Forma giuridica

Eusebio Giandomenico e.giandomenico a GORGIA.IT
Mar 28 Maggio 2002 23:59:38 CEST


At 16:06 +0200 28-05-2002, Vittorio Bertola wrote:
>Per questo credo che la "cosa" dovrebbe decisamente essere una
>associazione, e non una fondazione.

D'accordo sulla funzione dell'Assemblea ma, come ho gia' detto,
valuterei anche la forma consortile.

At 13:15 +0000 28-05-2002, Maurizio Codogno wrote:
>Ad esempio, e` possibile fare in modo che esista un organo
>che abbia solo una funzione di rappresentativita` verso il mondo e di
>garanzia, ma deleghi per statuto i compiti normativi al comitato tecnico?
Sempre da profano basta separare le funzioni di "preparazione delle
norme" da quelle di "emanazione" (un po' come le commissioni
parlamentari).

Non sono l'esegeta di Allocchio ma penso che intendesse questo scrivendo:

At 16:20 +0100 24-05-2002, Claudio Allocchio wrote:
>Se il comitato tecnico prende decisioni ragionevoli, sensate, da comitato
>tecnico etc, il CDA non ha ragione di interferire.

Nella declinazione consortile possiamo immaginare un consorzio
composto (ispirandosi al grafo tripartito di Giorgio Griffini) dallo
IIT-CNR, dall'associazione NA e da un ente governativo, come ad
esempio la struttura che ha inglobato AIPA. Il consorzio "emana" le
norme definite dalla NA "di concerto con la RA", i voti sarebbero 3,
dei quali due "pesati" dall'Assemblea della NA e da quella dei
Contributori della RA (in questo caso sarebbe bene prevedere
l'incompatibilita' fra le due affiliazioni).

Dal punto di vista operativo: mentre un notaio stende l'atto
costitutivo, Vannozzi va in ferramenta a comprare la targa e quattro
viti, quando torna l'atto e' firmato, Vannozzi avvita la nuova targa
sulla porta (un cacciavitino nel cassetto lo tiene sempre) e la
questione e' risolta a costi praticamente irrisori (fra i criteri di
valutazione per scegliere la soluzione migliore, non va infatti
trascurato quello dell'efficienza economica).

La forma consortile inoltre, preservando le identita' delle singole
strutture aderenti (pur limitandone l'autonomia, subordinandola alla
necessita' di coordinamento) e' la forma piu' rispettosa della ...

At 18:31 +0200 28-05-2002, l.albertini wrote:
>necessitÓ che chi crea le regole sia
>soggetto del tutto distinto da colui che le applica

At 16:06 +0200 28-05-2002, Vittorio Bertola wrote:
>Io credo che questa discussione sia molto piu' di sostanza di quella
>che puo' sembrare

E' vero che la forma e' sostanza, ma e' anche vero che la prassi
annovera casi, tanto eccellenti quanto pessimi, per ciascuna delle
forme giuridiche proposte.

Evidentemente il discrimine e' dato da altri fattori, fra i quali non
ultimi i principii, e di riflesso le procedure, che ispirano gli
scopi del soggetto. Oltre a cio' non va trascurato il fattore umano
ma ...

At 16:20 +0100 24-05-2002, Claudio Allocchio wrote:
>Stiamo parlando di persone tutte ragionevoli, che sanno quello che fanno
>e che sanno che quello che fanno influenza il servizio di tutti

EG

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