proposta di eliminazione della LAR (fwd)

P-Gianluca Navarrini (Studio de Propris) g.navarrini a GALACTICA.IT
Gio 10 Ott 2002 14:48:27 CEST


> Son completamente d'accordo sulle premesse, che pero' a mio avviso non
conducono alla necessita' di avere una LAR cartacea. Da un lato, la LAR
attuale non e' un contratto, ma una dichiaazione unilaterale
dell'assegnatario, cui tutt'al piu' potrebbe darsi valore di accettazione
del servizio offerto dalla RA; Servizio offerto sulla base del rapporto
contrattuale in essere fra MAINTAINER /RA.

penso che, allora, sul punto siamo in sintonia :-)). anche se devo
sottolineare che - anche in considerazione dei costi (seppur minimi) che la
richiesta di assegnazione del dominio comporta - la LAR sia un *atto
unilaterale a contenuto patrimoniale tra vivi* e, dunque, sostanzialmente
sottoposto alla stessa disciplina del contratto, in quanto compatibile (cfr.
art. 1324 cc).

> Questo rapporto si configura come contratto a favore di terzo
(l'assegnatario), che con la LAR accetta di essere terzo beneficiario.

sulla qualificazione di contratto a favore di terzo posso essere
d'accordo... anche se vorrei pensarci su con piu' calma (non che non mi
fidi...ma...;-))).
una cosa, pero' mi sfugge... senza la LAR come puo' applicarsi l'art. 1413
cc? tento di spiegarmi meglio, riportando intanto il testo della norma (che
non tutti hanno sotto gli occhi, come invece capita a me in questo momento)
e dandone poi una traduzione in termini comprensibili.

1413. eccezioni opponibili dal promittente al terzo. - il promittente puo'
opporre al terzo le eccezioni fondate sul contratto dal quale il terzo
deriva il suo diritto, ma non quelle fondate su altri rapporti tra
promittente e stipulante.

traduzione:
la RA puo' opporre all'ASSEGNATARIO tutte le eccezioni che siano fondate sul
contratto (stipulato tra MAINTAINER e RA) dal quale deriva il diritto
all'assegnazione del dominio, non anche le eccezioni basate su altri
contratti tra RA e MAINTAINER.

la semplice eliminazione della LAR, allo stato attuale darebbe - forse... -
il seguente risultato:

a) il maintainer conclude con la RA una *convenzione generale*
(http://www.nic.it/contratto-2001/contratto2001-2002NEWprovider.doc) secondo
la quale:
"Il Provider/Maintainer  un fornitore di servizi di rete che registra
domini per conto proprio o per conto degli assegnatari.
Il Provider/Maintainer, quindi:
inoltra la richiesta di registrazione di un nome a dominio  alla IIT-R.A.
per conto del richiedente;...." (art. 2)
il fatto che la richiesta di registrazione sia avanzata per conto di
qualcuno, mi pare valga ad escludere la possibilita' che - in caso di
rifiuto del terzo/richiedente - il dominio rimanga aggiudicato al
maintainer/stipulante (art. 1411, comma 2, cc), configurando viceversa
un'ipotesi di rappresentanza (alle spalle della quale c'e' - se non erro -
un contratto di mandato tra richiedente e maintainer).

b) la detta *convenzione* non penso possa essere qualificata come il
contratto che attribuisce diritti al terzo/assegnatario, visto che si tratta
di un atto che regola i rapporti tra RA e maintainers e non mi sembra possa
essere confuso con lo specifico contratto tra Maintainer e RA per la
registrazione di *un certo* nome a dominio;

c) il "contratto" da cui derivano i diritti dell'assegnatario mi sembra che
debba essere identificato nella singola e specifica richiesta di
registrazione del nome a dominio, inoltrata alla RA dal Maintainer
(attraverso https://www.nic.it/PM/domain_form.html, ovvero con una richiesta
scritta recante le indicazioni richieste dal modello
ftp://ftp.nic.it/RA/doc/Modulo-Registrazione-Dominio.txt). da sottolineare
tre volte che lo svolgimento di questa operazione non contiene l'*espressa*
riaffermazione dell'adesione piena ed incondizionata alle regole di naming;
la richiesta di registrazione, infatti, presuppone ed implica - a norma
dell'art. 5 della convenzione tra RA e maintainer - l'accettazione delle
regole di naming.

d) la RA - potendo opporre eccezioni all'assegnatario che siano fondate solo
sul titolo dal quale quest'ultimo deriva i propri diritti - rischia di
vedersi contestata l'applicazione delle regole di naming, in quanto queste
non sono espressamente richiamate da nessuna parte.

