
> > non  statisticamente limitante rispetto al 'buon uso della rete'  il
> > fatto che un ISP  adotti o meno tali standard diventerebbe addirittura
> > un elemento di 'brand'  addirittura utilizzabile a livello di
> > marketing.
>
> Ti posso garantire che ogni volta che pongo qualsiasi restrizione pur
> giustificata da 1000 sacrosanti motivi la clientela la precepisce come un
> abuso  e mi tortura con frasi tipo quello non lo fa ed e' pure gratis. Hai
> una idea troppo elevata degli utenti.
>

Finche le restrizioni sono percepite come tua personale scelta
commerciale/tecnica e' ovvio che ti vengano mosse delle critiche.
Se invece fai presente di aderire ad uno standard condiviso e spieghi gli
svantaggi dal lato utente nel utilizzare un ISP che non aderisce dove sta il
problema ?.

> > Sul discorso dei furbi e delle persone serie, per intenderci, e' un po'
> > come per  i divieti di sosta...  la persona seria vede il divieto di
> > sosta e non posteggia  anche se potrebbe, mentre il furbo posteggia e
> > se ne frega. Se io invece di  lasciare lo spiazzo libero metto i
> > 'panettoni gialli' o i 'dissuasori'  il furbo non  puo' piu' fare il
> > 'furbo' e non ho creato nessuna limitazione aggiuntiva alla  persona
> > seria...
>
> che sono i panettoni gialli ?
>

Blocchi di cemento a forma di 'panettone' con un diametro base intorno ai 50
cm e dipinti di giallo per renderli visibili.  Di solito utilizzati per delimitare
zone non transitabili da veicoli.

>
> io penso una cosa, il provider riceve la posta del cliente come un
> qualsiasi postino e la consegna senza  sindacare ne' sui destinatari ne'
> sul testo, come farebbe un qualsiasi postino normale,( anche perche' chi
> veramente vorrebbe un provider impiccione?) ed il portiere (ovvero un mio
> collega) cestina la posta indesiderata del cliente che lo ha autorizzato
> senza sindacare ne' sul mittente ne' sul contenuto della missiva ma solo
> sulla stringa adv.
> Chi rispetta le consegne viene o letto o cestinato, chi non le rispetta va
> davanti al plotone di esecuzione.
>

Ok ho capito la tua posizione anche se poi confermi che all'atto pratico sei
costretto a mettere comunque limitazioni di volume.

> Il filtro in ingresso presenta troppe problematiche e da comunque forme di
> discrezionalita' secondo me inammissibili per un "postino", considera che
> nella mentalita' corrente la posta elettronica e' considerata come la posta
> normale e dobbiamo necessariamente cercare di non disallinearci troppo da
> questo stereotipo, seno' ci allontaniamo troppo dal comune modo di sentire
> dell'utenza e fare la fine dei saggi sulla torre d'avorio .

Se la posta elettronica fosse usata (e costasse all'inviante) come la posta
normale credo proprio che i problemi di spam sarebbero molto meno rilevanti.
Non so se dalle tue parti e' cosi' ma se qui vai in posta e ti metti in coda con
10-15  bollettini postali te ne fanno 3 o 5 alla volta e poi rifai la fila...
Se ho capito bene il tuo approccio se io come utente ti affidassi un msg  con
scritto 'Buona Pasqua'  o giu' di li'  (con totale singolo msg 400 byte circa
header compresi) e lo indirizzo a 200'000 utenti su domini MX diversi a te
andrebbe bene basta che faccia questo solo una volta al mese (80Mb traffico
generato mese + handshake SMTP). E' cosi' che lo intendi ?
Ad ogni modo qualunque soluzione si prospetti, e' solo dopo una effettiva
implementazione che si vede il grado di efficacia (o con una simulazione a
patto di avere dati statistici tali che permettano di creare un buon modello).
Secondo me rimane piu' semplice anche solo verificare l'efficacia di un filtro
antispam in uscita.
Volendolo fare, ovviamente...

Cordiali saluti
Giorgio Griffini



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe