LAR

P-Gianluca Navarrini (Studio de Propris) g.navarrini a GALACTICA.IT
Gio 24 Ott 2002 13:16:09 CEST


----- Original Message -----
From: "Alessandro Nosenzo" <nosenzo a IDEA.IT>
To: <iTA-PE a NIC.IT>
Sent: Thursday, October 24, 2002 11:06 AM
Subject: Re: LAR


> Sei proprio sicuro che il fax valga come prova documentale? Io ti
> dico di no e lo stesso dicono i giudici non corrotti di questo Paese
> cosi' come del resto dice lo stesso articolo da te citato. Che mi
> dici invece delle clausole vessatorie. Sorvoliamo che e' meglio.
> La LAR non ha alcun valore legale e'  solo un pezzo di carta inutile.


ATTENZIONE
rispondo esclusivamente per completezza di informazione. mi scuso con
alessia ambrosini per la trasgressione ai suoi diktat ;-) e le chiedo
gentilmente di trascurare questo messaggio ai fini del suo lavoro di
riordino del materiale.


per la piena efficacia (di prova documentale) del fax, si vedano, senza
pretese di completezza le seguenti pronunce:

"Fra le riproduzioni meccaniche indicate, con elencazione meramente
esemplificativa, dall'art. 2712 c. c., le quali formano piena prova dei
fatti o delle cose rappresentati, se colui contro il quale sono prodotte non
ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesimi, rientra anche la
riproduzione di un atto mediante il servizio <telefax>, che costituisce un
sistema di posta elettronica volto ad accelerare il trasferimento della
corrispondenza mediante la riproduzione a distanza (con l'utilizzazione di
reti telefoniche e terminali fac-simile) del contenuto di documenti"
(Cass. civ., Sez.lav., 13/02/1989, n.886)

La "convention ecrite" richiesta dall'art. 2 della convenzione di New York
del 1958 per la validità della clausola compromissoria può essere contenuta
in uno scambio di fax.
(Trib. Genova, 17/12/1999)

E' omologabile l'atto costitutivo di una s.r.l. il cui statuto preveda, in
alternativa al termine previsto dall'art. 2484 c.c. di 8 giorni a mezzo
raccomandata per la convocazione dell'assemblea, un termine di convocazione
di 5 giorni a mezzo telegramma, telex o telefax per quei soci che ne abbiano
indicato i relativi numeri nel libro soci.
(Trib. Roma, 03/12/1998)

"Integrano il requisito della forma scritta richiesta dalla contrattazione
collettiva, le dimissioni del lavoratore trasmesse via telefax, tendendo la
disciplina collettiva a realizzare, attraverso la forma scritta, un mezzo
che obblighi la parte recedente a comprendere e valutare la portata della
propria manifestazione della volontà in ragione degli effetti risolutivi che
comporta. La norma contrattuale in tema di forma delle dimissioni, non
richiede la presenza di un "documento", ma di una comunicazione per iscritto
in contrapposizione alla comunicazione semplicemente verbale. Requisito per
la validità delle dimissioni comunicate via telefax è la paternità della
lettera trasmessa nel senso che l'autore deve essere effettivamente il
lavoratore dimissionario. Le dimissioni trasmesse via "fax" non possono più
essere revocate dopo l'accettazione da parte del datore di lavoro, e il
rapporto di lavoro deve intendersi definitivamente risolto".
(Pret. Milano, 09/12/1993)

Le adesioni dei creditori al concordato preventivo pervenute tramite telefax
entro venti giorni dalla chiusura del verbale sono pienamente valide ed
efficaci; pertanto tale termine perentorio non subisce limiti di orario
alcuno, in quanto l'ufficio del commissario giudiziale, dotato di fax, non
sottostà ad alcun vincolo se non quello delle ore ventiquattro dell'ultimo
giorno utile.
(Trib. Piacenza, 20/01/1995)

"E' da escludere la sussistenza della forma scritta, ove essa sia richiesta
dalla legge per la conclusione di un contratto, qualora la dichiarazione di
accettazione sia stata trasmessa a mezzo di telefax. L'efficacia del telefax
resta circoscritta al *piano della prova*, potendo offrire idonea
dimostrazione del fatto che la scrittura privata da esso riprodotta è stata
formata".
(Trib. Padova, 07/04/1993)

"L'impugnativa del licenziamento nel termine di 60 giorni previsto dall'art.
6 legge n. 604 del 1966, non può essere effettuata tramite telefax il quale,
a differenza del telegramma o del telex, può offrire una prova solo al
destinatario del messaggio mentre il mittente non può dimostrare l'avvenuta
trasmissione"
(Pret. Lucca, 27/05/1994) - pur sembrando contraria all'efficacia probatoria
del fax, in realta' non lo è affatto, visto che il fax costituisce - come
ogni porva documentale - prova contro chi lo invia e non a favore.

in dottrina - tra i processualisti - sostiene con buoni argomenti
l'applicabilita' dell'art. 2719 cc G.F. Ricci, Le prove atipiche, Milano,
Giuffre', 1999, pp. 389 e ss., seguito da A. Proto Pisani, Lezioni di
diritto processuale civile, Jovene, Napoli, 1996, p. 473, e da C. Mandrioli,
Corso di diritto processuale civile, II, Torino, Giappichelli, 1991, p. 183.
i civilisti arrivano a riconoscere al fax "valore di scrittura privata, a
fini non solo probatori, ma anche a fini sostanziali: il contratto che
richiede forma scritta si conclude validamente con proposta e accettazione
scambiate per telefax" (cosi' V. Roppo, Il contratto, in Trattato di diritto
privato a cura di G. Iudica e P. Zatti, Milano, Giuffre', 2001, p. 235 e s.)

per onesta' segnalo, qui di seguito, questa (unica?) pronuncia del 1991
della pretura di roma [unico giudice "non corrotto di questo paese"? se si
prende la sentenza - pubblicata in dir. informazione ed informativa, 1992,
p. 870 - ci si avvede che è resa in un giudizio tra santoro ed il quotidiano
(oggi cessato) dc il popolo, in cui quest'ultimo era convenuto per non aver
soddisfatto la richiesta del primo di rettifica di una notizia. ancora
dell'opinione che il giudice in questione fosse un angioletto?]:

"La richiesta di rettifica per telefax non può sostituire la richiesta
prescritta dall'art. 8 della legge sulla stampa giacché, non essendo
suscettibile di sottoscrizione non può essere ritenuto mezzo idoneo a
manifestare la volontà negoziale del soggetto, a prescindere poi dalle
perplessità che l'uso di tale mezzo suscita a proposito della
identificazione del richiedente; tuttavia, poiché la richiesta non
costituisce un presupposto processuale ma una condizione dell'azione essa
può efficacemente essere surrogata anche dal ricorso introduttivo, le volte
che questo contenga il testo integrale della rettifica".
(Pret. Roma, 23/12/1991) - chi si occupa di editoria (e conosce l'art. 8
della legge 47/1948) inorridira' di fronte al becero formalismo della
decisione.


> Se per avere un nome a dominio l'italiano deve firmare una LAR, poi
> inviarla via fax pagando dei soldi non significa che cio' sia giusto
> o che abbia la benche' minima valenza legale, ma solo che gli
> italiani attuali sono dei codardi incapaci di ribellarsi che si
> meritano fino in fondo la classe politica ed i giudici disastrosi che
> hanno e tutte le LAR, le code, la massoneria e le altre ingiustizie
> che quotidianamente la gente subisce. Dire che cio' sia giusto e'
> come condividere che nell'aula di scuola ci sia appeso un crocefisso
> segno dell'arretratezza del nostro Paese e dell'arroganza di alcune
> religioni che oltre a venerare personaggi di fantasia inventati da
> mediocri scrittori sono molto sensibili al denaro (questo pero' vero
> e non di fantasia) che amano accumulare.
> LAR= Lettera Assolutamente Ridicola.
> Saluti.

ce n'è abbastanza per riformare la costituzione, piuttosto che le regole di
naming ;-))))

cordialmente

gianluca navarrini

---------
Avv. Gianluca Navarrini
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