e) sostenere - come mi pare assolutamente corretto - che le regole di naming
siano richiamate per relationem e siano regole dinamiche (le regole sono un
contratto normativo alla stregua - per intenderci - dei contratti collettivi
di lavoro), non vale a giustificare la conformita' alla legge (ed alla
correttezza contrattuale) di un richiame per relationem per cos' dire "al
quadrato". si dovrebbe, infatti, sostenere che la richiesta di registrazione
valga come implicita accettazione delle regole di naming (primo rinvio), in
quanto cosi'  previsto dall'art. 5 della convenzione tra RA e maintainer
(secondo rinvio). quest'ultima, in ogni caso, non riguarda in alcun modo
l'assegnatario che puo' non conoscerla in alcun modo e, a quanto mi risulta,
non e' nemmeno richiamata (figuriamoci se e' allegata ;-)) al contratto tra
assegnatario e maintainer. non si puo' dunque pretendere ne' che
l'assegnatario conosca le regole di naming, ne' che sia ritenuto a
rispettarle, visto che non le ha mai accettate (neanche attraverso
l'accettazione degli effetti del contratto per suo conto stipulato tra RA e
maintainer).

> Del resto, il rapport fra assegnatario e RA non necessita di essere
consacrato con forma scritta. La RA e' in perenne offerta al pubblico, con
norme contrattuali ben conosciute e conoscibili (le regole di naming), che
regolano il rapporto con il maintainer e solo indirettamente (sotto il
profilo contrattuale) quello con l'utente.

la RA mi sembra che offra al pubblico la stipulazione di convenzioni per il
mantenimento di nomi a dominio, non per la registrazione dei nomi stessi,
che deve essere fatta da un maintainer (magari solo di se stesso, ma
maintainer).


> Non ritengo sia cosi'. La cosa e' gia' stata studiata abbondantemente a
suo tempo. Si e' rilevato al riguardo che il rapporto RA - Utente e' un
rapporto di durata il cui contenuto e' determinato "per relationem" facendo
riferimento alle regole di naming, che sono norme stabilite da un ente terzo
rispetto alle parti del contratto principale (il contratto RA / maintainer).

> Al momento la LAR e' configurata come dichiarazione unilaterale. Il
rapporto contrattuale e' fra RA e maintainer. Ha poco senso un'approvazione
specifica ex art. 1341 c.c., in quanto essa puo' trovare applicazione solo
in contratti, non in atti bilaterali di accettazione dei benefici
contrattuali di un contratto concluso da altri (RA e maintainer).

forse si... forse no...
mi sa che dobbiamo chiarire un punto, perche' se per dichiarazione
unilaterale si intende anche l'accettazione delle condizioni di un contratto
sono d'accordo (e mi par questa la soluzione condivisa sopra); se invece per
dichiarazione unilaterale intendiamo un atto unilaterale, allora non sono
piu' d'accordo.
in un atto unilaterale, infatti, non avrebbe senso la clausola
compromissoria... ma visto che la LAR la puo' contenere, deve essere
qualcosa di piu' di un atto unilaterale... se  una dichiarazione
unilaterale essa puo' anche essere una dichiarazione di accettazione di
condizioni da altri predisposte (leggi: regole di naming), alla quale si
puo' a mio avviso senz'altro applicare l'art. 1341 cc (visto che la clausola
arbitrale non me la puo' imporre il maintainer....).

> A me invece sembra piu' che opportuno eliminarla, in quanto al momento la
LAR e' un ibrido indefinito. Non e' infatti un contratto, ma solo una
qualcosa che inizialmente serviva ad identificare l'assegnatario e a fargli
capire le responsabilita' cui andava incontro. Oltretutto e' un ibrido che
impedisce ladelineazione di precise responsabilita' delle parti nei
confronti l'una dell'altra. non dimentichaimo che il rapporto contrattuale
la RA l'a con il maintainer, non con l'assegnatario.

l'ultima affermazione mi sembra un po' artificiosa. proviamo a chiedere a
quelli che dopo aver ottenuto la registrazione di un nome si sono visti
revocare l'assegnazione se il rapporto la RA ce l'ha avuto con loro o con il
maintainer! mi sembra che qui si faccia - non me ne volere - del formalismo
giuridico: possiamo concordare (anche se i dubbi restano) che l'assegnatario
sia il terzo che approfitta di un contratto concluso tra altri; ma nel
momento in cui ne approfitta diventa lui la parte del rapporto contrattuale
e non il maintainer!


> Sarebbe quindi opportuno rivedere tutto l'impianto giuridico.

forse si...

cordiali saluti a tutti (in particolare al mio gentile interlocutore nonche'
collega ;-))
gianluca navarrini


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