R: LAR

P-Gianluca Navarrini (Studio de Propris) g.navarrini a GALACTICA.IT
Mer 23 Ott 2002 14:43:28 CEST


----- Original Message -----
From: "Alessandro Nosenzo" <nosenzo a IDEA.IT>
To: <ita-pe a NIC.IT>
Sent: Wednesday, October 23, 2002 10:58 AM
Subject: Re: R: LAR


> Tante belle parole e tante belle opinioni tutte che si dimenticano
> pero' che i cittadini hanno il pieno diritto di avere i servizi che
> richiedono. Se invece di perdere tempo in assurde compilazioni di
> moduli tipo la LAR, che non ha alcun valore e serve solo a far salire
> i costi o meglio a giustificare gli alti costi di gestione della RA,
> si guardasse a cio' che avviene nel Regno Unito dove se registri un
> nome a dominio non firmi la LAR e se compri una SIM GSM non devi
> fornire i tuoi dati, forse eviteremmo di sprecare tempo ed idee su un
> argomento cosi' stupido come l'eliminazione della LAR.
> Mi sembra semplicemente patetico discutere sull'eliminazione della
> LAR quando e' pacifico che e' del tutto inutile sotto tutti gli
> aspetti. Solo un Paese ridicolo come il nostro puo' perdersi in
> simili discussioni inutili. Intanto gli altri Paesi vanno avanti e
> noi ci perdiamo a decidere queste fandonie ridicole sia dal punto di
> vista tecnico che legale.

prendo spunto dal messaggio di nosenzo per ribadire, brevemente, la mia
opinione:

1) allo stato attuale, a mio modesto avviso, la LAR non puo' essere
eliminata senza intervenire radicalmente sulle regole di naming e sulle
prassi applicative degli ISP e della RA.
le ragioni della mia posizione sono le seguenti:

a) visto che l'assegnatario del nome a dominio non raggiunge direttamente
(fuorche' nei casi in cui egli stesso assuma la veste di maintainer) con la
RA l'accordo per l'assegnazioe del dominio, egli - in difetto di
accettazione espressa (art. 1341 cc) - non sara' in alcun modo tenuto a
rispettare le regole di naming o le regole di netiquette;

b) in assenza di accettazione delle regole di naming, la RA non potra'
legittimamente esercitare alcun potere (sia di controllo, sia sanzionatorio)
nei confronti dell'assegnatario del dominio;

c) la legge italiana vigente non disciplina in alcun modo ne' le modalita'
di assegnazione dei nomi a dominio, ne' i poteri della RA, ne' le procedure
di contestazione o di riassegnazione dei domini; l'unica fonte oggi
esistente in materia sono le regole di naming, il cui valore esclusivamente
privato e negoziale impone - per poterle davvero rendere operative - la loro
accettazione da parte di tutti gli assegnatari di domini .it;

d) l'accettazione della giurisdizione e della legge italiana, contenuto
nella LAR, non sono senza significato, visto che in materia contrattuale -
qual e' quella che ci occupa - le parti possono libaramente scegliere il
quadro normativo di riferimento che preferiscono e derogare alla
giurisdizione del giudice italiano (tanto più allorché il richiedente non
sia italiano o, seppur italiano, risieda stabilmente all'estero);

e) solo incidentalmente vorrei rilevare che - nell'attuale stato di cose -
caldeggiare l'eliminazione della LAR (con conseguente svuotamento di poteri
della RA e perdita di vigenza, e dunque di significato, delle regole di
naming e di chi le scrive) ha il valore di un'invocazione della autorita'
statale che si faccia carico di dettare una disciplina (non privata e
negoziale, ma pubblica ed imperativa) dei nomi a dominio. ...addio autonomia
(per chi, come nosenzo - se non ricordo male -, ci crede)!

2) il riferimento alla prassi di nominet mi pare non tenga conto di un
elemento:
nominet issues certificates as confirmation of the contract that exists
between nominet and the registrant.

se la RA, al termine delle operazioni di registrazione del dominio, si
occupasse di spedire all'assegnatario (direttamente o per il tramite
dell'ISP) un certificato di conferma dell'esistenza del contratto e delle
sue regole... bhe! cambierebbe molto...

fino a quando la RA e gli ISP non saranno obbligati a fornire alcun tipo di
specifiche informazioni all'assegnatario/cliente, mi pare che la LAR sia
l'unica soluzione agli inconvenienti derivanti dalla mancata conoscenza ed
accettazione delle regole di naming.

3) prima di chiudere vorrei chiarire un punto: quando mi riferisco all'art.
1341 cc non intendo esclusivamente la doppia sottoscrizione prevista dal
comma 2 (perche' non e' detto che ce ne sia sempre bisogno); mi riferisco,
al contrario al comma 1, nel quale si dispone che:
le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono
efficaci nei confronti dell'altro, se al momento della conclusione del
contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando
l'ordinaria diligenza.

cordialissimi saluti a tutti
gianluca navarrini

---------
Avv. Gianluca Navarrini
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