proposta di eliminazione della LAR

Ettore Panella box a STARNET.IT
Gio 10 Ott 2002 10:02:13 CEST


......
>
> Passiamo quindi a discutere sulla fattibilità del secondo punto.
> Sul secondo punto, bisogna preventivamente verificare se la lar sia
> effettivamente utile ed efficace.

Se posso parlare dal "basso" della mia esperienza come mantainer  credo che
la lar sia un elemento importante di educazione del cliente. Facendo un
confronto fra quello che succede con la registrazione dei .com e dei .it ho
notato che il cliente dovendo firmare un pezzo di carta tende a riflettere
su quello che sta facendo ed a domandare il significato di termini come
netiquette o a domandare a che rischi va incontro e poi conserva agli atti
il foglietto cosa che non avviene con i .com dove il processo e' molto piu'
sportivo.
Non so se dal punto di vista legale la LAR dica qualcosa pero' dal punto di
vista dell'educazione del cliente, cosa che ai piccoli isp interessa non
poco, credo che sia un elemento importante la cui funzione educativa  non
verrebbe sostituita da altri sistemi, anzi si finirebbe inevitabilmente per
omologarci a quanto avviene con i .com con tutti i pro ed i contro che la
cosa comporta.



>
> A tal proposito rilevo:
>
> - La LAR non e’ di ostacolo al cybersquatting (lo dimostra il caso
> Grauso, lo dimostrano le tante MAP attivate);
> - Nessuna pronuncia giurisprudenziale ha mai fatto riferimento alla
> LAR. In effetti, LAR o non LAR, la responsabilita’ è di default di chi
> commette l’illecito (cioe’ dell’assegnatario);
> - Prendendo ad esempio il sistema di registrazione dei domini
> com/org/net (in cui non esiste LAR), non mi sembra che i registrar
> siano stati mai condannati per aver consentito la registrazione di un
> dominio da parte di un non avente diritto (chiedo pero’ conforto dei
> legali della lista, non conoscendo tutte le pronunzie). La loro
> funzione e’ infatti meramente tecnica. La responsabilità è sempre e
> comunque ricaduta sui registrant (assegnatari).
>
> A cosa serve dunque la LAR?
> Malgrado il punto 3 di cui sopra, credo che l’unico suo scopo sia
> quello di ribadire la NON RESPONSABILITA’ della RA. Punto e basta.
> Ma questa non responsabilita’ puo’ essere ribadita specificando nelle
> Regole di Naming che la funzione della RA è meramente tecnica e che
> dunque non effettua controlli di merito (anche qui chiedo conforto ai
> giuristi della lista).
>
> Inoltre, le regole di naming sono accettate da tutti maintainer, dato
> che se cosi’ non fosse – trattandosi di regolamento tecnico – sarebbe
> impossibile registrare un dominio.
>
> Rebus sic stantibus, non vedo ostacoli all’eliminazione della LAR.
>
> In questo caso, tuttavia, riterrei opportuno aggiungere al modulo
> elettronico i seguenti campi (cosi’ da essere sicuri dell’ “identita’ ”
> del registrante):
>
> PIN (anche per le non persone fisiche): in questo caso coincide pero'
> con la partita iva dell’azienda/professionista/ente/associazione oppure
> codice fiscale per le associazioni senza partita iva
>
> A voler essere pignoli, potremmo aggiungere:
>
> - campo CCIAA. (campo solo per le aziende): luogo/numero/anno di
> iscrizione alla CCIAA (es. roma/156321/2000)
>
> Per finire, si potrebbe aggiungere la dicitura che il maintainer (che
> firma digitalmente il modulo elettronico) ha comunicato
> all’assegnatario che la registrazione del dominio implica
> l’accettazione delle regole di naming (O FORMULAZIONE EQUIVALENTE).
>
> Aspetto vostri commenti (fosse anche per dire: ‘teniamoci la LAR!’),
> suggerimenti e controproposte.
>
> Saluti,
> Alessia Ambrosini



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