il dibattito sullo spam [LONG]

Ros shine a NETFLY.IT
Dom 24 Mar 2002 22:33:21 CET


At 21.34 24/03/2002 +0100, you wrote:
>Rispondo a E.Panella:
>
> > > Che io possa in qualunque caso decidere se un messaggio che ricevo sia
> > > gradito o meno non ci piove. Questo non significa che una mia
> > > segnalazione corrisponda direttamente a dire che l'inviante stia
> > > facendo spam.
> >
> > puoi deciderlo e anche arrabbiarti, ma per applicare sanzioni di qualsiasi
> > tipo, pur non essendo un giurista, credo che seguendo una regola di buon
> > senso ci sia bisogno della consapevolezza completa dell'autore.
>
>La legge non ammette ignoranza, casomai solo in alcuni casi l'ignoranza
>puo' eventualmente diventare un attenuante di buona fede...ma diventa
>difficile credere alla buona fede se uno fa spam.
>
> >In parole
> > povere non puo' essere chi riceve una mail a stabilire se cadiamo nel reato
> > o meno. Credo (cosi' a naso) che un gesto per essere sanzionabile debba
> > essere obiettivamente riconosciuto come tale da un terzo e comunque vi deve
> > essere una norma cosi' chiara che chi compie una determinata azione tipo
> > inviare una qualsiasi mail debba essere in grado di stabilire se finisce
> > sotto la scure antispam o meno.

Non ho seguito l'intero dibattito, ma dal numero e dalla continitÓ delle
email deduco tre cose:

a- che si tratta di un dibattito "core"
b- che, al solito, le posizioni sono suddivise fra apocalittici ed integrati
c- che il dibattito Ŕ caduto in un circolo vizioso (i circoli non riescono
mai ad essere "virtuosi"...forse perchŔ sistemi chiusi che vanno
naturalmente incontro all'entropia)

ragion per cui se l'assemblea non esercita una rapida ed efficace capacitÓ
decisionale (spezzare il circolo della discussione eterna) anche lo
spamming, come tante altre discussioni, rischia di rimanere lettera morta e
fra esercizi di stile, interventi forbiti ma inutili e
suggerimenti  interessanti ma inascoltati (in particolare quelli a
carattere sistematizzante della materia)...nessun provvedimento sarÓ
emesso. E se questo provvedimento non compete alla NA (come pure intuisco)
che si individui allora l'istituzione responsabile e si giri la
problematica e relativa discussione ad essa....(al limite, con una
iniziativa legislativa e relativa raccolta di firme ...e se la vedrÓ Gasparri)

Non so se Ŕ stato gia scritto, ma penso che la definizione di spamming
debba tener conto di  due aspetti:  uno qualitativo  "as unsolicited
email", ed un altro quantitativo "as a large number".
Ora occorre solo stabilire una soglia quantitativa oltre la quale la
spedizione di auguri di pasqua "di massa " non pu˛ andare (100? 200?).
Tutto il resto cade nel calderone delle unsolicited email...a prescindere
dal loro contenuto.


Perdonatemi la semplicitÓ, ma da qualche parte occorre cominiciare....e
personalmente non ne posso pi¨ dello spamming e della pratica dell'opt-out.
Mi (ci) occorre uno strumento normativo da utilizzare come una clava contro
gli spammatori di professione.

saluti
rosanna



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